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Namastè: il saluto indiano che riconosce la divinità di ogni uomo

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Il saluto indiano Namastè

Namastè è un saluto originario dell’India, molto adoperato anche nella pratica dello yoga. Ma cosa significa esattamente? Scopriamolo insieme

Namastè è un saluto indiano, adoperato comunemente in molte regioni dell’Asia e dell’Australia Meridionale. Viene in genere accompagnato dal gesto del congiungere le mani, unendo i palmi, con le dita rivolte verso l’alto.

Nella cultura indiana è un mudra, cioè un gesto simbolico utilizzato anche nello yoga. Molto diffuso negli ultimi anni anche in Occidente, non tutti però ne conoscono il senso più profondo.

Scopriamolo insieme allora, provando a cogliere qual è il suo significato particolare.

Significato della parola Namastè

L’origine della parola Namastè deriva dalla lingua sanscrita, dall’unione di due termini: Namas, che significa inchinarsi e salutare e da Te, che vuol dire “a te”. Componendo le due parole, quindi, si ottiene un saluto rivolto al divino che risiede in ognuno di noi. Possiamo dire che la parola significa più precisamente “Mi inchino a te”, o meglio “Mi inchino alle qualità divine che sono in te”.

Questo termine è accompagnato da un gesto particolare, conosciuto come mudra. Pronunciando la parola namastè, infatti, bisogna unire i palmi delle mani davanti al petto e chinare il capo, per completare un segno di saluto verso chi abbiamo dinanzi.

Il saluto vuole riconoscere la sacralità di entrambi gli interlocutori, ponendo l’attenzione sulla scintilla (o l’immagine) di divino che risiede in ciascun essere umano.

Namastè nello yoga

Lo yoga, lo abbiamo visto diverse volte, è un’attività di meditazione che apporta numerosi benefici, fisici e spirituali, alle persone che la praticano. Le aiuta a prendere consapevolezza del proprio io, del proprio corpo, ma anche del momento presente che stanno vivendo, liberandosi dalle preoccupazioni e dalle altre questioni che turbano la loro mente.

Anche nello yoga è adoperato il termine Namastè. Qui assume un connotato più ampio: il saluto non è infatti rivolto solo verso il nostro diretto interlocutore, ma a tutto l’universo. Il mudra risulta in quest’ottica uno strumento per raggiungere uno stato di connessione con il tutto, liberandoci del nostro ego. Un semplice gesto che ci ricorda che tutti gli esseri viventi sono uniti tra di loro e alla natura.

La giunzione delle mani, infatti, unisce le due realtà fondamentali di cui è costituito l’universo:

  • La materia, rappresentata dalla mano sinistra;
  • Lo spirito, rappresentato dalla mano destra.

Diffusione del saluto Namastè

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Non si conosce esattamente l’origine della parola Namastè. Si sa che ha radici molto antiche. Si pensa che fosse già in uso in India circa 3mila anni fa.

Oggi, viene adoperata in tutte le regioni indiane ed è diffusa soprattutto nella cultura buddhista. In alcune zone, viene adoperata per salutare gli induisti. Oggi, è diventata molto nota anche in occidente, dove viene adoperata soprattutto tra quelle persone che apprezzano le filosofie e le religioni orientali, o semplicemente nello yoga.

Foto: Yugesh Pandey

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