istruzione parentale

Istruzione parentale, fenomeno in crescita tra le famiglie italiane: ecco di cosa si tratta tra favorevoli e contrari

Il recente decreto legislativo n°62 del 13 aprile 2017, all’articolo 23, contiene una specifica previsione normativa riguardante la cosiddetta istruzione parentale, precisando che: “in caso di istruzione parentale, i genitori dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente, ovvero coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza. Tali alunni o studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva, in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione”.

Cosa dice a riguardo la nostra Costituzione

L’articolo 30 della nostra Costituzione prevede che “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti”, mentre l‘articolo 34 afferma che “l’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita“.

Le nostre norme costituzionali, quindi, non vincolano i genitori a ricorrere alle strutture pubbliche ma esige che essi siano capaci di provvedere autonomamente, lasciando alla legge la previsione dei modi attraverso i quali i genitori che non sono in grado di farlo, sono sostituiti nella realizzazione del principio costituzionale.

Le condizioni che i genitori devono possedere per istruire i figli direttamente o privatamente

Ma a quali condizioni i genitori sono legittimati a istruire i figli senza ricorrere alle scuole del sistema nazionale di istruzione?

A riguardo, ci viene in soccorso l’articolo 111 del decreto legislativo 297 del 1994 il quale dice che i genitori dell’obbligato o di chi ne fa le veci che intendano provvedere privatamente o direttamente all’istruzione dell’obbligato devono:

  • dimostrare di averne la capacità tecnica ed economica
  • dare comunicazione, anno per anno, alle competenti autorità di questa scelta
  • stando all’art 23 del dlgs 62/2017, tale comunicazione deve essere preventiva e rivolta al dirigente scolastico del territorio di residenza

I genitori devono dimostrare di avere le competenze tecniche e i mezzi materiali per provvedere in proprio o mediante la frequenza di un’istituzione non statale non paritaria, all’istruzione dell’alunno.

Sulla base di queste dichiarazioni, il dirigente dell’istituzione scolastica prende atto che l’assolvimento dell’obbligo viene effettuato mediante l’istruzione parentale, comunicando, inoltre, ai genitori che, prima dell’inizio delle lezioni del successivo anno scolastico, l’alunno dovrà sostenere il prescritto esame di idoneità alla classe successiva.

ISTRUZIONE PARENTALE
Educazione parentale: la controversa scelta di educare i figli da soli o privatamente, senza il ricorso al sistema scolastico pubblico.

Le ragioni per cui si opta per l’istruzione parentale

Sono svariate le ragioni sostenute da chi sceglie l’istruzione parentale:

  • motivi religiosi
  • crescente insoddisfazione nei confronti del sistema scolastico
  • impossibilità di trovare una scuola valida nelle vicinanze
  • maggiore libertà nella gestione del tempo con i propri figli, senza sottostare a orari imposti da esterni
  • rispetto dell’individualità del proprio figlio, seguendo i suoi tempi, dal momento che non tutti imparano con gli stessi ritmi
  • evitare episodi di violenza (es. il bullismo, sempre più dilagante)
  • evitare pressioni sociali del gruppo (es. fumo, droga, sesso)
  • affrontare e approfondire argomenti che solitamente non si svolgono a scuola ( bi-trilinguismo, musica, arte ecc.)
  • permettere al bambino di dedicarsi allo studio in maniera completa, con una concentrazione che difficilmente riuscirebbe ad avere in classe per via delle distrazioni

Tra le altre motivazioni per cui sempre più spesso si opta per l’istruzione parentale quelle di :

  • consentire loro di gestire le attività quotidiane, aiutando la famiglia ad esempio a cucinare o a pulire e rendendosi,così, responsabili
  • il concetto di imparare per ottenere una soddisfazione personale e non per ottenere un premio a seguito di un bel voto a scuola
  • far avvenire le interazioni sociali per scelta personale, basandole su interessi personali

La motivazione principale, però, resta quella che molte famiglie di stanno rendendo conto che l’educazione dei figli non può essere delegata, riflettendo sul vero significato di essere genitori ed avere la responsabilità della vita di un’altra persona.

L’istruzione parentale è in forte crescita

Il fenomeno dell’istruzione parentale o homeschooling, per dirla in americano, è partito dagli Usa e si sta diffondendo rapidamente anche da noi.

I minori che non si avvalgono dell’istruzione pubblica, gli homeschoolers, non sono alle prese col suono della campanella, non seguono programmi prestabiliti, non riempiono di libri gli zainetti, ma imparano a leggere e scrivere dai genitori, frequentano laboratori di pittura, partecipano a corsi di cultura egizia o di soccorso della fauna.

Essi abitano in case tappezzate con cartelloni di poesie, tabelline e disegni, conoscono varietà di piante, aiutando anche i nonni nell’orto.

La formazione avviene tra le mura domestiche o privatamente, nonostante la contrarietà della maggior parte dei pedagoghi.

La scuola fai da te sta prendendo letteralmente piede, tanto che in ogni regione sono attivi gruppi parentali dove i genitori mettono a confronto le loro esperienze.

E voi cosa ne pensate? Siete favorevoli o contrari all’istruzione parentale?

dlgs 62/2017, educazione parentale, istruzione parentale

Commenti (4)

  • Sono pienamente d’accordo. Io lavoro dalle 9 alle 18. Dove posso trovare qui a Roma,zona Somalia- Vescovio una maestra che insegni ai miei figli al mio posto? Grazie

  • Buongiorno,
    bello questo articolo sull’ istruzione parentale ( famigliare) , solo a mio parere , non mi sembra che la legge sia così chiara in fatto di esame annuale per i bambini appunto in hs, e in effetti diverse famiglie di fatto, non sottopongono i loro bambini all’esame annuale per svariati motivi, alle volte semplicemente perchė il dirigente scolastico non chiama la famiglia per la verifica di fine anno ( anche se al corrente della scelta di fare hs ) ma anche per altri motivi.

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