Home Società Cannabis legale in Italia: dal Ministero via libera alla Marijuana Light

Cannabis legale in Italia: dal Ministero via libera alla Marijuana Light

1081
1
CONDIVIDI
cannabis legale

Cannabis legale: il Ministero delle politiche agricole dà il via libera alla commercializzazione delle infiorescenze. Non sarà necessaria autorizzazione

Cannabis legale in Italia, novità sull’infiorescenza. Una circolare del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ha di fatto dato il via libera alla cosiddetta Marijuana Light, a basso contenuto di THC.

Il provvedimento è arrivato per chiarire alcune regole previste nella legge 242/2016, entrata in vigore a gennaio 2017.

Commenta il vice ministro uscente, Andrea Olivero:

«Si tratta di un provvedimento necessario per chiarire i possibili usi della canapa coltivata nell’ambito del florovivaismo in modo da attuare pienamente una buona legge e precisarne il suo campo di applicazione. In questo modo agevoliamo anche l’attività di controllo e repressione da parte degli organi preposti».

Esultano i produttori: “Oggi lavoratori e coltivatori possono festeggiare.

Cannabis legale: i limiti di THC restano invariati

Il documento del Ministero ribadisce i parametri da rispettare per la coltivazione di canapa sativa con riferimento ai valori di THC, il delta-9-tetraidrocannabinolo, uno dei due principi attivi della pianta. L’altro è il CBD, cannabidiolo, il cannabinoide maggiormente diffuso in natura. A differenza del THC, il CBD non è psicoattivo, non influisce cioè sul sistema nervoso centrale. È stato legato negli anni alla cura di malattie come il cancro, anche da studi scientifici come quelli del California Pacific Medical Center Research Insitute e dell’Università di Rostock (ne abbiamo parlato qui).

La cannabis legale, per essere coltivata, deve restare a un massimo di 0,2% di THC nella canapa greggia. Non ci sono però conseguenze legali per l’agricoltore se il contenuto complessivo di THC della sua canapa coltivata non supera lo 0,6%. Qualora invece venisse superato quest’ultimo valore, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa.

Leggi anche: Canapa sativa: è legale coltivarla senza autorizzazione

Cannabis legale: la vera novità riguarda le infiorescenze

Fin qui tutto resta come prima. La vera novità del provvedimento ministeriale riguarda alcune precisazioni sull’infiorescenza della cannabis legale.

Il Ministero ha infatti meglio specificato “la normativa della coltivazione nell’ambito del settore florovivaistico”. La precisazione, in sei punti, ha aggiornato la normativa sulle infiorescenze. Sintetizziamoli:

  1. La riproduzione di piante di canapa è consentita solo da seme certificato;
  2. La riproduzione per via agamica di materiale destinato alla produzione per successiva commercializzazione di prodotti derivati non è contemplata;
  3. Il vivaista deve conservare il cartellino della semente certificata, con relativa documentazione di acquisto, per almeno 12 mesi;
  4. La vendita delle piante a scopo ornamentale è consentita senza autorizzazione;
  5. Gli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 214/2005 regolamentano l’attività vivaistica;
  6. La legge 242/2016 non definisce le importazioni a fini commerciali di piante di canapa. Queste devono rispettare la normativa UE e italiana in materia.

Il periodo più importante della circolare arriva però in chiusura:

«Con specifico riguardo alle infiorescenze della canapa, si precisa che queste, pur non essendo citate espressamente dalla legge n. 242 del 2016 né tra le finalità della coltura né tra i suoi possibili usi, rientrano nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo, purché tali prodotti derivino da una delle varietà ammesse, iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, il cui contenuto complessivo di THC della coltivazione non superi i livelli stabiliti dalla normativa, e sempre che il prodotto non contenga sostanze dichiarate dannose per la salute dalle Istituzioni competenti».

L’esultanza dei produttori

A commentare le nuove disposizioni in materia di cannabis legale, Luca Marola, ideatore e fondatore di un noto marchio italiano, fra i primi esempi di marijuana light in Italia:

«Dopo un anno dal lancio della cannabis light questa è la nostra grande vittoria. Adesso tutti i lavoratori e i coltivatori potranno festeggiare: la produzione e il commercio delle infiorescenze è stato finalmente riconosciuto anche dal ministero. Per la prima volta la parola infiorescenze viene inserita in un testo di diritto, riconoscendone così il valore. Adesso tutti i soggetti che hanno investito in questo business sanno di agire legalmente, senza più ombre. È un passo importantissimo».

Cannabis legale: le varietà registrate in UE

Scopriamo adesso quali sono le varietà certificate di canapa in Europa. L’elenco, in continuo aggiornamento, è disponibile sul sito ufficiale dell’Ue.

