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Bonus antiplastica: contributo fino a 5mila euro per gli esercenti che abbandonano il packaging

Considerata la straordinaria necessita’ ed urgenza di adottare una politica strategica nazionale che permetta di fronteggiare l’emergenza climatica, arrivano dal governo fonti per favorire una riduzione nell’uso della plastiva monouso da parte degli esercizi commerciali.

Il packaging in plastica rappresenta una fetta importante dell’inquinamento in tutto il mondo, ed è necessario lo sforzo di tutti per limitare la produzione ed il consumo di imballaggi, bottiglie e contenitori usa e getta per alimenti e prodotti per l’igiene.

A 2 anni di distanza dalla norma primaria che lo aveva istituito (il decreto clima del 14 ottobre 2019) arriva il provvedimento attuativo per il bonus “anti-plastica” destinato ai negozi che vendono prodotti alimentari e detergenti sfusi. Un incentivo per il ritorno vintage alle vendite senza packaging di qualche decennio fa, dettato dall’esigenza di ridurre la produzione dei rifiuti in linea con i target europei di contrasto all’inquinamento e al cambiamento climatico.

Ricordo anni fa vi era il vuoto a rendere anche nei bar, delle bevande, delle bottiglie di aperitivo di molti prodotti, ed era estremamente virtuosa come pratica. Poi improvvisamente questa realtà è venuta meno.

Contributo fino a 5 mila euro

Il contributo a fondo perduto potrà arrivare fino a 5mila euro nel limite complessivo di 40 milioni (il Dl clima stanziava 20 milioni per il 2020 e 20 milioni per il 2021), secondo il regime “de minimis” e senza cumulabilità con incentivi che coprono le stesse voci di spesa. Il bonus si rivolge ai piccoli esercizi di vicinato ma anche alla media e grande distribuzione per la predisposizione di «spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti alimentari e detergenti, sfusi o alla spina, o per l’apertura di nuovi negozi che prevedano esclusivamente la vendita di prodotti sfusi».

A chi è rivolto il bonus antiplastica

Il bonus anti-plastica è destinato alle seguenti categorie:

  • Esercizi di vicinato (negozi presenti nei piccoli centri urbani, con una superficie di vendita non superiore ai 150 metri quadrati);
  • Medie strutture di vendita (con una superficie compresa fra i 150 ed i 1.500 metri quadrati, situati in comuni con più di 100.000 abitanti).

I commercianti che richiedono il bonus sono tenuti a rispettare le condizioni di vendita previste per un periodo minimo di tre anni dall’ottenimento del finanziamento: durante questo periodo, non potranno vendere i propri prodotti in contenitori in plastica, ma potranno applicare il meccanismo del ‘vuoto a rendere’.

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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