Home Green Economy Adotta una stazione: il progetto FS per usare gratuitamente le stazioni impresenziate

Adotta una stazione: il progetto FS per usare gratuitamente le stazioni impresenziate

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Quante volte vi è capitato di prendere un treno in stazioni quasi abbandonate, prive di personale ferroviario, ma ancora utilizzate? In tutta Italia le stazioni che rispondono a queste caratteristiche sono circa 1700. I treni si fermano, ma non ci sono biglietterie, né capostazione. Si può trovare qualche sistema telematico, ma nient’altro.

Pur eliminato il personale, queste stazioni continuano a rappresentare un costo. Allora che fare?

La Rete Ferroviaria Italiana ha pensato bene di mettere a disposizione queste strutture, in comodato d’uso gratuito, a tutte quelle realtà che si impegneranno a mantenerle pulite e funzionanti. Associazioni o enti che operano in campo culturale, sociale ma anche turistico possono decidere di “adottare” una stazione ferroviaria, utilizzandone i locali, per un periodo che può variare da 5 a 9 anni, salvo casi particolari in cui la durata può essere estesa a fronte di importanti impegni finanziari sostenuti per la ristrutturazione degli immobili affidati. In cambio si richiede la manutenzione ordinaria, la pulizia e il monitoraggio dei luoghi, i cui costo vengono così sgravati dal gruppo ferroviario.

Si tratta, come spiegato sul sito delle Ferrovie Italiane, di “contratti di comodato d’uso gratuito (come definiti all’art. 1803 del Codice Civile) con Enti Locali o associazioni no profit. Tali contratti prevedono la cessione dei locali di stazione non più funzionali all’esercizio ferroviario per destinarli ad attività sociali, culturali, di assistenza (tra cui, ad esempio, esposizioni artistiche, accoglienza turistica, ludoteca, riunioni di quartiere, protezione civile, vigili urbani, assistenza ai disagiati, pro-loco, etc.)”.

La procedura per usufruire del comodato d’uso dei locali non è semplicissima, ma ci si può comunque affidare a Legacoop, Legambiente, AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Regione Toscana e CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di servizio al volontariato), con cui le FS hanno stipulato dei protocolli d’intesa.

Sono circa 480 le stazioni già assegnate. Ne rimangono comunque ancora tante e tanti i progetti che possono essere avviati.

Uno per tutti, l’esempio della stazione di Ronciglione, trasformata in casa di accoglienza per famiglie con bambini affetti da tumore, grazie all’impegno dell’associazione Cuore di Mamma.

Un altro esempio riguarda invece la stazione di Castellucchio, dove la cooperativa La Stazione svolge attività di “sostegno e formazione per disabili di handicap medio-grave, che non hanno trovato adeguate soluzioni di sostegno nelle strutture e nelle istituzioni messe a disposizione da Enti pubblici e privati (scuola, lavoro, servizi sociali, centri ricreativi e sportivi, ecc.)”.

Un buon modo per recuperare luoghi spesso fatiscenti, rendendoli più accoglienti per i passeggeri, ma anche avviando progetti che possano veramente essere un segnale di speranza per tutta la comunità.

Un modo per impegnarsi in prima persona nella rinascita e la riqualificazione di strutture che non meritano di essere abbandonate.

A questo link è possibile consulare l’elenco e la documentazione FS sulle stazioni impresenziate in Italia.

(Foto: Bert Kaufmann)

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