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Marche di birra vendute in Italia contenenti glifosato: ecco l’elenco

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Marche di birra contenenti tracce di glifosato: scopriamo quali birre vendute in Italia contengono tracce dell’erbicida e altre sostanze potenzialmente tossiche

Alcuni test francesi hanno mostrato una presenza pervasiva del glifosato in diverse marche di birra. Anche se in concentrazioni molto basse. Il Salvagente ha riportato i risultati sui brand venduti in Italia, in un dossier intitolato “La bionda che inganna”.

Scopriamo insieme tutti i prodotti analizzati.

Marche di birra al glifosato: il test francese

L’iniziativa è dell’Istituto nazionale del consumo francese. I test hanno riguardato 45 marche di birra, alla ricerca di 250 molecole considerate più o meno tossiche per l’organismo umano.

Tra le sostanze identificate anche il glifosato, l’erbicida più impiegato al mondo, prodotto da Bayer-Monsanto. La sostanza è stata trovata in 25 campioni tra quelli esaminati dall’istituto francese.

Non solo. I risultati hanno evidenziato anche tracce di boscalid, ftalimmide e folpet, alcuni fungicidi, anche se in concentrazioni meno elevate rispetto ai limiti consentiti per legge.

Il Salvagente ha analizzato approfonditamente i risultati dei test, lanciando a sua volta un’analisi concentrandosi sui risultati ottenuti dalle marche di birra commercializzate anche in Italia. Si tratta di 28 brand sui 45 totali testati dai francesi.

Corona, La Chouffe, Leffe e Guinness hanno presentato, come vedremo, alcuni profili di preoccupazione. Mentre altre marche come Carlsberg e Heineken hanno superato il test con risultati migliori.

Marche di birra contaminate: i risultati del test

L’intento non è quello di accusare i produttori. Anche perché, come abbiamo già accennato, in tutte le marche di birra analizzate le quantità di sostanze potenzialmente tossiche rispettano sempre i limiti di legge.

A destare preoccupazione è però quello che i medici dell’Isde definiscono come ‘effetto cocktail’: cioè “l’azione sinergica delle diverse sostanze contemporaneamente presenti”. I cui effetti sulla salute non sono stati forse sufficientemente indagati.

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Tornando ai risultati delle analisi, scopriamo che 16 marche di birra, tra le 28 commercializzate in Italia, presentano tracce di glifosato. Le concentrazioni sono comprese tra i 0,62 e i 9,23 microgrammi.

Ecco nel dettaglio le marche e tutte le quantità presenti.

Carlsberg

Glifosato: Assente

Pesticidi: Assenti

Kronenbourg

Glifosato: Assente

Pesticidi: Assenti

Ch’ti

Glifosato: Assente

Pesticidi: Assenti

Pelforth

Glifosato: Assente

Pesticidi: Assenti

Heineken

Glifosato: Assente

Pesticidi: Assenti

Grimbergen Biere d’Abbaye

Glifosato: Assente

Pesticidi: Assenti

8.6 Original Intense Blond

Glifosato: 0,62 mcg/l

Pesticidi: Assenti

Corona Extra

Glifosato: 2,44 mcg/l

Pesticidi: Assenti

Affligem Blonde

Glifosato: 9,23 mcg/l

Pesticidi: Assenti

La Cervoise des Ancetres

Glifosato: 3,36 mcg/l

Pesticidi: Assenti

Delirium Tremens

Glifosato: 1,67 mcg/l

Pesticidi: Assenti

Leffe Blonde

Glifosato: Assente

Pesticidi: ftalimmide e folpet

Rince Cochon

Glifosato: Assente

Pesticidi: ftalimmide e folpet

1664 Blanc

Glifosato: Assente

Pesticidi: ftalimmide e folpet

Guinnes Nitro IPA

Glifosato: 0,57 mcg/l

Pesticidi: ftalimmide e folpet

Edelweiss l’Originale Blanche

Glifosato: Assente

Pesticidi: ftalimmide e folpet

Leffe Royale

Glifosato: 0,76 mcg/l

Pesticidi: ftalimmide e folpet

Morte Subite Witte Lambic

Glifosato: 1,43 mcg/l

Pesticidi: ftalimmide e folpet

Leggi anche: Trovato glifosato in Beck’s, Paulaner e altri marchi di birra

Glifosato: il mega risarcimento al giardiniere colpito dal cancro

A proposito di glifosato. Di recente la Monsanto – azienda produttrice dell’erbicida RoundUp, di recente acquisita da Bayerè stata condannata a un risarcimento danni milionario, proprio a causa del suo prodotto.

DeWayn “Lee” Johnson, 46enne americano, ha un cancro alla pelle in fase terminale. Secondo l’accusa, la malattia sarebbe arrivata in seguito a un contatto diretto proprio con il glifosato.

Qualche anno fa, Johnson, che era custode e giardiniere nella Bay Area, in California, si è inzuppato dell’erbicida RoundUp, a causa di un malfunzionamento dell’innaffiatore. Ha quindi chiamato per due volte il numero verde di Monsanto. Voleva informarsi su eventuali rischi a seguito del contatto diretto.

Entrambe le volte, dal centralino hanno promesso di richiamarlo. Ma così non è stato. Nel 2014 gli viene diagnosticato un linfoma non-Hodgkin. Secondo la giuria, l’azienda deve ora risarcire il giardiniere per danni economici e morali. La cifra è di 289 milioni di dollari.

«I prodotti avevano rischi potenziali noti al momento della loro produzione e vendita? Sì. La mancanza di avvertenze sui rischi è stato un fattore sostanziale nel causare danno al dottor Johnson? Sì»: con queste motivazioni, i giurati hanno condannato Monsanto.

Durante il dibattimento, l’accusa ha anche imputato all’azienda di aver silenziato gli studi allarmanti emersi sui pericoli del glifosato. Un’opera di insabbiamento che sarebbe dimostrata da alcune email interne all’azienda, come scrive il Corriere della Sera.

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