DANNI CORONAVIRUS

Danni al made in Italy prodotti dalla psicosi Coronavirus: dal vinicolo al turismo, ecco i settori più colpiti

L‘emergenza sanitaria globale per l’epidemia da Coronavirus continua a creare dubbi e incertezze che non devono sconfinare in psicosi, soprattutto a seguito dei casi di contagio in Italia, in quanto sono già ingenti i danni al made in Italy.

Il rischio è quello del suo boicottaggio, ha affermato nei giorni scorsi la ministra Teresa Bellanova, nel corso dell’incontro in video-conferenza con gli Assessori regionali all’Agricoltura, sottolineando la necessità di un impegno volto a scongiurare il blocco delle esportazioni dei prodotti italiani, con la richiesta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Salute Roberto Speranza di sensibilizzare la Commissione Europea alla Salute, sollecitando un intervento per affermare che non siano legittime e tollerabili richieste di certificazioni aggiuntive per i prodotti italiani, poiché non sussistono rischi di trasmissione del virus attraverso alimenti e imballaggi.

La ministra ha sottolineato la delicatezza di questo particolare momento, in cui occorre affrontare criticità specifiche come le minacce di blocco alle frontiere, spingendo, ad esempio, la manodopera stagionale estera a rientrare nei Paesi d’origine, con evidente penalizzazione per il settore agricolo italiano e per le aziende italiane.

A ciò si aggiunge il fatto che alcune catene della grande distribuzione europea chiedono garanzie sulla sicurezza degli alimenti provenienti dall’Italia per cui, a partire dall’emergenza, molti prodotti del made in Italy agroalimentari sono bloccati, mentre si registrano anche speculazioni sui prezzi dei generi alimentari e sulle materie prime.

Tra i danni al made in Italy, a rischio le esportazioni di vino e Grana Padano

Fonti della Commissione Europea, nel pronunciarsi sul blocco dei prodotti agroalimentari italiani da parte di importatori di altri Paesi che addirittura chiedevano una certificazione “Coronavirus free”, affermano che non vi è alcuna trasmissione di Coronavirus tramite alimenti, pertanto misure restrittive sul commercio di prodotti alimentari non sarebbero giustificate.

Una delle più grandi vittime della psicosi contagio Coronavirus è il settore vinicolo italiano, colpendo maggiormente le regioni italiane più interessate da rapporti commerciali con l’Oriente e, più in generale, le esportazioni di vini all’estero.

A cominciare dal Piemonte, dove l‘export vini costituisce quasi il 60% delle vendite totali del settore, di cui una buona percentuale proprio in Cina, dove Barolo, Nebbiolo e Barbaresco hanno acquisito posizioni di rilievo.

Effetti anche in Lombardia e in Veneto, non a caso Nadia Zenato, produttrice viti-vinicola e Delegata della Regione Veneto dell’associazione “Donne del Vino” ha dichiarato a La Presse l’importanza di iniziare a guardarsi attorno alla ricerca di nuovi mercati, dato il blocco di quello cinese.

Nel frattempo, eventi di rilievo sono stati annullati: la fiera del vino di Chengdu, la Wine Expo di Hong Kong, mentre è ancora in forse la fiera Interwine di Canton; lo stesso Vinitaly slitta da aprile a giugno 2020.

Quanto ad un altro prestigioso alimento tipico del made in Italy, ossia il Grana Padano, Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano, in merito alla richiesta di un agente in Grecia della dichiarazione “virus free” per far varcare le frontiere al Grana Padano di un’azienda consorziata, sottolinea che le condizioni biologiche di stagionatura di questo formaggio come di ogni altro prodotto stagionato, inattivano ogni tipo di virus, quindi anche questo, che comunque si trasmette esclusivamente da uomo a uomo e non con contatti di altro tipo, come ha, oltretutto, sottolineato in una nota l’Efsa .

DANNI CORONAVIRUS
Danni Coronavirus: secondo gli esperti derivano dalla psicosi contagio Coronavirus.

Gli altri settori economici italiani a rischio

Coldiretti ha precisato la situazione a rischio delle 500 aziende agricole e delle stalle situate nella zona rossa, con circa 100 mila capi di bestiame che necessitano di continua e adeguata assistenza.

Riguardo il turismo, Confturismo stima un’affluenza di 22 milioni di turisti in meno nei prossimi tre mesi, con gravi danni già provocati da disdette e la proiezione di un tracollo senza precedenti a Pasqua.

Inoltre, vi sono 6000 lavoratori metalmeccanici lombardi coinvolti a fermi della produzione e riduzione dell’orario a causa del Coronavirus, la maggior parte dipendenti della zona rossa.

Ma non è tutto: aumentano le aziende coinvolte dalla crisi, oltre a quelle che fanno fatica a ricollocarsi sul mercato, vi è un calo di vendite globali nel settore automobilistico con inevitabile impatto del settore della componentistica, molto forte in Lombardia e Veneto.

Il Coronavirus sta mettendo sotto pressione anche la filiera della moda italiana: basti pensare che alcune sfilate della prestigiosa Fashion Week milanese sono avvenute a porte chiuse.

Il Salone del Mobile, invece, per ora è slittato a giugno.

Se in parte le perdite, in termini economici, si sarebbero forse comunque verificate, molte altre, secondo gli esperti, derivano dalla psicosi che ha trasformato, in poche ore, l’Italia in un lazzaretto da cui tenersi lontani.

I danni economici deriverebbero quindi più dal panico ingiustificato che dall’epidemia in sé.

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