Per trovarlo, bisogna andare a questo link: http://ec.europa.eu/food/plant/plant_propagation_material/plant_variety_catalogues_databases/search/public/index.cfm?event=SearchForm&ctl_type=A

Selezionare poi dal menu a tendina “Species”, la voce “A – 85 – Hemp – Cannabis Sativa”. Vediamo l’elenco completo presente attualmente:

  1. Adzelvieši – *LV 188
  2. Antal – *CZ 1465
  3. Armanca – *RO 1002
  4. Asso – *IT 15
  5. Beniko – *NL x, *PL 1109
  6. Bialobrzeskie – *CZ 1067, *PL 893
  7. Cannakomp – *HU 149424
  8. Carma – *IT 1532
  9. Carmagnola – *IT 15
  10. Carmaleonte – *IT 15
  11. Chamaeleon – *NL 391
  12. Codimono – *IT 15
  13. CS – *IT 15
  14. Dacia Secuieni – *RO 1018
  15. Delta-405 – *ES 275
  16. Delta-llosa – *ES 275
  17. Denise – *RO 1018
  18. Diana – *RO 1018
  19. Dioica 88 – *FR 8194
  20. Eletta Campana – *IT 15
  21. Epsilon 68 – *FR 8194
  22. Fedora 17 – *FR 8194
  23. Felina 32 – *FR 8194
  24. Férimon – *FR 8194
  25. Fibranova – *IT 15
  26. Fibrante – *IT 15
  27. Fibrol – *HU 149424
  28. Fibror 79 – *FR S8194
  29. Finola – *FI 6157
  30. Futura 75 – *FI 6157
  31. Glyana – *PL x
  32. Henola – *PL 893
  33. Ivory – *NL 722
  34. KC Bonusz – *HU 149424
  35. KC Dora – *HU 149424
  36. KC Virtus – *HU 149424
  37. KC Zuzana – *HU 149424
  38. Kompolti hibrid TC – *HU 149424
  39. Kompolti – *HU 151322, *NL x
  40. Lipko – *HU 151322
  41. Lovrin 110 – *RO 1002
  42. Marcello – *NL 722
  43. Markant – *NL 722
  44. Monoica – *CZ 1272, *HU 149424
  45. Rajan – *PL 893
  46. Ratza – *RO 1018
  47. Santhica 23 – *FR 8194
  48. Santhica 27 – *FR 8194
  49. Santhica 70 – *FR 8194
  50. Secuieni Jubileu – *RO 1018
  51. Silvana – *RO 1002
  52. Succesiv – *RO 1018
  53. Szarvasi
  54. Tiborszallasi – *HU 149424
  55. Tisza – *HU 149424
  56. Tygra – *PL 893
  57. Uniko B – *HU 151322
  58. Uso-31 – *NL x
  59. Villanova – *IT 1495
  60. Wielkopoloskie – *PL 589
  61. Wojko – *PL 893
  62. Zenit – *RO 1018

Cannabis legale: ecco specie autoctone italiane

Come sappiamo, l’Italia era fino a pochi decenni fa un grande produttore di canapa, di livello globale. Lo è rimasta almeno fino agli anni ’40 del Novecento, quando eravamo il secondo produttore mondiale, con circa 100mila ettari di terreni coltivati.

Le più famose varietà autoctone presenti nel nostro Paese erano cinque:

  • Carmagnola
  • Polesana
  • Ferrarese
  • Atellana (anche detta Pedemontana)
  • Nana napoletana

Oggi le specie italiane ufficialmente riconosciute (riportate anche nel paragrafo precedente, con la sigla *IT), sono:

  1. Asso
  2. CS
  3. Carma
  4. Carmagnola
  5. Carmaleonte
  6. Codimono
  7. Eletta Campana
  8. Fibranova
  9. Fibrante
  10. Villanova

H3. Canapa industriale: un mercato da 40 milioni di euro

Negli ultimi otto mesi del 2017, anno in cui è entrata in vigore la legge sulla cannabis legale, sono stati aperti più di 350 negozi da Milano a Palermo, per cogliere le nuove opportunità di business. Il giro d’affari potenziale stimato è di più di 40 milioni di euro. Buoni i numeri anche sul fronte dei posti di lavoro: sarebbero almeno 960 in più gli occupati stabili nel settore, con entrate fiscali pari a sei milioni l’anno in più (fonte)

1 COMMENTO

  1. Intanto ora il Ministero dovrà spiegare perché ha permesso la vendita e diffusione di cannabis OGM! Inoltre chiariamo che quella cannabis serve solo per dormire. Invewce la tradizionale non ogm fa spuntare appetito leva il mal di testa e come dicono alcuni pezzi di musica jamaicana “vera cura contro il coma”………. ma solo la vera cannabis e non quella artefatta per il loro business!!! Anche questo fa parte delle menzogne di regime marcio che nasconde in tutti i modi i lati negativi. Se volete un consiglio in caso la voleste usare: che sia cannabis vera e non pasticciata per fargli fare soldi! Chi soffere di sclerosi sa bene cosa dico! La fame chimica arriva solo con la vera cannabis. Il resto è monnezza

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.