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Earthing: il contatto con la terra che migliora sonno e salute

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Earthing potenzialità e benefici del contatto con la terra

Earthing: la pratica che promuove il contatto con la terra e migliora la nostra salute

Camminare senza scarpe fa bene alla salute. Sembra un’affermazione scontata, eppure non lo è. Non parliamo infatti dei benefici che camminare scalzi fornisce al microcircolo, ad esempio, ma proprio a una vera e propria scoperta che parla di uno scambio diretto, tra terra e corpo, di elettroni: l’earthing.

Spesso ci siamo soffermati a parlare dell’impatto negativo che l’inquinamento ambientale può avere sulla salute umana. Eppure, esiste un fattore, spesso trascurato, che genera degli effetti positivi sul nostro corpo: il contatto diretto con gli elettroni presenti sulla superficie della Terra.

Earthing: cos’è e quali sono i suoi benefici

Questa interessante teoria è stata portata avanti da alcuni scienziati statunitensi (Gaetan Chevalier, James Oschman, Stephen Sinatra e Martin Zucker). Gli studiosi hanno spiegato come la connessione con la terra possa influire su fisiologia e benessere umani.

La “messa a terra”, secondo questi scienziati, comporterebbe alcuni benefici importanti, tra cui un migliore riposo e la possibilità di ridurre gli effetti della presenza di cortisolo nel nostro organismo.

Non solo, secondo le ricerche condotte, risulterebbe che quando si è connessi a terra, il potenziale zeta (che misura la viscosità del sangue) aumenta e il sangue risulta essere più fluido. Di conseguenza, diminuisce la pressione sanguigna.

Questione di scambio di elettroni

Il punto centrale di questa teoria, in pratica, è che lo scambio diretto tra la nostra pelle e gli elettroni che si trovano sulla superficie terrestre neutralizza le molecole instabili del nostro organismo, causa di molti malesseri fisici. Parliamo di radicali liberi, di cortisolo, di reazioni che attaccano il sistema immunitario, infiammano i nostri organi e causano l’invecchiamento cellulare.

I benefici sul cuore

Uno studio pubblicato a febbraio 2013 dall’Università della California Irvine dimostra inoltre che praticare l’earthing (questo il nome della “messa a terra”), diminuisce i rischi cardiovascolari come infarto e ictus.

Nei soggetti esaminati durante la ricerca, inoltre, si è osservata una diminuzione dei disturbi del sonno, di dolori muscolari e articolari di vario genere, artrite, diabete e asma.

Ecco un elenco di fattori che, secondo queste teorie, vengono influenzati dalla messa a terra.

  • La presenza di cortisolo nel sangue. Abbiamo già visto come la presenza di cortisolo nel sangue sia uno dei principali indicatori di un eccesso di stress. Questa sostanza, chiamata appunto anche ormone dello stress, porta con se una serie di conseguenze negative. Tra tutte, un indebolimento del sistema immunitario, problemi alla tiroide e altro. La messa a terra normalizzerebbe la secrezione di cortisolo durante il sonno.
  • Le infiammazioni croniche. L’azione dei radicali liberi, ma non solo, determina malattie che hanno come conseguenza infiammazioni, artriti, asma e altri problemi, anche gravi. Sembra che l’earthing carichi elettricamente i radicali liberi. Li stabilizza e gli impedisce di attaccare le cellule sane.

Certo, sembra impraticabile l’idea di dormire a contatto col terreno o camminare tutto il giorno scalzi, ma, ogni tanto, è una cosa che si può fare. Serve per liberare il nostro corpo da tensioni negative e particelle dannose per il nostro organismo. Camminare, inoltre, come abbiamo detto all’inizio, aiuta il nostro sistema cardiocircolatorio. Non solo, permette di scaricare i pensieri, ci consente di ritrovare il nostro contatto perso con la natura e rallenta i nostri ritmi. La chiave è trovare un luogo adatto per farlo e usufruire del nostro rapporto perso con la natura.

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(Foto in evidenza: becca.peterson26; Foto interna: Dani_vr)

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