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Soda tax: come Coca Cola e Pepsi corrompono tutti a suon di dollari

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soda drink cans

Coca Cola e Pepsi nell’occhio del ciclone. Hanno riversato milioni di dollari su quasi centro gruppi per la salute e associazioni affinché cambiassero idea sulla soda tax. 

Milioni e ancora milioni di dollari. Sono le cifre spese dalle multinazionali delle bevande zuccherate (Coca – Cola e Pepsi) per nascondere gli studi che spiegano gli effetti deleteri sulla salute e impedire l’entrata in vigore di leggi contro l’obesità, come la soda tax, che tassa le bibite gassate. 

Il New York Times svela uno studio, pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, che enumera tutte le volte che le big dei soft drink hanno elargito soldi a quasi centro gruppi ed associazioni che si occupano di salute pubblica, convincendole in molti dei casi a ritirare il loro supporto a politiche favorevoli alla soda tax, ovvero una tassazione delle bevande gassate.

Lotta alle bevande gassate: tra il 2011 e il 2014 spesi 6 milioni di dollari

Secondo lo studio condotto da Michael Siegel, professore alla University School of Public Health, tra il 2011 e il 2014 solo la Coca Cola ha speso sei milioni di dollari l’anno per elargizioni con lo scopo di stemperare il clima sempre più negativo che stava montando intorno alle bibite gassate. Sempre più associazioni e gruppi dediti alla salute pubblica infatti si impegnavano per far approvare la soda tax sui prodotti che sono considerati tra i maggiori responsabili dell’obesità. Pepsi, invece, ha investito per lo stesso obiettivo tre milioni di dollari l’anno.

Lotta alle bevande gassate: Save the Children sul banco degli imputati

L’indagine non ha peli sulla lingua e porta nomi e cognomi di chi ha subito il fascino dei milioni delle due multinazionali. Sul banco degli imputati c’è, per esempio, Save The Children. Secondo lo studio la Ong fino al 2010 è stata molto attiva sul fronte della promozione della soda tax. Lo sforzo è tuttavia terminato proprio in quell’anno, dopo che cinque milioni di dollari dalle due aziende sono finite nelle casse dell’associazione. Una semplice coincidenza? Sì, secondo i responsabili della Ong che hanno negato il legame tra i soldi e la loro scelta di virare le loro attività su altri fronti.

Lotta alle bevande gassate: gli altri casi incriminati

Lo studio riporta altri casi “clamorosi” di conflitti di interesse, come quello della Academy of Nutrition and Dietetics, che nel 2012 si era rifiutata di sostenere la soda tax. Peccato che avesse accettato 525mila euro e l’anno dopo altri 350mila dollari di donazioni proprio da Coca Cola. E ancora The American Diabetes Association e The American Heart Association, hanno ricevuto l’una 140mila dollari e l’altra 400mila, sempre dalla multinazionale di Atlanta, tra il 2012 e il 2014.

Le multinazionali creano studi ad hoc e corrompono la politica

Lo studio rivela anche altro. Una ricerca finanziata dalla Coca Cola per negare l’esistenza di un legame tra le bibite gassate e l’obesità e dei tentativi riusciti da parte della multinazionale di bloccare il corso di leggi. Come è accaduto a Filadelfia, quando il sindaco aveva tutte le carte in regola e il supporto per approvare una soda tax locale e poi non se ne è fatto più nulla. Il Consiglio Comunale ha respinto la proposta. Forse perché Coca Cola e Pepsi avevano donato 10 milioni di dollari all’ospedale pediatrico?

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