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Con un referendum, la Svizzera mette il cibo sano (e locale) in Costituzione

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cibo sano referendum svizzera

Sicurezza alimentare, sostenibilità dell’agricoltura e cibo sano.

Sono questi i nuovi ‘diritti’ che la Svizzera, con un referendum, ha deciso di inserire nella propria costituzione.

Sempre di più, i cittadini di tutto il mondo scelgono il consumo consapevole: che sia cioè salutare per l’uomo, ma che abbia a cuore anche gli interessi della Terra, degli animali, dell’ecosistema.

Vediamo cosa prevede la normativa approvata.

Cibo sano e sicurezza alimentare: 150mila firme

Tutto è cominciato l’8 luglio del 2014. In quella data, l’Unione Svizzera dei Contadini (USC), che riunisce gli agricoltori dei cantoni elvetici, ha sfilato per le strade di Berna, portando con sé prodotti agroalimentari sani, provenienti dai raccolti locali e da coltivazioni sostenibili.

La manifestazione non era però un mero esercizio di protesta. Voleva anzi portare una proposta concreta a sostegno dell’agricoltura locale. Grazie alle 150mila firme di cittadini raccolte in appena 90 giorni, l’USC depositava la propria proposta di legge popolare per modificare la costituzione. Un disegno che portava il nome di “Per la sicurezza alimentare”.

All’interno del provvedimento, una serie di misure per sostenere l’agricoltura locale. Provando a porre un freno ai prodotti contraffatti che, spesso, provengono dall’estero. E che sono spesso meno controllati. Una manifestazione in favore del cibo sano, quindi, e per rilanciare l’approvvigionamento da produzioni locali, sostenibili e garantite. Se pensiamo che all’epoca 1 prodotto su 2 arrivava sulle tavole degli svizzeri dall’estero, comprendiamo le dimensioni del fenomeno.

Cibo sano in costituzione: i nuovi principi

Dal momento del deposito delle firme, erano necessari 4 anni per indire il referendum. La data è stata poi fissata il 24 settembre di quest’anno. La consultazione è stata un successo popolare. Il 78,7% dei votanti ha votato sì e così il nuovo articolo 104 è entrato in costituzione.

Il testo definitivo, che ha trovato il parere favorevole dei cittadini, è stato prima rielaborato dal parlamento locale, con l’approvazione di forze politiche di ampio schieramento. Il testo proposto dall’USC era stato infatti ritenuto un po’ vago e incompleto.

Sono 5 i punti su cui si basa l’emendamento, come ci informa Il Fatto Alimentare:

  • Tutela delle basi della produzione agricola
  • Adeguamento della produzione alimentare a condizioni e risorse locali
  • Filiera agroalimentare orientata al mercato e non più alle sovvenzioni statali
  • Importazioni per l’approvvigionamento alimentare relegate a un semplice ruolo ‘complementare’
  • Rispetto delle risorse e lotta agli sprechi



C’è ancora qualche passo in avanti da fare, secondo alcune forze. L’Alleanza per la sovranità alimentare, infatti, ritiene che la modifica apportata non tuteli sufficientemente i coltivatori locali. In ogni caso, si tratta di un passo in avanti, da seguire, per migliorare la nostra sicurezza alimentare e assicurarci che più cibo sano, prodotto localmente e in maniera sostenibile, arrivi sulle nostre tavole ogni giorno.

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