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Emergenza desertificazione in Italia: pronto il piano del neo-ministro Costa

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desertificazione in italia

La desertificazione in Italia sta peggiorando. Secondo il ministro Costa, è necessario agire adesso, per scongiurare disastri e siccità. Ecco il piano

La desertificazione in Italia è più grave di quanto pensiamo e dobbiamo agire subito. È quanto ribadito dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in occasione della giornata mondiale contro la siccità. Un problema annoso che, in questi ultimi anni, sta peggiorando e inizia a interessare non solo le regioni del Sud, ma anche quelle del Centro Italia.

Desertificazione in Italia: consumo di acqua e del suolo tra i principali responsabili

Un quinto del nostro Paese rischia la desertificazione. Un disastro che potrebbe trasformare numerose zone in deserto, a causa di prolungati periodi di siccità, ma anche dei cambiamenti climatici provocati dalle attività dell’uomo. Tra cui lo sfruttamento delle risorse e il progressivo consumo di suolo.

Secondo il Centro Euromediterraneo per i Cambiamenti Climatici, «entro fine secolo in Italia la temperatura potrà aumentare tra 3 e i 6 gradi: si prevede un’estremizzazione del nostro clima, con fortissime precipitazioni e periodi di aridità».

La desertificazione in Italia non va presa sotto gamba e bisogna agire adesso, prima che sia troppo tardi.

Costa: necessario agire subito con interventi mirati

«I cambiamenti climatici e la desertificazione sono interconnessi e ci riguardano molto da vicino. Un quinto del nostro Paese è a rischio desertificazione: sicuramente il Sud Italia è particolarmente vulnerabile ma ormai anche il Centro è coinvolto. Siamo in piena emergenza», ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, in occasione della giornata mondiale contro la desertificazione, indetta dall’Onu.

Per questo è importante attuare da subito una riflessione sistemica sulle azioni da intraprendere che consenta di interrogarci non solo sul depauperamento del nostro territorio, ma anche di assumere una visione globale. In modo da attuare strategie mirate, come Paese Italia, sicuramente, ma anche nel resto d’Europa.

Desertificazione in Italia: quali gli interventi da attuare

Secondo il ministro Costa, in Italia uno dei problemi più gravi su cui è necessario agire è l’eccessivo sfruttamento dell’acqua. Ad oggi, infatti, il nostro Paese sta utilizzando il 30% delle risorse disponibili. L’obiettivo europeo indica invece una soglia del 20%.

I ghiacciai continuano a sciogliersi, biodiversità e sicurezza alimentare sono costantemente messi a rischio. Per questo, per porre un freno e contrastare il fenomeno della desertificazione in Italia, afferma Costa, uno degli impegni di questo governo dovrà essere portare avanti il disegno di legge che pone un freno al consumo del suolo e favorisce una gestione pubblica e sostenibile delle risorse idriche.

La lotta alla desertificazione può essere attuata in vari modi: operando azioni di rimboschimento e di rigenerazione degli alberi, puntando all’arricchimento del suolo, attraverso metodi colturali specifici e, appunto, migliorando la gestione delle risorse idriche. Solo in questo modo potremo mitigare gli effetti della siccità ed evitare che sempre più persone si trovino in condizioni di disagio e vulnerabilità.

Il problema della desertificazione nel Mondo

Il 17 giugno scorso, in tutto il mondo, si è celebrata la giornata mondiale contro la desertificazione, istituita dalle Nazioni Unite. L’obiettivo è far conoscere alle persone il rischio, concreto e reale, che l’umanità corre continuando nella gestione scellerata di risorse e ambiente.

Nel 2025, un miliardo e 800 milioni di persone potrebbero vivere in condizioni di assoluta scarsità di acqua e la desertificazione interesserà circa due terzi della Terra. Non solo. Secondo dati dell’Onu, circa 50 milioni di persone potrebbero essere sfollate entro i prossimi 10 anni a causa del progressivo inaridimento del suolo.

 

1 COMMENTO

  1. Nel 1947 sono iniziate sperimentazioni di ‘cloudseeding’ in Italia . E’ una realtà signficativa, in tutto il mondo, e da considerare, ma da noi del tutto tacciuta. Lo fanno i cinesi, i russi, gli arabi sauditi, il re della Thailandia è il re delle piogge (e alluvioni?) gli israeliani …. La costruzione delle dighe era accompagnata dalla necessità di pilotare le piogge. Le conseguenze sono ampie. Qui alcuni dati http://www.nogeoingegneria.com/timeline/storia-del-controllo-climatico/modificazione-meteorologica-100-anni-di-storia/

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