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Odori molesti sono reato: la decisione della Corte di Cassazione

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Cattivi odori: storica sentenza della Cassazione

Gli odori molesti in cucina possono diventare reato. Arriva una storica sentenza della Cassazione che equipara l’emanazione di odori forti, le cosiddette “molestie olfattive”, al “getto pericoloso di cose”.

Gli odori molesti in cucina, come quelli che si sprigionano a seguito di una frittura, possono diventare reato. È questa la sintesi di una recente sentenza della Corte di Cassazione. La decisione fa discutere ed è destinata a far crescere le cause civili legate a cibo e cucina, soprattutto nelle liti tra vicini.

Odori molesti: la puzza che invade i condomini

Secondo il quotidiano Repubblica, sarebbero un milione ogni anno le cause civili per liti condominiali. Tra le ragioni principali ci sono sempre di più i contenziosi legati al cibo.

E da oggi potrebbero aumentare vertiginosamente. Una sentenza della Corte di Cassazione del 24 marzo scorso (n. 14467/17) ha equiparato, infatti, la produzione di odori forti al “getto pericoloso di cose”. In sostanza, quando la puzza di cotture particolari, come la frittura, diventa insostenibile, il vicino può sporgere denuncia. E potrebbe ottenere un risarcimento per “danni o offese” che può aggirarsi anche sui mille, millecinquecento euro.

Previsto addirittura anche il carcere. Fino a un mese di reclusione per chi causa emissioni di vapori di fumo o gas in luoghi pubblici.

Odori molesti: come è nata la lite

La storia che ha generato la decisione della Corte somiglia a una barzelletta. Il protagonista è un condomino che vive al terzo piano di una casa a Monfalcone, comune della provincia di Gorizia. L’inquilino ha denunciato il suo vicino di casa per “getto pericoloso di cose”. Ma più che a degli oggetti, si riferiva al fastidio causato dagli odori molesti della cucina del vicino.

La lite è finita quindi nelle aule di Tribunale. Prima se n’è occupato il giudice di appello di Trieste e poi la Suprema Corte a Roma. Alla fine il “cuoco dagli odori forti” è stato assolto. Ma la sentenza resta comunque storica: vengono infatti equiparate le “emissioni olfattive moleste” al “getto pericoloso di cose”. E pensare che l’imputato non gestisce una trattoria, ma solo la cucina di casa propria!

Odori molesti: quali gli scenari?

Ad oggi, è difficile che la sentenza possa portare alla condanna di qualche ‘semplice’ cittadino. Scegliere di utilizzare nella propria cucina di casa molte spezie o mangiare frittura con frequenza non dovrebbe costituire un grosso problema. La decisione della Corte di Cassazione, però, farà probabilmente crescere le denunce verso gli esercenti. Alimentando quindi la polemica nei confronti delle cappe aspiranti.




C’è da dire, inoltre, che le aule dei tribunali sono già piene di cause intentate in ragione dei cattivi odori presenti nei condomini. La cucina, tuttavia, non figura tra le prime motivazioni di questo tipo di procedimenti. Gli animali tenuti in causa e la spazzatura guidano infatti la classifica delle denunce.

Foto: Aqua Mechanical

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