Il farmaco Nurofen inganna i consumatori. Tribunale ne ordina il ritiro

A marzo di quest’anno, l’Australian Competition and Consumer Commission, l’autorità per i consumatori australiana,  ha portato la Reckitt Benckiser in tribunale, mettendo sotto accusa le confezioni di Nurofen.

Secondo l’autorità australiana, il colosso farmaceutico britannico avrebbe fornito ai consumatori informazioni fuorvianti in merito ai prodotti venduti. I prodotti della linea Nurofen specific pain, infatti, sarebbero stati formulati per trattare tipi diversi di dolore, pur contenendo lo stesso principio attivo e nella stessa quantità.

Farmaci antidolorifici presentati come specifici per emicrania, dolori mestruali, o mal di schiena erano in realtà tutti identici tra di loro, perché contenevano esattamente lo stesso principio, cioè 342 mg di ibuprofene lisina.

Per questo motivo, il tribunale federale australiano ha dato alla Reckitt Benckiser tre mesi di tempo per ritirare dal mercato le varianti dell’antidolorifico Nurofen  e pagare una multa per pubblicità ingannevole.

I prodotti interessati sono: Nurofen back pain, per il mal di schiena, Nurofen period pain, per i dolori mestruali, Nurofen migraine pain, per l’emicrania, eNurofen tension headache, per i mal di testa da tensione. Le indicazioni sulle confezioni dovranno essere corrette.

Come accennato, il colosso farmaceutico dovrà anche pagare alla commissione australiana per la concorrenza e i consumatori (accc) i costi legali e pubblicare le correzioni online e sui quotidiani.

Dal canto suo, Nurofen ha negato di aver ingannato deliberatamente i consumatori ma ha accettato la sentenza.




Come afferma Montse Pena, portavoce dell’azienda: “Nurofen non ha fuorviato di proposito consumatori. Nurofen ha collaborato con la Accc nel procedimento e si adeguerà in pieno alla sentenza del tribunale“.

La commissione pensa che la società abbia approfittato dell’ignoranza medica delle persone per fare utili. Il tribunale dovrà decidere in futuro anche l’entità delle multe da imporre a Reckitt Benckiser.

Al di là del problema di pubblicità ingannevole e della maggiorazione del prezzo di un prodotto che in realtà non ha niente in più rispetto agli altri, i consumatori dovrebbero soffermarsi anche sulla sicurezza del principio attivo utilizzato.

Varie volte noi di Ambientebio ci siamo soffermati a parlare degli effetti collaterali derivanti dall’uso dell’Ibuprofene. Abbiamo visto come in alcuni casi possa aumentare il rischio di ulcerazione gastrica o di attacchi cardiaci.

Di fronte a questi rischi, e all’uso di strategie di marketing poco pulite, viene da chiedersi quali siano le verità nascoste dietro diversi farmaci presenti in commercio e spesso abusati.

La natura, comunque, fornisce diverse soluzioni alternative. Al link ne trovate 5, valide nel trattamento del dolore cronico: http://www.ambientebio.it/5-alternative-naturali-alluso-di-ibuprofene-nel-trattamento-del-dolore-cronico/

(Foto: Sam-Cat)

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Agnese Tondelli

La mia passione è sempre stata l'arte di creare con poco, e di riutilizzare le risorse per formare oggetti di nuova utilità. Per questo troverete numerosi articoli che riguardano il riciclo creativo e piccoli tutorial su come svolgere piccoli e grandi lavori domestici. Sono anche una mamma premurosa e mi piace dare dei consigli per vivere questo aspetto della nostra vita nel modo più naturale e sicuro possibile.

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