salario minimo

Salario minimo: se con un’ora di lavoro non ti compri nemmeno un Big Mac

Il salario minimo? Si misura in Big Mac! Ecco l’analisi economica che usa il noto panino McDonald’s come metro per valutare il benessere dei lavoratori nel mondo.

Per Orley Ashenfelter, il Big Mac potrebbe rivelarsi una nuova unità di misura per valutare il benessere della popolazione e, in alcuni casi, decidere se introdurre l’obbligo del salario minimo.

Ricercatore alla Princeton University, Ashenfelter ha infatti valutato il prezzo di vendita del panino in tutto il mondo, ricavandone un’interessante riflessione sullo sfruttamento dei lavoratori. Si concretizzano le teorie degli studiosi degli anni 90 che avevano iniziato a studiare il fenomeno della macdonaldizzazione del lavoro processo produttivo.

Scopriamo insieme di che cosa si tratta.

Salario minimo e Big Mac: se un panino aiuta a valutare il benessere

Orley Ashenfelter, professore americano alla Princenton University nello stato di New Jersey, ha presentato la sua interessante teoria durante l’ultimo Festival dell’economia di Trento. Secondo il professore, il noto panino americano sarebbe un ottimo strumento di valutazione per misurare il benessere della popolazione mondiale. Come? Calcolando quanti Big Mac possono essere acquistati con un’ora di lavoro.

Facciamo un esempio concreto. Dai dati raccolti in giro per il mondo, Ashenfelter si è reso conto che nei Paesi Sviluppati il salario percepito consente di acquistare uno o due panini. Nel Paesi in via di Sviluppo al massimo un terzo.

E il dislivello è dimostrato anche dalla grossa differenza dei salari percepiti dai dipendenti McDonald’s nelle diverse zone del mondo. Mentre infatti nei Paesi ricchi la retribuzione media è abbastanza simile, tra i Paesi emergenti, lo stipendio medio va da un terzo (Russia) al solo 6% (India) del salario medio corrisposto a un dipendente statunitense.

Salario minimo contro l’impoverimento dei dipendenti dei fast food

Ma l’iniquità non riguarda solo i salari dei lavoratori, ma anche la crescita dello stipendio paragonata all’aumento del costo del prodotto. Mentre il prezzo del panino è cresciuto di poco più del 20%, i salari sono aumento solo del 10%. Meno della metà.

Ecco allora che Stati come il New Jersey hanno introdotto il salario minimo, evitando in parte il progressivo impoverimento dei loro lavoratori.  Come abbiamo visto, infatti, in alcune zone del mondo, con un’ora di lavoro i dipendenti McDonald’s non possono pagarsi nemmeno un pasto completo. Proprio nel posto in cui i panini costano di meno.

Il salario minimo è la più bassa remunerazione o paga oraria, giornaliera o mensile che, dove previsto per legge, i datori di lavoro devono corrispondere ai loro dipendenti.

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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