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Il ministero della Sanità chiede 1,2 miliardi a Novartis e Roche

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Abbiamo avuto modo di parlare qualche tempo fa della maxi multa da 180 milioni per Roche e Novartis per la presunta speculazione ai danni dei consumatori. Ecco che il caso continua e ora il Ministero della Salute chiede un risarcimento da 1,2 miliardi di euro per comportamenti ritenuti anticoncorrenziali relativi alla commercializzazione dei medicinali per gli occhi.

Il farmaco incriminato era Lucentis, un medicinale per le patologie alla vista al costo di 900 euro, che secondo un accordo segreto fra Roche e Novartis, veniva sponsorizzato a scapito dell’altro farmaco più economico, l’Avastin (costo 81 euro). Questo accordo fra le due multinazionali svizzere ha causato un danno solo nel 2012 al sistema sanitario nazionale di ben 45 milioni di euro. Il Ministero ha chiesto anche a  Pfizer 14 milioni di risarcimento per la commercializzazione del farmaco Xalan, un farmaco sempre per malattie oculari,definendo il comportamento della multinazionale atto a procastinare la commercializzazione dei farmaci generici, con notevoli danni anche al servizio sanitario nazionale. Infatti la strategia della Pfizer per difendere lo Xalan, prodotto di punta per la cura del glaucoma, è stata quella di ritardare l’ingresso sul mercato dei farmaci generici. Lo Xalan infatti, utilizza il principio attivo latanoprost, con scadenza brevettuale fissata a settembre 2009. La casa farmaceutica avrebbe ritardato l’ingresso di medicinali ‘concorrenti’ di almeno 7 mesi.

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E come hanno reagito le case farmaceutiche?

La Roche esprime “tutta la propria sorpresa” per la richiesta di risarcimento danni avanzata dal Ministero della Salute e precisa in una nota che “le cifre riportate appaiono comunque irreali”. La casa farmaceutica aggiunge che “il provvedimento su cui poggia detta richiesta è oggetto del ricorso avanti al Tar del Lazio e che non esiste una sentenza, neanche di primo grado, che abbia attribuito alle aziende la responsabilità del presunto danno, nè tantomeno quantificato tale danno”.

Per Novartis “risulta infondata qualsiasi richiesta di risarcimento così come le cifre indicate nella comunicazione del Ministero, che non trovano alcuna corrispondenza con la realtà dei fatti”. Così commenta la richiesta di risarcimento la casa farmaceutica che in una nota sottolinea che “si avvarrà dei propri diritti di difesa in tutte le sedi competenti”. “La spesa generata da Lucentis a carico del SSN nel periodo gennaio-settembre 2013 – precisa Novartis – è stata pari a 38,6 milioni di euro, in linea con i dati registrati nel 2012”.

Il problema ora si pone su quale sia il comportamento corretto da prendere con queste multinazionali del farmaco che negli anni ne hanno fatte di cotte e di crude, sono stati sanzionati più volte, ma sembra che il problema non li tocchi.

Secondo il nostro parere bisogna andare alla fonte del problema e capire come viene creato il prezzo proibitivo di un farmaco salvavita. Di fatto già dal 1998 il prezzo dei medicinali veniva assegnato in base al valore terapeutico e non al valore industriale. Fino al 2004 questo veniva fatto solo per i farmaci innovativi rimborsati dal Ssn, da quella data li fino ad ora viene usato quel metodo per tutte le tipologie di farmaco. Le case farmaceutiche che hanno il dominio stabiliscono il prezzo e l’Aifa difficilmente riesce a contrattare, quindi alla fine si tratta di spreco di denaro pubblico a favore di queste multinazionali.  Il FattoQuotidiano aggiunge :”La corsa al rialzo esasperato dei prezzi è insostenibile. Se ogni volta che si scopre un antitumorale o un farmaco salvavita il Ssn deve sganciare cifre folli, non riuscirà più a garantire il diritto alla salute dei cittadini. Cosa accadrebbe invece se il prezzo fosse determinato dai costi di produzione e basta? Forse costerebbe almeno la metà.

Dovremmo tutti guardare Fire in the blood, il documentario del regista indiano Dylan Gray sui dieci milioni di morti in Africa per l’Aids a causa dell’alto costo del Diflucan (15 mila dollari per persona all’anno), il farmaco della Pfizer che avrebbe potuto salvare loro la vita. Ma la ditta, forte della complicità del Governo americano e dell’Oms, non ha mai fatto uno sconto a chi non poteva permetterselo. Se oggi nel continente nero si muore di meno per il virus Hiv è grazie alla ditta indiana Cipla che ha prodotto la stessa molecola a un prezzo accessibile. Noi potremmo essere il prossimo Terzo mondo.”

 

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