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Erboristerie: perchè il governo vorrebbe abolirle

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Il governo Gentiloni vuole mettere la parola fine sulle erboristerie: è l’allarme lanciato dalla Federazione degli erboristi italiani. Tutti i dettagli

Una vergogna senza fine”: così la sigla principale della categoria si esprime su una legge che rischia di abolire del tutto le erboristerie e la specificità della figura professionale, da secoli dedicata alla raccolta e alla miscelazione delle piante officinali.

Dalla FEI, la Federazione Erboristi Italiani (che aderisce a Confcommercio), lanciano un appello affinché il decreto governativo non veda mai la luce. A rischio, più di mille aziende di trasformazione e commercializzazione, oltre a 5mila erboristerie.

Erboristerie a rischio con l’abrogazione di una legge del ‘31

Era il 1931 quando veniva approvata, in Italia, una legge che regolava l’attività di erboristi ed erboristerie in Italia. La norma recava “Disciplina della coltivazione, raccolta, e commercio delle piante officinali”. Una normativa di vecchia data, che si avvicina ai 90 anni “di età”. Ma che ha comunque istituito la figura professionale dell’erborista in Italia, con tutto ciò che ne consegue.

Ora quella legge rischia di essere abrogata. Mettendo a rischio l’intero settore erboristico. È questa la denuncia della FEI. Che parla di “un atto che può avere gravi conseguenze sulla salute pubblica”, perché priva “della preparazione e delle competenze necessarie la manipolazione delle piante officinali” e getta alle ortiche “quel patrimonio di sapere unico che gli erboristi italiani da sempre rappresentano”.

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Il provvedimento del governo

Il decreto legislativo sulla “disciplina della coltivazione, della raccolta e della prima trasformazione delle piante officinali”, risulta attualmente in fase di “esame preliminare”, stando a quanto dice il sito ufficiale del governo italiano.

Ultimo aggiornamento, il 22 dicembre 2017 quando in “giorni di festa e in silenzio”, scrivono dalla FEI, “si sta compiendo lo scempio del settore erboristico italiano”. Il decreto è stato proposto all’esecutivo dal Ministero delle Politiche Agricole e prevede, all’articolo 8, l’abrogazione “totalmente e senza mezzi termini” della legge n. 99 del 1931.

Un provvedimento che, se approvato, avrebbe effetti devastanti secondo la Federazione: “In Pratica l’Erborista NON ESISTE PIÙ”, scrivono con enfasi in un comunicato i rappresentanti delle erboristerie italiane.

Il provvedimento del governo sarebbe emerso durante i lavori del Tavolo di filiera delle Piante Officinali, istituito presso il Mipaaf. E sarebbe stato sollecitato dalle sigle FIPPO – ASSOERBE e SISTE, scrivono dalla FEI. Il Tavolo ha inoltre prodotto il Piano di Settore, che “di fatto estromette l’Erborista dalla filiera delle Piante Officinali decretandone la FINE senza appello”.

Di Muzio, presidente FEI: “Danno gravissimo”

A commentare la scelta del governo, Angelo Di Muzio, presidente nazionale della Federazione:

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«Il danno al settore e alla collettività sarebbe gravissimo, tenendo presente che esistono i Corsi di laurea in Scienze e tecnologie erboristiche istituiti presso le facoltà di Farmacia in concorso con Medicina ed agraria seguiti da migliaia di studenti che non avrebbero più alcun riconoscimento. L’erboristeria italiana, la vendita, il consiglio, la miscelazione delle piante officinali e dei loro derivati, attività svolta dall’erborista, diverrebbe una pratica consentita a chiunque in mancanza della indispensabile conoscenza sul riconoscimento e sulla sicurezza delle piante officinali. In poco tempo potremmo avere la perdita di migliaia di posti di lavoro sia nel settore della vendita al dettaglio che per quanto riguarda i laboratori erboristici».




Gli appelli per salvare le erboristerie italiane

La Federazione ha lanciato due iniziative di lotta per salvare le erboristerie italiane dal provvedimento del Mipaaf. Innanzitutto, Di Muzio si rivolge a “tutti i colleghi, alle aziende di settore, ai laureati e agli studenti in Scienze e Tecniche Erboristiche, al corpo docente e ai cittadini vicini all’erboristeria”, per invitarli a inviare una mail di protesta a tutti i membri del governo interessati. In particolare, gli indirizzi da prendere in considerazione sono quelli del Presidente del Consiglio Gentiloni (gentiloni@governo.it), del Ministro delle Politiche Agricole Martina (ministro@politicheagricole.it) e della Ministra della Salute Lorenzin (segreteriaministro@sanita.it).

APPELLO da mandare al Governo

Il testo da inviare è il seguente:

GIÙ LE MANI DALL’ERBORISTERIA!

Le erbe officinali agli Erboristi! No al decreto legislativo del Governo che prevede l’abrogazione dell’Erborista unico e vero esperto di piante officinali, del loro riconoscimento e utilizzo. No ad un’ingiustizia senza alcuno scopo. No all’abrogazione della Legge n. 99 del 1931”. 

PETIZIONE ONLINE

È stata inoltre creata una petizione online, che è possibile sottoscrivere a questo link: https://firmiamo.it/giu-le-mani-dall-erboristeria

3 COMMENTI

  1. Allora chi ci rimborsa per gli anni buttati a studiare sui libri, le tasse pagate, anni di studio cancellati in un soffio!!
    Assurdo?

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