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Sclerosi multipla e vitamina D: l’importanza del sole nella cura e nella prevenzione

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Diversi studi medici provano a dimostrare l’importanza della Vitamina D nella prevenzione e cura della sclerosi multipla. Vediamo insieme in che modo è efficace.

La sclerosi multipla (SM) è una malattia degenerativa e invalidante del sistema nervoso centrale, che colpisce principalmente i muscoli e le loro funzioni. Ha ripercussioni anche sull’equilibrio, la vista e le funzioni mentali.

Da anni i ricercatori studiano un modo per comprendere come bloccare e prevenire la progressione di questa malattia. Da tempo, le ricerche si stanno focalizzando sull’importanza che la vitamina D ha per il nostro organismo e per la cura della sclerosi multipla.

L’importanza della vitamina D

La vitamina D è un ormone steroideo metabolizzato nella pelle (da raggi del sole o ultravioletti B), nel fegato e nei reni da un metabolita attivo che ha una emivita di diverse ore. Questo metabolita è riconosciuto da tessuti contenenti specifici recettori della vitamina D che sono presenti in molte parti del nostro corpo: pelle, ossa, muscoli, gonadi, intestino, sistema nervoso centrale (SNC), microglia, monociti attivati ​​e linfociti B e T.

Secondo uno studio, condotto dai ricercatori della Harvard School of Public Health (HSPH) e coordinato dal prof. Alberto Ascherio, la vitamina D potrebbe rallentare la progressione e ridurre la gravità della malattia.

Il team di studiosi è riuscito a evidenziare come i pazienti in una fase iniziale della malattia presentassero bassi livelli di vitamina D. Un fattore che è stato considerato predittivo della gravità ma anche della velocità di progressione della sclerosi multipla. Così, i ricercatori hanno ipotizzato che, nella fase iniziale della malattia, una più consistente assunzione di questa vitamina potesse allontanare i sintomi della patologia.

vitamina d

I risultati dello studio

I risultati sono stati rincuoranti: i pazienti che nella fase iniziale della malattia registravano adeguati livelli di vitamina D nell’organismo, presentavano un tasso inferiore del 57% di nuove lesioni cerebrali, un tasso di recidiva inferiore al 57%, e un incremento annuo inferiore del 25% nel volume delle lesioni rispetto ai partecipanti con bassi livelli di vitamina D.

Inoltre, questi pazienti registravano un’inferiore perdita di volume cerebrale, che è un importante fattore predittivo di disabilità.

In linea generale, grazie a questo studio, possiamo affermare che la vitamina D svolge una funzione altamente protettiva sul processo sottostante lo sviluppo e progressione della malattia.

Un altro studio diventato virale in rete

In rete, per un periodo è girato un video, che fa riferimento a delle ricerche condotte dal Dott. Cicero Galli Coimbra, un neurologo brasiliano che lavora per cercare dei trattamenti alternativi alla Sclerosi Multipla. Sembra che il dottore abbia al suo attivo una casistica di 1500 pazienti trattati con Vitamina D.

Secondo i dati registrati dalle TAC in suo possesso, il 95% dei pazienti che hanno aderito a questo trattamento avrebbe registrato miglioramenti in una diminuzione dell’ampiezza delle lesioni focali. I miglioramenti più visibili, però, sarebbero di coloro che hanno iniziato la terapia nella prima fase della malattia.

Come assumere la vitamina D

Da sempre il modo più naturale per introdurre la vitamina D nel nostro organismo è principalmente grazie all’esposizione al sole. Un’esposizione che tende a diventare sempre minore, a causa delle condizioni climatiche, del pericolo dei raggi solari e del tempo a disposizione che è sempre di meno.

Eppure, non dovremmo sottovalutare l’importanza di questa vitamina nel regolare le diverse funzioni del nostro organismo. La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, la funzione cardiovascolare e il sistema immunitario. I bambini, ad esempio, hanno bisogno di luce solare, anche nella loro fase embrionale, quando sono cioè ancora nel ventre della madre, al fine di costruire la propria immunità e rimanere in buona salute.

Secondo gli studi condotti dal dottor Coimbra, si apprende come la vitamina D sia un regolatore di numerosi geni coinvolti nello sviluppo del SNC. Nel corpo i recettori di questa vitamina sono circa 4.500, ciascuno con una funzione biologica specifica.

Quindici minuti di esposizione integrale al sole, riuscirebbero a generare 10000 unità di Vitamina D, utili a prevenire nel tempo molteplici problematiche e patologie.

Il trattamento a base di vitamina D

Coimbra è stato il primo al mondo a proporre il trattamento della sclerosi multipla con alte dosi di vitamina D. Il medico è convinto che a breve la medicina abbraccerà questa terapia alternativa per la prevenzione e il trattamento di malattie autoimmuni come il lupus, la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide.

In un certo senso, come abbiamo visto, passi in questa direzione si stanno già compiendo, anche se all’interno della comunità medica gli scettici continuano a essere molti. Fino a poco tempo fa, infatti, alti quantitativi di questa vitamina venivano considerati potenzialmente dannosi per la salute. Il limite tollerabile è attualmente fissato a 10mila unità di vitamina D3, quantitativo per il quale è stata già dimostrata l’assenza di tossicità.

Molti dei pazienti del Dottor Coimbra hanno ottenuto risultati con 50mila, 100mila, 150mila unità di Vitamina D, naturalmente il tutto sotto il controllo del neurologo, proprio per evitare un affaticamento degli organi interni, come fegato e reni, o casi di ipercalcemia.

La strada da percorrere in questa direzione è molto lunga, ma i presupposti affinché la vitamina D diventi arte dello standard di cura per i pazienti con sclerosi multipla sono incoraggianti.

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Foto interne: stetoscopio.net; Life Mental Health

4 COMMENTI

  1. Grazie di avermi dato questa informazione sulla vitamina D, avrei bisogno di capire quali alimenti ne sono piu’ricchi. Sapevo delle vitamine in genere e soprattutto Omega 3 6 7 9,complesso delle vitamine B!ma devo dire che la D mi mancava come nozione.Potreste farmi uno specchietto per capire dove e’piu’presente,verdure,frutta,carboidrati, integrali? Vi ringrazio dell’attenzione e per la vostra discrezione! Attendo notizie,nel frattempo vi auguro un buon lavoro LOMBARDI SERENA de “La Matta Bijoux “

    • L’essere umano è in grado di sintetizzare la vitamina D3 a livello epidermico solo se esposto alla luce UVB, considera che nei paesi nordici l’esposizione a lampade solari è una misura di comune prassi per bambini che soffrono di rachitismo. Ovviamente l’eccesso non fa mai bene,basta un leggero colorito. Tieni presente che le persone di carnagione chiara, a parità di esposizione, producono più vitamina D di quelle di carnagione scura.

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