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The Globe soluzione per una sicurezza alimentare?

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La popolazione mondiale è in continuo aumento e si continuano a studiare e creare  possibili soluzioni per una sicurezza alimentare che possa essere accessibile a tutti. UrbanFarmers AG è una società alla ricerca di soluzioni a questo problema, a questo proposito hanno creato il progetto  The Globe, un piccolo orto/fattoria che può essere posizionato su qualsiasi giardino, su qualsiasi tetto, composto da materiali riciclabili. Sembra come forma un pallone gigante che contiene pesci e piante coltivate, creando una sinergia naturale fra di loro.

Credo che comunque in base alle esigenze personali si possa creare anche solo vegetali e frutta, evitando magari il pesce. Ma nel progetto originale, i creatori assicurano che può essere alimentata una famiglia di 4 persone tutto l’anno a base di verdure e pesce.

Il progetto The Globe parteciperà ad un concorso di progettazione chiamato Buckminster Fuller Challenge, che premia progetti potenzialmente utili per risolvere alcuni dei problemi che affliggono l’umanità.

Il costo di questa struttura è relativamente basso, in quanto deve essere accessibile a tutti, può essere implementato ed esteso anche in base alle esigenze del singolo o della comunità.

Un progetto interessante, ma pur sempre un progetto riservato a chi se lo può permettere, non so se possa essere una possibile soluzione per i già esistenti problemi della fame nel mondo che affligge 800 milioni di persone, da un emisfero all’altro. E non basta, perché la malnutrizione riguarda un numero ben superiore di persone: oltre 2 miliardi. Nel corno d’Africa, cuore della disperazione, l’80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. Il mondo è pieno di affamati perché le risorse sono mal distribuite. Per questo non è sufficiente aumentare la produzione alimentare, ma combattere la lotta su più piani: da una parte sviluppare l’agricoltura nelle zone più povere, proteggendo le economie rurali, e dall’altra correggere certi effetti dell’economia globalizzata: caduta dei prezzi dei prodotti agricoli, diffusione incontrollata delle colture industriali volute dai gruppi economici più forti, liberazione dei contadini e dei paesi poveri dal giogo dell’indebitamento. Ma finchè ci saranno multinazionali che sfruttano i paesi più poveri, tutto questo non sarà mai possibile.

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