Carne rossa e la nuova minaccia per il cuore

Che mangiare carne rossa aumenti il rischio di disturbi cardiaci è già noto, ma che la colpa sia solo dei grassi saturi e del colesterolo è una novità. Una ricerca appena pubblicata sul giornale Nature Medicine punta il dito contro la carnetina, un composto fino ad ora poco studiato, presente nella carne rossa e in alcuni integratori alimentari e bevande energetiche.

Un team di ricercatori della Cleveland Clinic, in Ohio, ha dimostrato che i batteri presenti nell’apparato digestivo metabolizzano la sostanza in trimetilammina-N-ossido (TMAO), un enzima che favorisce la aterosclerosi, una forma cronica di arteriosclerosi.


Condotto su 2.595 pazienti, tra onnivori, vegetariani e vegani, lo studio ha inoltre rivelato che il consumo di carne aumenta la presenza dei batteri che metabolizzano la carnitina in TMAO, tanto che chi evita del tutto le proteine animali ha praticamente perso la capacità di digerire la sostanza. Tuttavia, chiarisce il Wall Street Journal, i medici non hanno ancora stabilito quale sia il limite nel consumo di carne per fermare il processo di produzione di TMAO.

Fonte “http://www.tmnews.it”

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

Commenti (3)

  • Luca Zappalaglio

    Ciao, una difficoltà che ho avuto è quello di verificare i vostri articoli… sarebbe molto interessante citare con link che riportino al sito di chi ha pubblicato quella ricerca.. così una persona puo’ comprovare quello che affermate. In questo modo date a chi non è esperto in quel campo la possibilità di accedere a quella conoscenza e formarsi in maniera libera e date spessore all’articolo… così vi distinguete dai molti siti che pubblicano articoli a volte erronei e in molti casi menzionieri e proteggete il lettore dalla disinformazione

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