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Responsabilità sociale e ambientale di Apple

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Un gruppo di ong cinesi denuncia nel rapporto “The other side of Apple”, come il modello proposto dalla Apple sia a scapito dei lavoratori e dell’ambiente.

La Foxconn, uno dei maggiori fornitori della Apple, oltre ad essere chiamata in causa per i turni e le condizioni massacranti a cui sono sottoposti i lavoratori, è anche imputata di inquinamento , tanto che l’aria, per chi vive nei pressi dello stabilimento, è irrespirabile, inoltre le sostanze che vengono scaricate nei corsi d’acqua vanno a contaminare il fiume Yangtze, e si tratta di ingenti quantità di rame e nickel.

Le emissioni della Kaedar Electronics e della Unimicron Electronics sembra stiano provocando nei bambini che abitano l’area dolori al petto e sanguinamento nasale. Fatto drammatico inoltre è avvenuto in un’azienda che sembra fornire touchscreen alla Apple, la Lian Technology Jian (Wintek), questa infatti nel 2008 ha sostituito la soluzione a base alcolica fino ad allora utilizzata per pulire gli schermi con un solvente chimico denominato n-esano che, evaporando più rapidamente, avrebbe aumentato il tasso di efficienza. Nel giro di pochi mesi gli operai hanno iniziato ad accusare le conseguenze dell’esposizione a questa sostanza: neuropatia periferica, spossatezza e intorpidimento degli arti, difficoltà nel movimento e perdita del senso del tatto. In 49 sono stati ricoverati all’Ospedale del Popolo No.5 di Suzhou, in decine hanno lasciato il lavoro firmando una liberatoria che svincolava l’azienda da qualsiasi responsabilità in cambio di cifre irrisorie. Si tenga presente che nessun operaio era stato informato del fatto che vi potessero essere stati dei rischi nell’utilizzo del solvente, e gli stessi operai, sempre secondo il report delle ong, accusavano il fatto che “rappresentanti di Apple avevano visitato in precedenza la fabbrica, ma non avevano mai detto ai lavoratori che l’utilizzo di n-esano, chiesto per aumentare la produzione, fosse pericoloso o come proteggersi dalla sostanza”. Alle sollecitazioni delle ong, l’Apple non è intervenuta ed è rimasta evasiva, notiamo in ogni caso come nel codice di auto-condotta dell’azienda si rivendica il fatto che la stessa cerca di garantire produzioni rispettose dell’ambiente come della salute e della dignità dei lavoratori, i principi di quel codice si applicano, è affermato esplicitamente nel codice, ai fornitori di Apple. È su di loro che Apple deve vigilare per assicurarsi che vengano rispettati, ciò che in quelle fabbriche accade rientra nella sua responsabilità.

E’ importante notare come  grandi imprese hanno aderito all’iniziativa lanciata nel 2007 da ventuno gruppi ambientalisti cinesi – la Green Alliance Choice – per sviluppare un sistema di approvvigionamento sostenibile, e colossi dell’IT hanno accolto le richieste di una coalizione di 34 associazioni di protezione ambientale in materia di inquinamento da metalli pesanti,  in questo per ora la Apple sarebbe rimasta evasiva.

 

 

Agnese Tondelli