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Decreto Clini: cementifici usati come inceneritori

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Il Ministero dell’Ambiente annuncia che entro fine mese arriverà un decreto che permetterà di bruciare  più rifiuti negli inceneritori, usando anche cementifici e altre industrie dotate di altoforno, questo per superare l’emergenza rifiuti in varie regioni italiane.  Favorevoli a questa politica di inceneritori sono il ministro Clini e il collega Passera, lo stesso Clini in un comunicato afferma : «Vareremo entro fine mese un decreto che prevede l’impiego di combustibili solidi secondari nei processi industriali, in particolare nel settore del cemento, che aiuterà anche molte regioni ad uscire dallo stato di emergenza».

I combustibili solidi secondari ( CSS) si identificherebbero in una gamma di combustibili ricavabili dal trattamento di rifiuti urbani e non che possono essere impiegati in una serie di impianti industriali, con finalità il recupero energetico (energia elettrica e/o termica). I  CSS come classe di combustibili, che andranno negli inceneritori, permetterebbe infatti, grazie ad elevati tempi di permanenza ad alte temperature, la distruzione totale delle sostanze organiche inquinanti e soprattutto la riduzione dal 9 al 14% dei costi di gestione dei rifiuti solidi urbani.

Gli inceneritori non sono comunque ben visti, e rimaniamo alquanto perplessi da ciò che effettivamente verrà bruciato, da i controlli che verranno effettuati, e ci sorge spontaneo pensare alla Campania o ad altre regioni con le loro eco-balle dove la provenienza dei rifiuti solidi urbani è incerta,   e onestamente nessuno ha l’intenzione di respirare fumi nocivi,  residui di plastiche di scarti di gomma o quant’altro. Il CSS è inoltre considerato una fonte rinnovabile e quindi, se è usato negli inceneritori per produrre energia elettrica, da il diritto a ricevere gli incentivi statali. E qui veniamo anche al punto che si sta pensando di togliere o di minimizzare gli  incentivi per fotovoltaico ed eolico, ma vengono al contrario favoriti per gli inceneritori e persino per i cementifici, qualora avessero un impianto di cogenerazione calore-elettricità.

Non verranno costruiti nuovi inceneritori perchè comunque la UE non lo permette, ma chi già si trova a vivere vicino ad inceneritori o a cementifici si troverà probabilmente a respirare fumi di pericolosità acclarata…e qualora vengano effettuati severi controlli su ciò che verrà bruciato e verifiche sull’aria che si respirerà, temiamo che questo purtroppo non migliori la situazione. A questo punto non resta che chiederci, è un Ministero dell’Ambiente che tutela l’ambiente quello che utilizza la forma più barbara di smaltimento dei rifiuti cioè l’incenerimento?

 

 

Gino Favola