Home Ambiente Rischio alluvioni in Europa: potrebbero raddoppiare entro il 2050

Rischio alluvioni in Europa: potrebbero raddoppiare entro il 2050

193
0
CONDIVIDI

Quest’anno l’Italia, ma anche l’Europa e altri continenti sono stati colpiti duramente da numerose e abbondanti alluvioni. La lista è veramente lunga.

Al di là delle responsabilità attribuite ora alle nutrie, ora all’abusivismo edilizio che avrebbe favorito il presentarsi di veri e propri disastri ambientali e umani, esiste una ragione per la quale questi fenomeni atmosferici si sono riversati sulle nostre regioni e, più in generale, sull’intero globo. Non solo, le alluvioni sarebbero addirittura destinate a raddoppiarsi entro il 2050.

Questo, almeno, quanto affermato in uno studio pubblicato su Nature Climate Change.

I ricercatori che si sono occupati di questa importante analisi, un gruppo di esperti in diverse discipline, dall’idrologia alla matematica, dall’economia ai cambiamenti climatici, tutti affiliati a diversi istituti europei, hanno cercato di combinare dei modelli di previsione per ottenere una stima del rischio di alluvioni nel nostro continente e ipotizzare delle misure di intervento da adottare. I risultati ottenuti non sono rincuoranti.

Attraverso lo studio, infatti, i ricercatori spiegano che il danno economico medio dovuto alle inondazioni potrebbe arrivare a 23.5 miliardi di euro entro il 2050, contro i 4.9 miliardi medi annui registrati tra il 2000 e il 2012.

Non solo, le grosse alluvioni, come quelle avute nel nostro continente durante l’anno appena trascorso, potrebbero essere più frequenti, passando da una ogni 16 anni, a una ogni 10 anni entro il 2050. A causa delle mutate condizioni climatiche e delle piogge particolarmente intense, infatti, diversi fiumi potrebbero con ogni probabilità superare il livello di guardia contemporaneamente, minacciando di inondare regioni molto più ampie di quelle interessate da un singolo bacino idrografico.

Le cause di questi grossi e pericolosi aumenti di fenomeni alluvionali, secondo i ricercatori, saranno ripartite in questo modo: sviluppo socio-economico e conseguente urbanizzazione, responsabili per i due terzi dell’aumento, mentre la restante parte sarà causata dalla diversa distribuzione delle piogge, legata al cambiamento climatico.

Secondo Stephen Hochrainer-Stigler, coordinatore dello studio, la ricerca condotta dal team introduce un’importante novità rispetto ai modelli precedentemente proposti. Secondo questo tipo di approccio, infatti, i modelli di valutazione del rischio attuali considerano ogni fiume come indipendente dagli altri. Invece, i fiumi europei sarebbero strettamente correlati tra loro. Se i fiumi straripano nell’Europa centrale è probabile che lo stesso succederà anche nel resto del continente.

Per questo, avvertono i ricercatori, dobbiamo essere pronti a gestire i rischi di stress finanziario su larga scala se vogliamo essere nella posizione di promuovere un recupero rapido e globale.

Lo studio, infine, sottolinea l’importanza di investire in misure di prevenzione. Sistemi di protezione adeguati, fattibili e condivisi, potrebbero ridurre le perdite previste entro il 2050 di ben il 30%. Questo significa non solo adottare nuovi accorgimenti, ma anche rinforzare i sistemi già esistenti, aumentare la copertura assicurativa o ampliare gli attuali fondi di compensazione pubblica. Per farlo, però, è necessario che i paesi europei si aiutino finanziariamente a vicenda in caso di gravi inondazioni.

Certo serviranno decisioni politiche, anche condivise in ambito UE, per stabilire un livello accettabile di protezione dagli impatti futuri. E questa, purtroppo, è un’altra storia.

(Foto: Marfis75)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here