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Milano: apre “Share” dove comprare vestiti usati e sostenere progetti sociali

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Mercoledì 12 marzo a Milano, in via Padova, è stato inaugurato Share, il primo negozio dove vendere abiti e accessori usati per adulti e bambini.

Share (Second HAnd REuse) è il primo second hand store per il sociale, dove le vendite saranno finalizzate a sostenere progetti sociali e a dare lavoro a persone svantaggiate.

L’iniziativa è stata avviata dalla cooperativa Farsi prossimo, con il sostegno di London Stock Exchange Group Foundation, la fondazione di Borsa Italiana, e Fondazione Cariplo.

La sede è un edificio che ospita il progetto di housing sociale realizzato da Abitare Sociale Metropolitano e dal Fondo Immobiliare di Lombardia – Comparto Uno, gestito da Polaris Real Estate Sgr Spa.

Aperto dal martedì al sabato, dalle 10:30 alle 19:30, per i promotori, Share è “un luogo per gli amanti dello shopping con il gusto della solidarietà” e “nasce dall’idea di rendere la moda democratica, solidale e non profit. Si rivolge a consumatori consapevoli e responsabili, che non si accontentano di vestire con stile, ma che attraverso l’abbigliamento, vogliono esprimere un modo di vivere alternativo”.

Gli abiti messi in vendita in questo negozio sono tutti capi unici per taglia e stile. Provengono da diverse città italiane, ma anche dalle principali capitali europee e sono tutti capi selezionati e in condizioni perfette. I prezzi variano da 1 a 12,50 euro, per consentire a tutti l’accesso all’acquisto.

Grazie ai social network, inoltre, i clienti potranno verificare se e come il loro singolo acquisto abbia contribuito ad aiutare i beneficiari del progetto sociale. Lo stesso spazio adoperato diventerà, dicono gli organizzatori, fulcro di iniziative sociali e culturali.

Duecento metri quadri arredati inoltre con materiali di riciclo e suddivisi in reparti uomo, donna e bambino.

Sembra che i soldi raccolti il primo anno andranno a sostenere il progetto “Farsi Prossimo”, finalizzato ad accogliere madri sole e bambini presso case sociali, dove saranno sostenuti da un percorso psicologico.

Secondo fondi non ufficiali, prima dell’inaugurazione vera e propria, il negozio sia rimasto aperto una settimana in via sperimentale, con il risultato di 500 clienti e più di 600 capi usati venduti.

Risparmio e solidarietà l’obiettivo dell’idea che, se dovesse funzionare, potrebbe anche essere esportata in altre città.

Fonte

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(Foto: Global2000)

1 COMMENTO

  1. Il fatto che si moltiplichino sempre di più le iniziative legate al recupero degli abiti usati con finalità sociali è molto positivo. Anche l’organizzazione umanitaria HUMANA People to People Italia (www.humanaitalia.org) già dall’agosto 2006 gestisce a Milano l’HUMANA Vintage, un negozio Second hand dove è possibile trovare capi originali degli anni ’60, ’70 e ’80 a prezzi modesti. Il ricavato permette di contribuire alla realizzazione dei progetti di aiuto all’infanzia e sviluppo comunitario, di sicurezza alimentare e sviluppo agricolo, di prevenzione dell’HIV/AIDS gestiti dall’organizzazione in Africa.
    I capi esposti nel negozio HUMANA Vintage vengono dalla raccolta abiti di HUMANA in Europa. In Italia, la raccolta abiti avviene in 42 province grazie agli appositi contenitori gialli con la scritta HUMANA.

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