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24 giugno, San Giovanni Battista: vita, tradizioni, erbe e streghe

Il 24 giugno si celebra la nascita di San Giovanni Battista di cui i Vangeli ci dicono che era figlio di Zaccaria ed Elisabetta e che fu generato quando i genitori erano in tarda età.

Parliamo dell’unico Santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra il giorno della nascita terrena (24 giugno) oltre a quello del martirio (29 giugno).

La vita

L’Arcangelo Gabriele diede l’annuncio della sua nascita a Maria, rivelando che la cugina Elisabetta, che tutti dicevano sterile, era al sesto mese di gravidanza. Quando questa andò a visitare Elisabetta, il nascituro balzò di gioia nel ventre materno.

La vicinanza di Maria Santissima e di Gesù lo hanno presantificato. Per aver conosciuto direttamente Gesù e per averne annunciato l’arrivo, ancora prima che egli nascesse, Giovanni è ricordato come “Il precursore” o “Il grande giudice dei profeti”.

La notte dell’iperico e delle altre erbe scaccia negatività

La notte tra il 23 e il 24 giugno, quella in cui verrà celebrata la nascita di San Giovanni Battista, è detta “notte dell’iperico”. In essa le erbe sono cariche di virtù, in particolare l’iperico; così chiamata perché i suoi fiori giallo-oro sbocciano a fine giugno, con l’arrivo della festa del Santo.

Quest’erba, utilizzata per curare le ferite dei Crociati, veniva ritenuta benefica. Con l’oscurità si raccoglievano le nuove erbe per comporre il cosiddetto mazzetto di San Giovanni, volto a scacciare il malocchio, a portare fortuna e, se messo sotto il guanciale prima di andare a dormire, a portare dolci sogni premonitori.

Il mazzetto è composto da 7 erbe:

…tutte erbe che assicurano buonumore, prosperità, allontanano le negatività.

Iperico: i suoi fiori giallo-oro sbocciano a fine giugno, con l’arrivo della festa di San Giovanni Battista.

Streghe, prodigi e tradizioni

Dato che la festa di San Giovanni Battista cade dopo il solstizio d’estate quando, secondo la tradizione, sole e luna si sposano, donando forza e vigore a tutte le creature, si pensa che il Santo faccia riaffiorare le energie mistiche e divinatorie ed è per questo che la notte che precede la ricorrenza è la notte dell’impossibile, dei prodigi e delle streghe.

Si dice che porti con sé tantissime tradizioni e riti magici che, ancora oggi, si intreccino, alimentando e rendendo più affascinante la cultura popolare attorno a questa festa.

A Roma, secondo la tradizione popolare, si credeva che le streghe si dessero appuntamento vicino alla Basilica per un grande Sabba e andassero in giro per la città a catturare le anime.

Le streghe erano chiamate a raccolta dai fantasmi di Erodiade e Salomè, mentre i Romani si spostavano verso San Giovanni in Laterano per mangiare lumache in osterie e baracche in quanto le loro corna simboleggiavano le avversità.

All’alba la festa terminava con lo sparo del Cannone da Castel Sant’Angelo; segnale d’inizio della messa celebrata dal Papa nella Basilica di San Giovanni, al termine della quale, dalla loggia, gettava monete d’oro e d’argento.

Falò, rugiada e premonizioni d’amore

In molte campagne si usa ancora accendere falò e ballare per scacciare il malocchio, mentre in alcuni luoghi questa usanza è stata sostituita dai fuochi d’artificio.

Altro rito legato a San Giovanni è quello di bere rugiada. Viene raccolta con un telo passato sull’erba per poi strizzarlo e berla, allontanando il malocchio e favorendo la fecondità. Anche l’acqua in un catino con a bagno le erbe di San Giovanni è un altro rito legato a questa ricorrenza.

Quella di San Giovanni Battista è la notte della premonizione, soprattutto per ciò che riguarda l’amore. Le donne che vogliono sposarsi, in questa notte, possono vedere il loro futuro e, a seconda dei riti, nel riflesso in un pozzo o in uno specchio.

San Giovanni Battista, tradizioni, vita

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