Il fegato è un organo straordinario. Lavora senza sosta per filtrare tossine, metabolizzare farmaci, gestire zuccheri e grassi, produrre bile e sostenere centinaia di reazioni biochimiche ogni giorno.
È anche uno dei pochi organi capaci di rigenerarsi. Ma questa capacità non è infinita.
Alimentazione ricca di zuccheri, eccesso di alcol, farmaci, stress ossidativo e sedentarietà possono affaticarlo nel tempo. Per questo motivo cresce l’interesse verso alcune piante officinali tradizionalmente utilizzate per sostenere la funzionalità epatica.
Tra queste, una delle più interessanti è il Desmodium adscendens.
Cos’è il Desmodium?
Il Desmodium è una pianta originaria dell’Africa equatoriale e dell’America Latina. Nella medicina tradizionale veniva impiegata per sostenere il fegato e favorire il recupero dopo affaticamento o squilibri digestivi.
Oggi viene studiata per la sua possibile azione epatoprotettiva, legata alla presenza di flavonoidi, saponine e alcaloidi vegetali.
Diversi studi preliminari indicizzati nella banca dati scientifica PubMed hanno analizzato il Desmodium in relazione alla protezione delle cellule epatiche e alla modulazione dello stress ossidativo.
Sebbene la ricerca sia ancora in evoluzione, il crescente interesse scientifico suggerisce un potenziale ruolo di supporto nei casi di fegato affaticato o alterazione lieve degli enzimi epatici.
Come potrebbe agire sul fegato?
Il fegato può subire danni quando aumenta lo stress ossidativo o quando si accumulano grassi e metaboliti tossici. I composti presenti nel Desmodium sembrano contribuire a:
- sostenere la funzionalità epatica
- proteggere le membrane cellulari
- favorire l’equilibrio infiammatorio
- aiutare il recupero funzionale dopo sovraccarico
È importante sottolineare che non si tratta di una “cura” per patologie epatiche avanzate, ma di un possibile supporto nei casi funzionali o iniziali.
Il confronto con il Cardo Mariano
Quando si parla di fegato, la pianta più studiata resta il cardo mariano (Silybum marianum).
L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) riconosce l’uso tradizionale del cardo mariano per disturbi digestivi e supporto epatico, come riportato nella sua monografia ufficiale disponibile sul sito della European Medicines Agency.
Il suo principio attivo principale è la silimarina, un complesso di flavonolignani (in particolare silibina) ampiamente studiato per la sua attività antiossidante e protettiva sulle cellule epatiche.
Cosa dice la ricerca sul Desmodium
Il Desmodium adscendens è meno conosciuto del cardo mariano, ma negli anni è finito comunque sotto la lente della ricerca. Per esempio, uno studio sperimentale ha valutato la sicurezza e il potenziale effetto protettivo di un estratto di Desmodium su cellule epatiche (linea HepG2), osservando risultati interessanti sul fronte della “protezione” cellulare in condizioni di stress.
Qui trovi il riferimento su PubMed: Safety of Desmodium adscendens extract on hepatocytes… (e, per chi vuole leggere il testo completo, anche la versione integrale su PMC: full text su PubMed Central).
Un’altra pubblicazione preclinica ha indagato l’attività “anti-epatotossica” di una decozione di Desmodium in un modello animale di danno epatico indotto, evidenziando un effetto protettivo (pur senza presentarlo come soluzione “curativa”).
Riferimento PubMed: Antihepatotoxic activity of a quantified Desmodium…
Cardo mariano e silimarina
Per il cardo mariano, la fonte istituzionale di riferimento in Europa è l’EMA (European Medicines Agency), che pubblica sia una pagina riassuntiva sia documenti tecnici (monografia e assessment report). Se vuoi citare qualcosa di davvero “blindato” in ottica autorevolezza, questi sono i link migliori:
Desmodium o Cardo Mariano?
In modo semplificato possiamo dire:
Desmodium → sostegno funzionale nei periodi di affaticamento epatico
Cardo mariano → protezione cellulare e mantenimento grazie alla silimarina
In alcuni protocolli fitoterapici vengono anche utilizzati in associazione.
Cosa significa davvero “rigenerazione del fegato”?
La rigenerazione epatica è un processo biologico naturale documentato in numerose pubblicazioni scientifiche. Il fegato può ripristinare parte del proprio tessuto quando vengono ridotti i fattori dannosi.
Tuttavia, questa capacità dipende da:
- grado del danno
- stile di vita
- assetto metabolico
- presenza di patologie croniche
Nessuna pianta può invertire una cirrosi avanzata. Ma in condizioni di affaticamento funzionale o fegato grasso iniziale, un supporto fitoterapico può contribuire a migliorare l’equilibrio generale.
Come si assume il Desmodium?
Il Desmodium è disponibile sotto forma di:
- estratto secco
- tintura madre
- infuso
Gli estratti standardizzati sono generalmente preferiti per garantire una concentrazione adeguata di principi attivi.
È sempre consigliabile consultare il medico prima di assumere integratori, soprattutto in presenza di terapie farmacologiche o patologie epatiche diagnosticate.
La base resta sempre lo stile di vita
La letteratura scientifica concorda su un punto fondamentale: la salute del fegato dipende prima di tutto dallo stile di vita.
