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Caos Europa: l’ora legale sarà presto abolita? Diteci la vostra

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La Commissione europea si appresta a mandare in pensione l’ora legale? Non proprio. Scopriamo insieme le ragioni del dibattito, tutti i pro e i contro.

L’ora legale andrà in pensione in tutta Europa? Oppure sarà abolita l’ora solare? O ancora ogni Stato farà un po’ come gli pare, provocando confusione e malintesi?

È di questo che si discute da alcuni giorni in Europa. Da quando il presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato che presto il sistema del cambio dell’ora andrà in pensione. Cosa lo sostituirà, però, ancora non è chiaro.

Tutto parte da una sorta di “referendum” di cui in Italia si è sentito parlare molto poco…

Ora legale: la consultazione pubblica in Europa

Il dibattito ha interessato, come vedremo, soprattutto le nazioni del nord. Quasi 5 milioni di persone hanno partecipato a una consultazione pubblica lanciata dall’Unione Europea sulla possibilità di abolire l’attuale alternanza tra ora legale e solare. La stragrande maggioranza dei cittadini europei che hanno votato (l’84%) si è dichiarata favorevole.

Ecco perché, ha spiegato Juncker, prossimamente la Commissione Europea presenterà una proposta di legge “per abolire il cambio d’ora due volte l’anno”. Il presidente non ha quindi specificato se sarà l’ora legale o quella solare ad andare in pensione. Da qui il caos.

«Spetta agli Stati membri – ha specificato Juncker – decidere se restare all’ora solare o all’ora legale. La scelta del fuso orario resta infatti una competenza nazionale».

Ma cosa potrebbe accadere se Paesi così vicini scegliessero orari diversi? C’è chi paventa problemi per gli scambi commerciali, caos nel mondo dei trasporti, abbassamenti della produttività nel mercato europeo.

Lo ha spiegato la stessa Commissione Ue: «Consentire cambiamenti temporali non coordinati tra gli Stati membri sarebbe dannoso per il mercato interno».

Obiezione di cui dovrà tener conto la proposta di legge in via di approvazione. L’iter sarà questo: la Commissione di Bruxelles stilerà una proposta. Questa dovrà poi essere approvata dal Parlamento europeo. Poi dovrà passare per il Consiglio europeo, organo composto dai capi di Stato e di governo degli Stati membri.

Nord vs Sud: uno scontro “geografico”

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Ma da dove nasce l’esigenza di rivedere questo sistema in funzione – almeno in Italia – da quasi un secolo?

A proporre una revisione sono state per prime Finlandia e Lituania. Appoggiate poi da Estonia, Svezia, Polonia e da alcuni eurodeputati tedeschi. Secondo loro, l’alternanza tra ora solare e legale è ormai superata. Il risparmio energetico sarebbe minimo e il cambio d’ora avrebbe conseguenze sulla salute delle persone.

La questione è diventata così dibattuta nei Paesi del nord Europa che Angela Merkel si è spinta a dire che per la Germania è “una priorità”. E infatti dei 4,6 milioni di votanti alla consultazione pubblica lanciata dall’Ue, ben 3 milioni sono tedeschi. Solo lo 0,04 per cento dei votanti sono stati italiani (e infatti, prima della chiusura della consultazione, il dibattito nel nostro Paese è stato del tutto assente).

Ma come mai proprio i Paesi del Nord vogliono abolire l’ora legale?

Come sappiamo, avvicinandosi all’Artide, le ore di luce d’estate sono di gran lunga maggiori rispetto a quanto succede nel Mediterraneo. Per fare solo un esempio, a Helsinki, in Finlandia, il 21 giugno il sole sorge prima delle 4 e tramonta alle 22:50. Si tratta di 19 ore di luce: è evidente come non ci sia bisogno dell’ora legale, il cui effetto è proprio quello di aumentare il numero di ore di luce giornaliero.

I vantaggi sarebbero quindi minimi. Mentre c’è chi paventa possibili danni alla salute per il continuo spostamento delle lancette. Il punto allora è: quali sono i vantaggi e gli svantaggi di mantenere intatta l’alternanza tra ora legale e solare? Partiamo dai primi.

Ora legale e risparmio energetico

Da quando è nata, l’ora legale serve principalmente per ridurre i consumi di energia elettrica. Un’ora di sole in più, soprattutto nelle giornate lavorative, riduce il periodo in cui lasciamo accese le luci in casa e ufficio.

Il risparmio è consistente? Giustifica la scelta del cambio dell’ora? Secondo Terna, società che gestisce la rete elettrica nazionale, sì.

Nel 2017, infatti, grazie all’ora legale, l’Italia ha risparmiato 567 milioni di kilowattora. Si tratta di un valore pari al consumo medio annuo di circa 200mila famiglie. Se consideriamo una media di 19,5 centesimi lorde per kilowattora, il risparmio complessivo è stato pari, sempre nel 2017, a 110 milioni di euro.

Non solo soldi. Il risparmio è anche per l’ambiente. Terna stima che la riduzione dei consumi elettrici abbia ridotto le emissioni di CO2 in atmosfera di circa 320mila tonnellate.

Se allarghiamo lo sguardo e prendiamo come riferimento il periodo compreso tra il 2004 e il 2017, le kilowattora risparmiate sarebbero circa 8,5 miliardi. Per una spesa ridotta pari a 1,4 miliardi di euro.

Secondo la Commissione europea, però, gli “effetti sul risparmio energetico sono ormai marginali”. Questo perché le abitudini delle persone sono cambiate nel corso dei decenni. Non sarebbe tanto la luce delle lampadine la responsabile dei consumi elettrici, quanto i condizionatori e gli elettrodomestici, che restano accesi in qualunque momento del giorno.

L’ora legale fa male alla salute?

Ai dati sul risparmio energetico, i detrattori dell’ora legale contrappongono i problemi per la salute derivanti dal periodico cambiamento di orario.

Gli effetti del cosiddetto jet leg – il cambio di fuso orario – sull’organismo sono ormai evidenti. E anche se spostiamo le lancette di appena 60 minuti ci sarebbero delle ripercussioni sulla salute (anche se non così evidenti).

Uno studio statunitense ha per esempio dimostrato che dormire un’ora in meno incrementa il rischio di attacco cardiaco del 25%. Quando invece dormiamo un’ora in più, il rischio cala del 21%.

Collegati al cambio dell’ora, ci sarebbero poi dei problemi di stress, così come insonnia, emicranie, disturbi dell’umore.

Insomma, come abbiamo visto il dibattito sull’ora legale è particolarmente delicato (più di quanto non sembri all’apparenza). Voi da che parte state? Meglio puntare tutto sul risparmio energetico o tener conto degli effetti sulla salute? Dite la vostra nei commenti!

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