avigan farmaco giapponese

Avigan: risultati promettenti sul Coronavirus? Il farmaco giapponese dell’ultimora

In tempi di emergenza Covid-19 sono quotidiane le notizie di nuove possibile cure o farmaci efficaci o “miracolosi”, come il presunto Abidol (o Arbidol), russo, portato alla conoscenza del pubblico da un video improvvisato di 2 italiani a Mosca. Come abbiamo spiegato nel nostro articolo, questo è un antivirale valido per Coronavirus ( la famiglia di virus ) ma non necessariamente anche per il Covid-19. Oggi invece, è il giorno dell’ Avigan, un farmaco che in Giappone starebbe fornendo risultati notevoli.

Sempre un italiano ha girato un video in Giappone, mettendo in evidenza come i cittadini siano tornati ad una vita ” tranquilla ” popolando le strade , in molti addirittura senza mascherine.

E questa situazione sarebbe anche merito di questo farmaco che, secondo quanto affermato, curerebbe il 90% dei casi di Covid-19.

Avigan o Favipiravir, vera novità?

Questo farmaco antinfluenzale antivirale Avigan o anche Favipiravir, viene tirato in ballo nella ricerca da giorni e non risulta essere affatto una novità neanche in Italia. Infatti, tale farmaco era stato utilizzato nel 2015 presso lo Spallanzani di Roma come trattamento sperimentale contro l’Ebola, vista l’emergenza, sempre in attesa di ulteriori sviluppi sulla ricerca.

Avigan, o Favipiravir o Favilavir, è quindi noto nel trattamento contro il Covid-19 già da settimane anche in Italia, e noi stessi abbiamo approfondito l’argomento con l’articolo relativo al farmaco Tocilizumab.

Facciamo notare che il Favilavir è stato il primo farmaco approvato dalla National Medical Products Administration of China ed è un antivirale che ha mostrato una buona efficacia con minimi effetti collaterali, in un trial clinico su 70 pazienti a Shenzhen.

Il video del ragazzo italiano a Tokyo

I segnali positivi

Vorremmo ricordare la differenza tra i numeri dell’epidemia giapponese e quella italiana; in Giappone, sebbene sia stato uno dei primi paesi ad avere l’epidemia sul suolo nazionale, possiamo parlare di tutto tranne che di ecatombe.

In Italia siamo a quota 47.000 contagiati con quasi 5000 morti. In Giappone siamo a poco meno di 1.000 casi con circa 36 morti. Precisato che sicuramente queste differenza sono il frutto di una serie numerosa di concause, sicuramente la differenza è lampante.

La novità è che di recente – se ne parla il 18 marzo 2020 sul The Guardian – le autorità mediche cinesi avrebbero visto nel farmaco giapponese, prodotto dalla Toyama Chemical (Fujifilm group), una terapia efficace contro il nuovo coronavirus.

Secondo Zhang Xinmin, funzionario del Ministero cinese della Scienza e della Tecnologia, il farmaco avrebbe un alto grado di sicurezza e sarebbe efficace nel trattamento.

Una novità che ha fatto alzare le azioni della Fujifilm Toyama Chemical, l’azienda produttrice del farmaco. Perché non viene usato in Italia? Se volete parlare di burocrazia siete liberi di farlo, ma il problema riguarda la salute dei cittadini e la scienza da tempo opera con rigore per evitare che un farmaco venga usato in malo modo e possa portare a complicanze o rischi ulteriori.

Una confezione del farmaco in oggetto Avigan

Cosa dicono gli scettici

Il Financial Times (USA), mette in guardia sull’Avigan potrebbe avere anche effetti collaterali molto gravi. La linea in questi casi è sempre quella della prudenza: il prodotto (così come altri, abbiamo già citato il caso del Tocilizumab in Italia) dovranno essere testati e approvati.

Ci sono iter sanitari da seguire, perché il non competo iter di approvazione di un prodotto medicale può generare problemi ancor più gravi. Insomma, è il caso di parlare di una bufala, ma quando si parla di salute occorre avere riscontri reali e acclarati.


Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.