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Utilizziamo bambù nella bioarchitettura

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Esiste un materiale da costruzione di gran lunga più resistente della quercia ma più leggero del cemento armato, flessibile, esteticamente gradevole e sostenibile? Può essere questo materiale utilizzato non solo per costruire ponti e cattedrali ma anche per rivestire pavimenti, pareti, creare abbigliamento, carta, aceto, cosmetici, mangimi per animali ed essere anche consumato dall’uomo? Probabilmente molti penseranno che si tratti di un sogno utopico, invece questo materiale esiste ed è il bambù. Questa pianta che cresce ad una velocità sorprendente (in alcuni casi si è registrata una crescita di più di 1m al giorno), raggiunge altezze di 30m o più, con un diametro massimo di 25cm. Il bambù quindi può essere coltivato in modo sostenibile per raccoglierne il legname da impiegare nelle moderne strutture architettoniche. L’interesse per questo materiale da costruzione sta crescendo piuttosto velocemente. In Colombia, in prima linea nelle moderne architetture sostenibili che utilizzano bambù, talenti come Oscar Hidalgo Lopez, Marcelo Villegas, Simon Velez, realizzano pregiate residenze ma anche uffici pubblici con bambù. Negli USA Darrel DeBoer è un architetto specializzato nella costruzione di edifici con materiali sostenibili e ha creato edifici universitari grazie al bambù, scrivendo un manuale sull’utilizzo della pianta. Nelle Hawaii edifici governativi vengono realizzati con il bambù raggiungendo elevati livelli di certificazione strutturale. Il bambù possiede numerosi vantaggi, non ultimo quello del prezzo. Infatti in zone come le Hawaii,ne abbiamo parlato anche qui, dove esiste carenza del mercato del lavoro, gli edifici realizzati in bambù costano 1/3 rispetto a quelli tradizionali. A livello strutturale ed in caso di terremoti il bambù è un materiale ultra flessibile, basta dire che viene utilizzato come materiale per strutture portanti nelle Hawaii dove i vulcani sono ancora attivi e i terremoti più che frequenti. L’aspetto estetico sicuramente quello più evidente mentre un alto grado di sostenibilità è possibile ottenerlo nella coltivazione. Sempre DeBoer loda il bambù per la sua “forza, longevità e bellezza”, caratteristiche che lo rendono un perfetto materiale sostenibile per gli ecodesigner. Il bambù laminato o pressato, può essere impiegato per pavimenti, rivestimenti e arredamento. L’ interesse per questo materiale sta crescendo fortemente nel settore della bioedilizia per via delle caratteristiche proprie di questa pianta, quali l’ alta resistenza e la versatilità d’ uso. Grazie anche all’ottima qualità prezzo, in Europa sta avvenendo una decisa espansione del mercato del bambù come materiale di rivestimento per pavimentazioni essendo comparabile alla quercia ma ad un costo molto minore. Il colombiano Simon Velez ad oggi rimane uno degli architetti maggiormente specializzati nell’utilizzo del bambù, avendone studiato le caratteristiche fisiche, le possibili e migliori applicazioni, dimostrandone tutti i vantaggi possibili. Con questo materiale, Velez ha realizzato in Colombia ponti attraverso gole, enormi tetti di capannoni, stadi sportivi e centri commerciali. “Il bambù” spiega Velez, “è l’acciaio della natura. Qualunque ingegnere può utilizzare il bambù come l’acciaio, è davvero un materiale formidabile”. Francesca Ambrosini, rappresentante europeo per al Rete Internazionale per l’Utilizzo del Bambù ed iscritta all’ INBAR spiega: “L’Europa è in tremendo ritardo rispetto ad altri paesi e diffondere l’uso del bambù qui sarà il nostro prossimo passo”. L’INBAR infatti sta lavorando a moduli in bambù per alloggi residenziali adatti ai climi europei, sempre l’Ambrosini spiega “L’uso del bambù contribuisce veramente ad uno sviluppo sostenibile, anche di paesi in via di sviluppo e poveri”.

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