Per favorire un corretto equilibrio epatico è utile:
- ridurre zuccheri semplici e bevande zuccherate
- limitare l’alcol
- mantenere un peso corporeo adeguato
- fare attività fisica regolare
- aumentare il consumo di verdure amare
Le piante possono essere un supporto. Ma è l’equilibrio quotidiano a permettere al fegato di esprimere la sua naturale capacità rigenerativa.
Conclusione
Il Desmodium rappresenta una delle piante più interessanti nel sostegno della funzionalità epatica, soprattutto nei periodi di affaticamento del fegato.
Il cardo mariano, grazie alla silimarina, resta la pianta più studiata e riconosciuta per la protezione delle cellule epatiche.
Non si tratta di scegliere una contro l’altra, ma di comprendere quale possa essere più adatta alla propria condizione, sempre con il supporto di un professionista sanitario.
Il fegato è un organo resiliente. Se lo mettiamo nelle condizioni giuste, può fare molto più di quanto immaginiamo.




Salve, mio padre è affetto da epatite C, cirrosi epatica, ascite, ovviamente la medicina tradizionale mi dice che essendo croniche (tranne l’ascite) devo tenermi mio padre senza forze, non autosufficiente, praticamente rassegnato ad una qualità di vita pessima. Io invece voglio trovare una terapia parallela da affiancare a quella solo di diuretici (per via della ritenzione idrica), con la medicina alternativa, fitoterapia ecc. Perciò chiedo se qualcuno ha già usato questa pianta (Desmodium adscendens)e dove si trova in commercio. Eventualmente sono ben accetti altri sugggerimenti e esperienze. Grazie
Ciao Salvatore, anche mio padre è affetto da un epatite c, con cirrosi epatica molto avanzata, con noduli sia al fegato che alla milza, anch’io vorrei fare qualcosa per mio padre anche se lo portato da tanti medici, visto che ha gli stessi sintomi la prima cosa ti chiedo per cortesia cosa significa la filoterapia, poi se qualcuno ti ha dato risposta in merito desmodium ti sarei molto grato se mi potresti dare alcune informazioni.
Grazie mille.
Dove e’ possibile trovarla in commercio?
In erboristeria,sicuramente
vorrei avere informazioni su questa terapia e la sua assunzione per ottenere i migliori risultati
Salve Riccardo, le informazioni fornite su Ambientebio sono tratte da studi scientifici, di natura generale e a scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, psicologi, farmacisti, veterinari, fisioterapisti, etc.). Ci dispiace non poterti essere di ulteriore aiuto. Prova a consultare un omeopata o un naturopata abilitati. Grazie
io l’ho comprata sul sito dell’Erboristeria Sauro.
Nel 2000 durante la chemioterapia un oncologo fitoterapico mi consiglio si usare il desmodium. Facevo bollire 1 litro d’acqua con mi sembra 2 cucchiai si erba
La compravo in una farmacia qui a Roma era conservata in una busta e proveniva dalla Francia che garantiva la coltura biologica.secondo la mia esperienza e stato un ottimo aiuto e non ha dato alcun fastidio ma solo effetti benefici. Non so se posso indicare i nomi del dottore e della farmacia sul sito. Nel caso prego chi di dovere contattarmi per email.
Faccio chemeo terapia ed o un ascite non indifferente e piacerebbe essere informato al meglio dei benefici di questa pinta come viene adoperato e tutto il resto grazie
Dove si compera? Ha contro indicazioni ?
IO HO UN EPATITE AUTOIMMUNE CIOE’ GLI ANTICORPI ALL’INTERNO DEL FEGATO MI ATTACCANO INVECE DI PROTEGGERMI… PER QUESTO SONO IN TERAPIA CORISONICA A VITA.
QUESTA PIANTA STIMOLA IL SITEMA IMMUNITARIO QUINDI A ME FAREBBE MALE?
La ricerca sul desmodio
Da trent’anni sono state condotte svariate ricerche scientifiche sul desmodio, che giustificano l’impiego tradizionale di questa pianta, studi che proseguono anche oggi. È stato quindi dimostrato che nei topi questa pianta eliminava la fase tonica delle convulsioni durante le crisi epilettiche. Altri studi hanno evidenziato le proprietà epatoprotettive del desmodio e hanno dimostrato che questa pianta limitava la tossicità del tetracloruro di carbonio e riduceva il livello di transaminasi (principale indicatore di sofferenza epatica). Questa azione protettiva si rivela efficace in presenza di aggressioni esogene ed endogene del fegato, ad esempio in caso di reazione autoimmune. Alcuni studi clinici vertono anche sulle proprietà antiasmatiche del desmodio, tradizionalmente impiegato in Africa per la cura dell’asma bronchiale. Pare ormai che questa pianta limiti la liberazione degli spasmogeni (in particolare dell’istamina), che durante una crisi d’asma provocano la contrazione dei polmoni. Per estensione, le ricerche prendono anche in esame l’azione del desmodio in caso di choc anafilattico causato da agenti allergeni.
Io sono tre anni che faccio chemioterapia e i valori del fegato sono altissimi,sto usando realsil 100D,ma vorrei sapere dove trovarla