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Allerta mercurio in pesce spada e smeriglio. Sconsigliato il consumo a donne incinte e bambini

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Aumentano le segnalazioni e i ritiri dal mercato, a causa di elevate concentrazioni di mercurio, di lotti di pesce spada e smeriglio congelati. Secondo quanto affermato da Il Fatto alimentare sarebbero 44 i lotti fino adesso ritirati.

A confermare la tossicità di questi alimenti, anche due inchieste condotte da Altroconsumo e anticipate ad ANSA nei giorni del Festival dell’associazione a Ferrara. Dalle indagini risulterebbe che “su 46 tranci di pesce (spada, tonno, smeriglio, verdesca, palombo) esaminati, otto sono risultati fuori legge, a causa di un contenuto di mercurio superiore a 1 mg/kg; ben dodici sono risultati a norma, ma con una quantità di mercurio tale da renderli sconsigliabili a donne incinte e bambini”.

Sembra che oltre l’80% del pesce contaminato sia proveniente da Spagna, Portogallo e Vietnam.

Il Fatto alimentare ha già più volte evidenziato la presenza di importazioni di pesce contaminato da mercurio. Anzi, per comprendere la gravità della situazione, si legge, “basta dire che dall’ inizio di novembre 2013 ad oggi, l’Italia ha inviato 24 notifiche di cui 15 di allerta a Bruxelles, riguardanti il ritiro di pesce spada e smeriglio (conosciuto anche come squalo mako) e in due casi di tonno e verdesca”.

Di questa allerta alimentare, lamenta il giornale online, sul sito del Ministero non c’è traccia. Per questo, Il Fatto Alimentare ha sollevato la questione inviando una lettera a Beatrice Lorenzin e sollecitando un’azione più energica al fine di tutelare la salute dei cittadini.

Lettera a cui il Ministero ha risposto respingendo ogni accusa di negligenza e anzi, affermando come “relativamente all’elevato numero di notifiche di allerta propriamente dette e di border rejection relative al mercurio in prodotti della pesca, appare opportuno sottolineare che ciò deriva appunto dall’intensa attività di controllo svolta dagli Uffici periferici di questo Ministero e dalle ASL che porta al respingimento delle partite positive controllate al momento dell’introduzione e al ritiro delle sottopartite campionate in fase di commercializzazione”. Alla risposta è seguita poi un’altra lettera di precisazione, inviata sempre dalla Direzione generale igiene, sicurezza alimenti e nutrizione del Ministero della salute.

Al di là di tutto, delle azioni o “inazioni” di governo, preme ricordare che i controlli effettuati dalle Asl sul territorio continuano a riscontrare la presenza di campioni di pesce contenente dosi eccessive di mercurio. In soli sei mesi sono stati riscontrati ben 44 casi, il doppio rispetto a quelli mediamente registrati negli ultimi 5 anni.

In tali condizioni, la  Commissione Europea (DG Sanco- Health & consumer protection directorate general), in una recente nota informativa, consiglia alle donne in età fertile, quelle in stato di gravidanza o in fase di allattamento e ai bambini, di evitare di assumere pesce spada, squalo e sgombro o al limite di non consumarne più di una porzione piccola alla settimana (meno di 100 g).

Data un’incidenza di casi così alta, tuttavia, sarebbe meglio evitarne l’assunzione o dirigere la propria scelta verso pesci di piccola taglia e non carnivori, dato che il mercurio tende ad accumularsi nei predatori che si nutrono di altri pesci.

(Foto: www.bluewaikiki.com)

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