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Ile d’Oleron ha bandito McDonald’s, ma un tribunale vuole imporlo per legge

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Ile d’Oleron

Ile d’Oleron è una piccola isola al largo della Francia. La sua particolarità? È off-limits per McDonald’s. Almeno fino a oggi. Ecco cosa sta succedendo

Il prossimo mese, si decideranno le sorti di una battaglia molto importante, che va avanti ormai da quattro anni: quella combattuta tra l’Ile d’Oleron e McDonald’s.

La piccola isola, che ha detto NO al colosso dei Fast Food, conoscerà presto il verdetto finale sull’obbligo di concessione sul proprio territorio alla costruzione di un punto vendita della multinazionale.

Ile d’Oleron un paradiso fast food-free

L’Ile d’Oleron è la seconda isola più grande della Francia. In inverno, in tutta l’isola, la popolazione raggiunge le 22mila unità, per sfiorare le 300mila presenze in agosto.

Per gli abitanti è un posto bellissimo, da proteggere. È per questo che, dal 2014, va avanti un’aspra battaglia volta a impedire alla McDonald’s di aprire qui un suo punto vendita.

Inizialmente, Grégory Gendre, sindaco di Dolus-d’Oléron, piccolo comune francese di 3.258 abitanti situato nel dipartimento della Charente Marittima nella regione di Poitou-Charentes, è riuscito a vincere la sua battaglia contro la multinazionale.

Le sorti di questa diatriba, però, saranno definitivamente decise il prossimo mese. E potrebbero essere ribaltate.

Una battaglia che nasce nel 2014…

Come dicevamo, tutto ha inizio nel 2014, anno in cui Gendre rifiuta il permesso alla costruzione di un punto vendita McDonald’s, per questioni tecniche ed etiche. Tecniche, per via di un problema sui parametri di costruzione. Etiche, riguardo al desiderio di rafforzare i settori agricoli del luogo e favorire un’economia di tipo sostenibile.

Purtroppo, lo scorso autunno, il tribunale di Poitiers ha stabilito che la città non ha basi legali per bloccare la concessione di costruzione del fast food. Secondo quanto riportato da Le Parisien, il tribunale amministrativo ha condannato il Comune a pagare 300 euro per ogni giorno di ritardo sulla costruzione del punto McDonald’s. Una multa che Grégory Gendre si rifiuta di pagare e che, ad oggi, ammonta a circa 90 mila euro.

Il sindaco è infatti ricorso in appello e il verdetto dovrebbe arrivare il prossimo mese. Intanto, Gendre ha affermato:

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«Se perdiamo in appello ma ci rendiamo conto che ne vale la pena, andremo alla Corte di Cassazione».

Cosa n pensano i cittadini d’Ile d’Oleon

I cittadini d’Ile d’Oleon sono divisi. C’è chi afferma con forza la necessità di lottare per tenere fuori dall’isola un colosso come McDonald’s. C’è chi, invece, rivendica il diritto delle persone di scegliere liberamente cosa mangiare.

Dal canto suo, Gendre ha promesso di creare un’alterativa sostenibile a un tipo di alimentazione, quella dei fast food, che ha un impatto ambientale elevatissimo.

Gendre è stato eletto quattro anni fa e ha iniziato a trasformare Dolus in un laboratorio di sostenibilità, promuovendo il km zero per le mense scolastiche, tagliando le emissioni di carbonio e riducendo produzione di rifiuti.

Il sindaco ha raccolto donazioni per eventuali costi legali nella battaglia contro il gigante americano. I fondi ottenuti, se sufficienti, aiuteranno anche nella creazione di progetti sostenibili e per produrre alimenti biologici.

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