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Klaus Schwab e Bill Gates: i profeti della distopia per un futuro transumanista

Sono due nomi ormai conosciutissimi quello del fondatore del Word Economic Forum Klaus Schwab e quello del fondatore del colosso Microsoft Bill Gates, non crediamo siano necessarie altre presentazioni. Insieme ad altri nomi di magnati internazionali che si sono distinti per un mirabile senso filantropico (vedi Soros), questi due personaggi sono stati e sono spesso sulle pagine dei giornali per le loro dichiarazioni “futuristiche” o quanto meno “iper-tecnologiche” al limite di quello che la mente dell’uomo medio può concepire.

In realtà il loro pensiero si annoda ad un tralcio comune, che è quello alla base del grande sconvolgimento globale dell’ultimo secolo che avrà poi (o meglio, sta avendo) il suo apice con il movimento detto “Great Reset”. Se non siete pratici con questo termine, ormai diffusissimo, e non avete voglia di leggervi mille noiosi articoli, potete fare una cosa molto semplice: guardare molti film di fantascienza. Davvero chiederete? Sì davvero, con testa ovviamente.

100 anni di film: come plasmare le società raccontando mezze verità

Nei film, oltre a grandissimi messaggi (a volte addirittura profetici) per chi vuole leggere oltre le righe, sono posti ad arte tutti i paletti fondamentali per plasmare le società. Pensate al fatto che un film viene visto da milioni di persone e che ogni anno escono centinaia di film in tutto il mondo. Quale mezzo più facile per mettere in atto uno storytelling perfetto secondo le proprie esigenze?

Certo, si può affermare che molti film siano assolutamente scomodi al potere. Vero a metà. Infatti, spesso è proprio dietro alle pellicole (e anche a libri e altri media) più irriverenti e ribelli contro il sistema a nascondersi il tarlo, “la cimice” per dirla alla Matrix. Il trucco è semplice: mettere all’interno di una storia contro il sistema o comunque di ribellione agli stereotipi della società moderna, delle piccole mezze verità.

Come le bricioline raccolte da Pollicino la nostra mente quasi sempre passiva nel “subire” le informazioni più che fruirne liberamente, raccoglierà molte impressioni assolutamente in contrasto con il plot apparente del film o della fonte di informazione prescelta. In pratica: ce la fanno sotto il naso. Perché? Perché si sa che è il metodo più efficace in assoluto quando si ha a che fare con masse di persone tenute costantemente nella paura e nell’agitazione seppur coccolate ad arte in ogni loro bisogno più superfluo.

Film utili a comprendere il Great Reset in atto

Ora, non si vuole criticare nessuno. La filmografia hollywoodiana è ricchissima di capolavori che se visti con uno sguardo imparziale e privo il più possibile di preconcetti sono dei veri e propri tesori di informazioni, moralità e a volte anche di spiritualità. Per riassumere in breve i meccanismi fondanti del Great Reset in atto, alcuni film scelti con cura (ce ne sarebbero tanti altri) possono aiutarci a capire in profondità cosa sta succedendo:

  • Brazil
  • Blade Runner
  • Orwell 1984
  • Ghost in the shell (anime)
  • Stalker
  • World War Z
  • Fight Club
  • Johnny Mnemonic
  • La cura dal benessere
  • Akira (anime)
  • Videodrome
  • Matrix
  • Dark
  • Moon

Se ne avete visto anche solo qualcuno, ora capirete il perché questi siano strumenti utili a comprendere la realtà che sta intorno a noi.

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Il pensiero distopico di Klaus Schwab

Alla fine, la Quarta Rivoluzione Industriale porterà alla fusione delle nostre identità fisiche, digitali e biologiche.

Queste le parole di Klaus Schwab, professore di economia politica all’Università di Ginevra, fondatore e attuale direttore esecutivo del World Economic Forum. Detto anche “Forum di Davos”, questo organismo riunisce ogni anno i principali esponenti internazionali del mondo della politica, della finanza e dell’industria per definire e implementare le strategie future che devono dirigere la globalizzazione nei suoi rapporti con gli stati e i mercati mondiali.

Nel suo libro, “Shaping the Future of The Fourth Industrial Revolution”, particolarmente popolare in Cina, Corea del Sud e Giappone, Schwab spiega con entusiasmo come la prossima tecnologia consentirà alle autorità di:

Intromettersi nello spazio finora privato delle nostre menti, leggendo i nostri pensieri e influenzando il nostro comportamento.

Stiamo altresì sviluppando nuove modalità per utilizzare e impiantare dispositivi interni che monitorano i nostri livelli di attività e i valori ematochimici e in che modo questi siano associati al benessere, alla salute mentale e alla produttività a casa e al lavoro.

Ci troviamo di fronte a dover rispondere a domande come quali siano i nostri diritti e le nostre responsabilità al momento di cambiare il codice genetico delle nuove generazioni.

Ai 21 aspetti di cui sopra ne abbiamo aggiunto altri due, ossia la pianificazione degli esseri umani e le neurotecnologie.

Psicopolizia alla 1984 di Orwell? Pare proprio di sì

Schwab prosegue prevedendo che ciò fornirà un incentivo per le forze dell’ordine a implementare programmi pre-crimine in stile Minority Report (altro film interessante).

“Man mano che le capacità in questo settore migliorano, aumenterà la tentazione per le forze dell’ordine e i tribunali di utilizzare tecniche per determinare la probabilità di attività criminali, valutare la colpa o persino recuperare i ricordi direttamente dal cervello delle persone”, scrive Schwab. “Anche attraversare un confine nazionale potrebbe un giorno richiedere una scansione cerebrale dettagliata per valutare il rischio per la sicurezza di un individuo”.

Il pensiero scientista di Bill Gates

Anche il vecchio Bill mette già sul tavolo le due prossime “sfide”, termine questo molto amato dal magnate. Per Gates le due nuove minacce sono: “il cambiamento climatico legato al tema delle pandemie proprio a causa delle nostre frequenti invasioni di nuovi habitat e il bioterrorismo“.

Per quanto riguarda il cambiamento climatico, spiega Bill Gates, i cambiamenti ambientali che si stanno verificando infatti sono responsabili di un bilancio di vittime superiore rispetto a quello che abbiamo avuto nel corso della pandemia.

L’altra minaccia di cui nessuno vuole parlare, continua ancora Bill Gates, è quella del bioterrorismo: “Qualcuno che vuole fare danni potrebbe creare un virus: la possibilità di incappare in questo è più alta che finire in un’epidemia causata naturalmente come quella attuale”. (?Ndr)

Facoltà profetiche

Tutto ciò, detto da uomini che si possono permettere, conoscendo molto più del cittadino comune e avendo interessi economici diretti, di fare delle vere e proprie “pseudo-profezie”, non è molto confortante e ci spinge a tenerci pronti alla “prossima sfida”. Operando in questa direzione si continua a mantenere la gente “tensionata” e “tirata” senza mai lasciarle una finestra di libero pensiero, che è il vero pericolo per il potere calcolatore e ammassatore.

Pensate che il magnate tedesco, solo per fare un esempio, aveva già pubblicato un libro in cui codificava tutti i passaggi di questa quarta rivoluzione industriale giusto un attimo prima che si scatenasse la pandemia! Ragioniamoci su…

Diego Fusaro sull’incontro tra Mario Draghi e Klaus Schwab

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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