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Colline del prosecco, stop alla candidatura Unesco: pesticidi colpevoli

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Colline del prosecco

Il 10 maggio scorso arrivava il primo stop alla candidatura delle colline del Prosecco come patrimonio dell’umanità Unesco.

Nei giorni scorsi sulla vicenda sono cresciuti i dubbi. Se infatti i promotori dell’iniziativa escludevano il problema ambientale come ragione della bocciatura, oggi un responsabile Icomos punterebbe il dito proprio sulla questione dei pesticidi, emersa egli ultimi anni.

Ecco tutti gli ultimi dettagli emersi dalla vicenda.

Colline del Prosecco: il no dell’advisor Unesco

L’Icomos è il Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti, organo consultivo dell’Unesco riguardo i siti patrimonio dell’umanità. Si occupa in pratica di valutare tutti gli aspetti che riguardano il patrimonio culturale e la sua conservazione.

L’ente ha di recente bocciato la candidatura dell’area Conegliano Valdobbiadene, le cosiddette colline del Prosecco. “No” che è arrivato il 10 maggio scorso e su cui ancora non sono del tutto chiare le motivazioni.

Amerigo Restucci, coordinatore scientifico per la candidatura, ha infatti dichiarato che la bocciatura non sarebbe arrivata per ragioni ambientali.

«Come previstoha dichiarato Restucci all’indomani del “no” – l’esito non è positivo non certo per motivi ambientali, ma perché l’organo tecnico di valutazione ritiene che il territorio veneto non sia unico nel suo genere».

Insomma, la candidatura delle colline del Prosecco non sarebbe stata respinta per via delle recenti critiche arrivate ai produttori dell’area, che avrebbero inondato i vigneti di pesticidi.

Per Restucci, infatti, “l’Italia sconta da anni un giudizio tecnico sui nuovi dossier di candidatura molto critico”. Insomma, il nostro Paese avrebbe già un numero elevato di siti Unesco e instaurarne di nuovi starebbe diventando più complesso.

In ogni caso, malgrado la bocciatura, non viene negato il valore del territorio:

«Al di là dell’esito– prosegue Restucci–  gli stessi valutatori sottolineano le bellezze del nostro territorio, la capacità gestionale, la storicità di un territorio di cui, nel giudizio di valutazione, si sottolinea il valore mondiale. La valutazione espressa, quindi, pur concludendosi, per il momento, con un giudizio negativo, evidenzia i tanti pregi del territorio candidato».

Colline del prosecco: “Troppi pesticidi”

I dubbi però restano. “Oggi Treviso”, infatti, svela un retroscena importante sulla candidatura Unesco delle colline del Prosecco. I pesticidi, infatti, c’entrerebbero eccome nella bocciatura.

La conferma arriva proprio dall’Icomos. Il responsabile dell’organo per l’area nord-Italia, Franco Bocchieri, ha infatti sottolineato il problema, in una missiva inviata all’avvocato Alessandra Cadalt, consulente legale di alcuni comitati ambientalisti dell’area. Comitati che lamentano proprio una serie di disagi a causa dell’irrorazione dei pesticidi.

L’avvocato scriveva al responsabile Icomos che, se le colline del Prosecco devono essere ammesse nella lista dei siti Unesco, “la produzione non dovrebbe arrecare danno alla salute dei residenti”.

«In riferimento alle Sue giuste considerazioni circa la questione in oggetto, le comunico – è la risposta di Bocchieri a Cadalt –che già il 18 gennaio 2018 il direttore dell’unità di valutazione di Icomos International ha trasmesso al capo della delegazione italiana presso l’Unesco un primo “stop”alla candidatura in esame. Infatti l’Icomos, advisory body dell’Unesco, si dichiara “incerta” rispetto al possesso dei requisiti da parte delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene necessari a superare “la prova”».

Unesco il giudizio definitivo arriverà a luglio

In ogni caso, la candidatura è ancora in ballo. Come informa ancora Bocchieri, infatti, Icomos sta chiedendo delle integrazioni sul rispetto delle norme di sicurezza e sullo sviluppo storico del paesaggio a chi ha presentato la candidatura delle colline del Prosecco.

Restucci in ogni caso resta ottimista, che dichiara:

«Facendo leva sui pregi del territorio [segnalati anche da Icomos] lavoreremo nei prossimi giorni per arrivare a un giudizio finale positivo. Da qui a fine giugno proseguiremo, quindi, nel nostro lavoro per esaltare gli aspetti positivi indicati nel dossier e dimostrare ai membri del comitato dell’Unesco che il territorio veneto non solo è bello, ma è anche unico al mondo».

Il coordinatore scientifico cita inoltre l’esempio delle “Faggete vetuste”, dossier di candidatura bocciato in un primo momento, “il cui esito è stato poi ribaltato dal comitato del patrimonio”.

La questione ora passa infatti nelle mani del Comitato del patrimonio, la cui valutazione conclusiva può accogliere, integrare o modificare la raccomandazione tecnica di Icomos. La prossima riunione del Comitato è prevista per il 24 giugno prossimo e si concluderà il 4 luglio, in Bahrein.

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