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Assassinata Berta Caceres, attivista che lottava per i diritti degli indigeni dell’Honduras

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Berta Caceres, la nota attivista honduregna, è stata uccisa in casa sua, durante la notte, con dei colpi d’arma da fuoco.

Berta Caceres, nota attivista indigena dell’Honduras, è stata assassinata in casa sua, a La Esperanza, lo scorso 3 marzo.

Berta aveva ottenuto nel 2015 il massimo riconoscimento mondiale per le lotte ambientaliste, il Premio Goldman. Per alcuni la sua sarebbe stata un’esecuzione annunciata. Un delitto commesso da chi, invece del dibattito, preferisce la forza e la vigliaccheria per mettere a tacere chi lotta per i diritti dei più deboli.

Secondo Hugo Maldondo, presidente del Comitato per la difesa dei diritti umani, due uomini avrebbero fatto irruzione nella casa di Berta Caceres intorno all’una del mattino (le 7 in Italia), freddandola a colpi di arma da fuoco.

La polizia ha affermato che la coordinatrice del Consiglio cittadino delle Organizzazioni dei popoli amerindi dell’Honduras (Copinh) è stata uccisa da ladri, mentre rientrava a casa. Ma la madre, intervistata dalla rete televisiva TV Globo, ha denunciato che sua figlia “come tutti sappiamo, è stata uccisa a causa della sua lottaecologista.

L’esecuzione della esponente di punta dell’etnia lenca è stata condannata dal presidente Juan Orlando Hernandez, che per bocca del suo capo di gabinetto Jorge Alcerro, “ha ordinato alle forze di sicurezza di trovare con ogni mezzo i responsabili di questo crimine abominevole“.

Come dicevamo, sembra che il delitto di Berta Caceres non sia stato così inaspettato. Stando a quanto affermano gli organi di stampa, infatti, la Commissione interamericana dei diritti dell’Uomo aveva chiesto al governo delle misure per garantire la sicurezza della donna. Protezione che non è mai stata fornita.

Da tempo Berta si batteva contro lo sfruttamento del territorio da parte di aziende minerarie e idroelettriche. Una delle sue battaglie più tenaci è stata quella condotta in difesa del fiume Gualcarque, nel dipartimento dei Sanata Barbara, minacciato da un progetto di diga che avrebbe privato dell’acqua migliaia di abitanti di alcuni villaggi.




In base alle dichiarazioni fatte dalla madre durante un’intervista, l’attivista si sarebbe recentemente recata proprio in quella zona, ingaggiando una vivace discussione contro i militari e i dirigenti dell’azienda idroelettrica.

Secondo Erika Guevara-Rosas, responsabile per le Americhe di Amnesty International, “la morte di Berta avrà un impatto devastante per le organizzazioni di difesa dei diritti umani” e anche per lei, l’uccisione di Caceres “è una tragedia che si poteva prevedere da anni, perché vittima da anni di una campagna di minacce ed intimidazioni a causa della sua lotta ambientalista“.

In passato la donna, a cui era già stato ucciso il compagno, era stata infatti minacciata di essere violentata e linciata, ma anche di vedersi uccisa la madre o rapiti i figli.

L’ecologista honduregna non è la prima e, purtroppo, non sarà nemmeno l’ultima martire dei diritti dell’ambiente. Prima di lei, lo scorso anno, è avvenuto un altro vile delitto, quello di Eusébio, uno dei leader degli indigeni Ka’apor dell’Alto Turiaçu, impegnato nella lotta contro la deforestazione dell’Amazzonia. Eusébio è stato ucciso da alcuni vigliacchi in moto, colpito alla schiena.

(Foto)

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