Home Alimentazione e Salute V come Vittoria … il Friuli Venezia Giulia dice NO agli OGM

V come Vittoria … il Friuli Venezia Giulia dice NO agli OGM

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Mercoledì 26 marzo 2014 è stata una giornata importantissima sia per il Friuli Venezia Giulia, palcoscenico di una lunga battaglia in materia di OGM, che per tutta l’Italia e per il futuro dell’agricoltura, dell’ambiente e della nostra salute.

Dalla sede di Trieste della Regione Friuli Venezia Giulia, è arrivata la decisione di confermare il divieto di coltivazione di prodotti OGM (Organismi Geneticamente Modificati) per la loro intrinseca tendenza a inquinare e contaminare tutte le altre agricolture tradizionali, biologiche e l’ambiente stesso.

In attesa che l’Europa decida sul disegno di legge inoltrato dalla Regione FVG, per l’esclusione definitiva delle coltivazioni OGM dal territorio regionale, la moratoria di un anno approvata ieri dal consiglio regionale, va a sommarsi al Decreto Interministeriale già approvato il 12 luglio 2013.

ogm italia

Nonostante il divieto dello scorso luglio, nella primavera del 2013 proprio nel Friuli Venezia Giulia, sono partite le prime coltivazioni dichiarate di Mais OGMMON810 prodotto dalla criticatissima multinazionale Monsanto. Questo ha scatenato immediate reazioni da parte di molte Associazioni, non solo di produttori biologici e di altre Associazioni che si oppongono  alla diffusione degli OGM, tra cui l’Associazione NOGM presieduta dal Dott. Franco Trinca, noto nutrizionista clinico, che coordina un Comitato Scientifico composto da bioagronomi, naturalisti, agronomi genetisti e nutrizionisti, che in collaborazione hanno compilato un articolato e analitico dossier scientifico sui gravi rischi e danni generati dagli OGM sull’ambiente e sulla salute umana.

Sulla base di questo dossier scientifico, affiancato dai suoi legali, il Dott. Trinca ha presentato, in qualità di Presidente dell’Associazione NOGM, una denuncia presso le procure di Udine  e Pordenone contro agricoltori pro – OGM artefici della semina del mais vietato dal Decreto interministeriale.

A novembre 2013, NOGM insieme a European Consumers e all’Associazione Consumatori Utenti (ACU) Nazionale e delle Marche, ha presentato un’articolata e severa diffida alla Regione Friuli Venezia Giulia, fornendo le prove scientifiche dell’impossibile “coesistenza” delle coltivazioni OGM con quelle tradizionali o biologiche, a causa dei molti meccanismi biologici caratteristici degli OGM, potenziati da fattori ambientali specifici del FVG che rendono certa la contaminazione.

I dati contenuti nel dossier, dimostrano che le coltivazioni OGM “cannibalizzano” le varietà agronomiche convenzionali e biologiche, imponendosi in modo “virale” tramite l’invasività dei loro transgeni, programmati e realizzati in laboratorio, determinando di conseguenza la contaminazione irreparabile di tutte le varietà naturali coltivate e spontanee, nonché i terreni e le falde acquifere, generando nel complesso un gravissimo danno ambientale.


Nella diffida i legali delle Associazioni firmatarie evidenziavano e consigliavano la Regione Friuli Venezia Giulia di poter legittimamente invocare nei confronti dell’Europa l’esclusione dal territorio regionale delle coltivazioni OGM, dichiarandolo OGM free, sulla base di principi e criteri previsti perfino  dalla famosa “Raccomandazione europea sulla coesistenza” del 13 luglio 2010.

“È con grande soddisfazione che ora registriamo – afferma il Dott. Trinca – come le nostre analisi e proposte siano state positivamente recepite dalla Giunta e dal Consiglio Regionale del FVG e inserite nel testo della moratoria approvata nella seduta di ieri 26 marzo 2014. Oggi pur riconoscendo il merito alla Giunta del FVG di aver presentato la moratoria all’approvazione del Consiglio, dobbiamo però rilevare la non accoglienza delle più incisive proposte dell’Associazione NOGM, sostenute e presentate dal Gruppo consiliare del M5S, relative alla durata, alla maggior severità delle sanzioni pecuniarie previste in caso di violazioni del divieto di coltivazione di OGM e, soprattutto, alla richiesta di sequestro delle coltivazioni e dei terreni, nonché alla loro bonifica coatta con spese addebitate al conduttore del terreno. Ci siamo fatti promotori e portavoce del pensiero e delle preoccupazioni di milioni di italiani – prosegue il Dott. Trinca – che si sentono minacciati dagli OGM nei presupposti fondamentali del diritto alla salute e alla vita, alla tutela dell’ambiente, della biodiversità, delle specie spontanee e coltivate, nonché della tutela dell’agricoltura biologica e tradizionale. Chi produce, commercializza e semina OGM contribuisce, oggettivamente, a minacciare l’integrità del patrimonio genetico naturale e ad attentare ai valori più sacri della vita. Invitiamo ora le istituzioni regionali e nazionali e tutte le Associazioni contrarie agli OGM, a vigilare attentamente affinché il divieto non venga violato e a tal riguardo l’Associazione NOGM preannuncia che denuncerà penalmente anche per DISASTRO AMBIENTALE chiunque seminerà OGM in qualunque regione del territorio italiano, dove peraltro è ancora pienamente vigente il Decreto interministeriale dello scorso anno”.

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