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Greenpeace: “ Assicurazioni Generali finanzia l’industria del carbone ma ignora gli alluvionati”

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assicurazioni generali

Generali assicura il carbone ma non i cittadini colpiti dai cambiamenti climatici”.

È chiara e pesante la denuncia avanzata da Greenpeace Italia contro Assicurazioni Generali.

L’organizzazione ha realizzato una video inchiesta a supporto della sua campagna, entrando con una telecamera nascosta in diverse agenzie della compagnia assicurativa:

Nel 90% dei casi, non è stato possibile assicurare una casa a Genova contro il rischio alluvioni e inondazioni.

Ecco nello specifico le accuse avanzate da Greenpeace ad Assicurazioni Generali.

Assicurazioni Generali: se assicurare il carbon fossile conviene più che tutelare le case degli italiani

Chi vive in zone ad alto rischio di fenomeni meteorologici estremi non ha alcuna possibilità di assicurare la propria casa. Sembra essere la dura regola applicata da Assicurazioni Generali ed emersa durante una video inchiesta condotta da Greenpeace.

Dopo aver accusato la società di finanziare gli impianti più inquinanti d’Europa, ora la ong ambientalista torna all’attacco puntando nuovamente il dito contro la compagnia assicurativa.

Finanziare le cause, tralasciando gli effetti

Quello evidenziato da Greenpeace Italia è un enorme paradosso: Assicurazioni Generali, infatti, appoggiando centrali inquinanti presenti in Europa, sostiene i principali responsabili dei cambiamenti climatici in corso. Cambiamenti climatici che portano a catastrofi naturali, come le alluvioni o le esondazioni dei fiumi. Al tempo stesso, però, afferma l’ong, la compagnia assicurativa non assicura i cittadini dagli impatti devastanti di questi cambiamenti, nelle zone climatiche più a rischio.

Sul sito ufficiale dell’Organizzazione si legge:

«Settimane fa abbiamo denunciato che il più grande gruppo assicurativo italiano, in consorzio con altre compagnie come Allianz, fornisce copertura assicurativa a centrali e miniere di carbone tra le più inquinanti d’Europa. Oggi questo paradosso si completa con la scoperta che Generali non assicura i cittadini dagli impatti più disastrosi dei cambiamenti climatici che essa stessa, con le sue polizze e i suoi investimenti sulla fonte fossile più inquinante, contribuisce ad alimentare».

La video inchiesta di Greenpeace

Nella sua video inchiesta, Greenpeace si è recata con una telecamera nascosta in più di un terzo delle agenzie di Assicurazioni Generali, presenti a Genova.

Nel 90% dei casi, non è stato possibile assicurare contro le calamità naturali una casa situata a Genova, in una zona a rischio alluvioni e inondazioni.

Luca Iacoboni, responsabile della Campagna Clima e Energia di Greenpeace Italia, afferma: «Riteniamo questa una contraddizione inaccettabile. Non si possono fornire coperture assicurative a centrali e miniere di carbone tra le più inquinanti d’Europa e, al contempo, negarle ai cittadini che subiscono gli impatti dei cambiamenti climatici. Generali deve immediatamente abbandonare il carbone, senza alcuna eccezione, e schierarsi dalla parte dei cittadini».

La compagnia assicurativa ha approvato una strategia sul cambiamento climatico che Greenpeace giudica incompleta, visto che non prevede la cessazione della copertura assicurativa e finanziaria ad alcuni impianti altamente inquinanti presenti in Polonia e nell’Est Europa.

La risposta di Assicurazioni Generali

Non si è fatta attendere la risposta della compagnia assicurativa che afferma: «Non vi sono preclusioni legate all’area geografica in questione e la rete agenziale di Generali Italia può assumere, in provincia di Genova come in tutta Italia, in autonomia i rischi relativi alla copertura Inondazione/Alluvione sulla base di diverse variabili tra cui la conoscenza dei clienti».

Generali specifica inoltre che «la garanzia Allagamenti e flash floods è venduta come ulteriore estensione di garanzia al rischio Alluvione/Inondazione. Pertanto ha un suo disciplinare specifico (definizioni, oggetto, esclusioni e norme che regolamentano la garanzia) e la clausola viene stampata e riportata nelle Condizioni Generali che regolano l’Assicurazione ove acquistata la garanzia e corrisposto il relativo premio (clausola AFF2)».

Generali Italia sostiene anche che «in diverse occasioni si è dimostrata vicina alle popolazioni colpite da catastrofi naturali, sospendendo i pagamenti dei premi delle polizze, scontando del 50% le garanzie terremoto e recentemente promuovendo l’iniziativa ‘Protezione Solidale’, che prevede l’attivazione di un fondo destinato a finanziare iniziative dedicate alle popolazioni delle zone interessate dall’ultimo sisma che ha colpito il centro Italia».

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