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Bayer compra Monsanto: via libera definitivo. Scompare il marchio Monsanto

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Bayer compra monsanto

Bayer compra Monsanto per 63 miliardi di dollari: ok definitivo dalle autorità USA. Ora gli agricoltori saranno “stretti in una tenaglia”, avverte Coldiretti.

Bayer compra Monsanto per 63 miliardi di dollari. La notizia del tentativo di fusione è nota dal maggio 2016, ma ora arriva il via libera definitivo dall’amministrazione USA. Il “matrimonio all’inferno” si farà.

Nasce un conglomerato che controlla il 63% delle sementi a livello globale. Una notizia nefasta per piccoli e medi agricoltori che avranno sempre meno margine di trattativa contro questa e altre, poche multinazionali.

Ecco tutte le ultime notizie.

Bayer compra Monsanto: arriva l’ok definitivo

L’acquisizione sarà completata giovedì 7 giugno ma è ormai arrivato il via libera: Bayer compra Monsanto grazie alle ultime approvazioni arrivate dalle autorità di regolamentazione degli Stati Uniti. Il prezzo: 63 miliardi di dollari, 128 dollari per azione.

Il Dipartimento della Giustizia di Washington ha imposto alcune condizioni. Bayer dovrà liberarsi di alcune attività nei semi e di alcune linee produttive, per 7 miliardi, in favore della Basf. Dovrà inoltre ridimensionare parte del proprio business nell’agricoltura digitale. Dopodiché potrà procedere all’acquisizione di Monsanto.

Il colosso tedesco ha annunciato che sarà l’unico azionista della Monsanto. Resterà dunque solo il nome Bayer a identificare i prodotti della multinazionale. Il marchio Monsanto scomparirà del tutto.

Esultano i vertici di Bayer: “Pietra miliare strategica”

Il commento arriva da Werner Baumann, presidente di Bayer:

«L’acquisizione di Monsanto rappresenta una pietra miliare strategica per rafforzare il nostro portafoglio di aziende leader nel campo della salute e della nutrizione. Raddoppieremo le dimensioni della nostra attività agricola e creeremo un motore di innovazione leader nell’agricoltura, posizionandoci per servire meglio i nostri clienti e sbloccare il potenziale di crescita a lungo termine nel settore».

L’azienda tedesca prevede che l’acquisizione fornirà un contributo all’utile base per azione a cominciare dal prossimo anno. Dal 2021, invece, tale contributo arriverà a una percentuale di due cifre.

Dal 2022, ogni anno, Bayer prevede di incrementare il proprio Margine operativo lordo di 1,2 miliardi di dollari.

Bayer compra Monsanto, Coldiretti: “Agricoltori stretti in una tenaglia”

Un matrimonio all’inferno”. Così l’associazione Friends of the Earth definiva l’operazione qualche tempo fa. Ora che l’acquisizione è definitiva e Bayer ha avuto tutte le autorizzazioni necessarie non mancano proteste e critiche.

Come avvertiva già nel settembre 2016 Patrizia Gentilini medico oncologo e membro dell’Isde:

«Come si può pensare che chi trae profitto dal vendere farmaci e pesticidi non eserciti ancor più di ora azioni lobbistiche volte ad intralciare qualunque politica orientata alla prevenzione primaria, alla sostenibilità e alla sicurezza alimentare?».

Tra le prime voci a sollevarsi contro l’acquisizione, quella di Coldiretti:

«Con l’acquisizione di Monsanto da parte della Bayer, dopo la fusione tra DuPont e Dow Chemical e l’acquisizione di Syngenta da parte di ChemChina, il 63% del mercato delle sementi e il 75% di quello degli agrofarmaci è concentrato nelle mani di sole tre multinazionali con un evidente squilibrio di potere contrattuale nei confronti degli agricoltori. I produttori agricoli mondiali sono stretti in una tenaglia da pochi grandi gruppi multinazionali che dettano le regole di mercato nella vendita dei mezzi tecnici necessari alla coltivazione e all’allevamento nelle aziende agricole, a partire dalle sementi, ma anche nell’acquisto e nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari».

Secondo l’associazione, l’acquisizione porterà difficoltà economiche e occupazionali per gli operatori di settore. Non solo. Ai consumatori meno possibilità di scelta. A rischio anche gli standard di qualità e sicurezza alimentare, così come la biodiversità dei singoli Paesi.

La soluzione? Secondo Coldiretti, è di rafforzare il sistema dei Consorzi Agrari, “300mila aziende diffuse capillarmente su quasi tutto il territorio”, che “possono vincere la sfida del futuro con nuovi investimenti, l’agricoltura di precisione e i big data”.

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