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Tirreno Power sotto inchiesta: sarebbero 400 le morti causate dalla centrale a carbone

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Sotto la lente della procura di Savona, la centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, per la quale è stato chiesto e ottenuto il sequestro dell’impianto. L’accusa sarebbe quella di disastro doloso e la colpa, quella di aver causato, dal 2000 al 2007, 400 morti.

Nei giorni scorsi, i carabinieri del Noe hanno notificato ai dirigenti della centrale a carbone Tirreno Power, il sequestro della struttura. A oggi, sarebbero 5 gli indagati per disastro doloso nella zona di Vado Ligure.

L’ordinanza mette in evidenza l’eventuale presenza, nel corso degli anni, di una “costante e sistematica violazione della normativa” compiuta per “profitto”, che avrebbe portato a un nesso di casualità tra emissioni, morti e patologie. La settimana scorsa, erano stati spenti i gruppi a carbone della centrale.

Nell’ordinanza di sequestro sarebbe spiegato che gli impianti sono sempre stati utilizzati al massimo, senza i dovuti accorgimenti per limitare le emissioni. Inoltre, viene specificato che, considerato l’impatto sociale dell’impianto, i gruppi potranno tornare a produrre energia “se si ricorrerà alle migliori tecnologie in grado di limitare le emissioni e di stare nei limiti delle prescrizioni”.

Alla base di tutto, l’accusa che tra il 2000 e il 2007, i fumi della centrale avrebbero causato 442 morti e che siano stati tra i 1700 e i 2000 i ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari. Inoltre, 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d’asma tra il 2005 e il 2012.

Tra le inadempienze contestate dagli ispettori dell’istituto superiore per la prevenzione e la ricerca ambientale del ministero, l’utilizzo dell’olio combustibile pesante usato per avviare le caldaie quando il carbone non è sufficiente a metterle in pressione. Oltre a questo, sarebbero stati riscontrati problemi anche nella parte documentale della gestione rifiuti.

In particolare, in base a quanto diffuso dal gip, si apprende che “lo studio sulla rarefazione dei licheni, sintomo di un’emergenza ambientale, era conosciuto anche dall’azienda. Le consulenze della Procura hanno stabilito un collegamento tra le emissioni della centrale e le malattie, e le morti, per problemi cardiocircolatori nella zona di Vado, Quiliano e Savona. Un nesso diretto dimostrato grazie all’esame per esempio di sostanze come mercurio e cadmio. Dagli studi non è stata presa in esame la Valbormida per via della presenza di altre industrie come la cokeria. Non sono stati presi in esame i casi di tumori perché le cause non potevano essere attribuite solo alla centrale di Vado”.

L’azienda da parte sua risponde con un comunicato in cui rende noto che “Tirreno power intende continuare ad operare nel pieno rispetto della legge, difendendo il suo diritto a fare impresa in modo responsabile, così come ha sempre fatto”. Così, lo scorso 11 marzo, è terminato lo spegnimento dell’unità alimentata a carbone, in attesa che si faccia maggiore chiarezza sui fatti.

Il WWF Italia, nel frattempo, conferma la sua posizione in merito alle centrali a carbone, giudicate dannose per la salute e, comunque, indifendibili. Secondo Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia “Questi impianti comportano emissioni di anidride carbonica superiori a qualsiasi altro impianto e fanno male alla salute. Il nostro Paese ha una overcapacity di produzione di energia elettrica che le impone, non solo le permette, di cominciare a chiudere le centrali più inquinanti. Invitiamo dunque l’azienda a non riaprire i gruppi a carbone. Questa è l’occasione per pensare alla riconversione dei posti di lavoro verso l’efficienza energetica e le rinnovabili.”

Tra i soggetti chiamati in causa, anche i lavoratori della centrale che, in queste ultime ore, hanno indetto due cortei e un’assemblea per chiedere garanzie sui posti di lavoro, ma anche sulla tutela della salute pubblica. I manifestanti vogliono risposte, e le vogliono prima del 25 marzo: “Più il tempo passa, maggiore è il rischio che i problemi si accumulino e diventino di difficile soluzione”.

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(Foto: radiondaurto.com)

1 COMMENTO

  1. scommetto che questi 400 morti per tumore, son tutti dipendente dell’ENEL , che non fumavano, che non prendevano farmaci, che mangiavano Bio, ecc… cioè esenti da veleni diretti ingeriti o iniettati nell’organismo !??!

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