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Ristoratore offre cibo ai bisognosi: “Voglio aiutare chi ha faticato una vita ed è stato privato di tutto “

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Lui si chiama Emanuele Innocenti, ha 47 anni e gestisce un ristorante, Il Ghiottone, a Quarrata, in provincia di Pistoia. Quest’uomo rappresenta una porzione d’Italia che può dare ancora speranza e che sa cosa significa solidarietà.

Tutti i giorni, infatti, dalle 8 alle 9 del mattino, Innocenti ha deciso di dedicare un’ora del suo tempo per dare cibo agli indigenti. La decisione è stata presa, racconta, quando ha visto per l’ennesima volta due anziani rovistare nell’immondizia per cercare del cibo. Persone che, dopo una vita di lavoro, oggi, sono diventati “nuovi poveri”, colpa di un sistema che non li aiuta e di pensioni misere che non servono a coprire tutte le spese e a sfamarli.

Così, decide di appendere all’ingresso del locale un cartello dove è scritto: “Tutte le mattine, tranne il lunedì, dalle 8 alle 9, il Ghiottone offrirà cibi per le persone che si trovano in difficoltà. Mi riservo la facoltà del dono. Se è chiuso bussate. (Numero di cellulare). Un abbraccio, Emanuele”.

il ghiottone_innocenti

Lui, che ha attraversato nella sua vita un anno particolarmente difficile, ha deciso di tendere una mano a chi ha bisogno: “Io per primo – spiega – sono stato aiutato. Qualcuno mi ha teso una mano. Adesso voglio fare lo stesso con chi ha lavorato una vita, pagando i contributi, e ora non ha i soldi per mangiare. Con quelle famiglie lasciate sole dalle istituzioni“.

Così, invece di buttare la roba da mangiare, dopo la chiusura serale del locale, cosa che tra l’altro fanno molti ristoratori, ha deciso di donarla a chi ne ha bisogno: “L’altra mattina sulla Statale, quando ho visto quella coppia di anziani rovistare nel cassonetto, ho provato una vergogna immane. Un piatto di pasta non si nega a nessuno. Bisogna partire da qui, dall’aiuto basilare. Questi pensionati che ora frugano nell’immondizia, sono stati la colonna portante dell’Italia. I miei genitori artigiani, oggi costretti a una misera pensione, lo sono stati”. “Voglio dimostrare – continua – che questa battaglia la può fare chiunque, anche con un locale di venti metri quadri. La mia iniziativa è per aiutare chi è in difficoltà ma anche per svegliare la coscienza delle altre persone. Svegliamoci tutti“.


Più volte Emanuele Innocenti ha spiegato che non si tratta di una trovata pubblicitaria, garantendo, a chi dovesse chiedere il suo aiuto, la massima discrezione. Preferisce fare così, a modo suo, invece di affidarsi agli Enti caritatevoli, di cui, dice, non si fida.

E a chi ipotizza la possibilità che le Autorità competenti facciano un controllo sulla distribuzione dei pasti, risponde: “Avverto chi di dovere che non rilascerò alcuno scontrino per la merce donata. Se credete che faccia tutto questo per lucrare, vi invito a venire qui a vedere con i vostri occhi e servire insieme a me tutte quelle persone che hanno bisogno”. Lui, infatti, come ha scritto, si riserva il diritto di donare e continuarlo a fare in ogni caso, perché, dice “Bisogna smettere di aver paura. Voglio aiutare chi ha faticato una vita e alla fine è stato privato di tutto. So che sono proprio queste le persone che hanno più vergogna, che non sono abituate a chiedere. Vorrei prendessero questa mano tesa. Sono disposto anche a portare il cibo nelle loro case”.

(Foto: profilo Facebook E.Innocenti)

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