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Le marche delle scatolette di sgombro infestate dai parassiti ritirate dal mercato

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Aggiorniamo l’articolo inserendo il nome delle marche, infatti l’azienda ha confermato a Il Fatto Alimentare  che si tratta di due marche  in lattina (Ocean e Primier  di sgombro al naturale  intero con pelle e spine (comunemente chiamato Mackerel).

Le confezioni sono da 425  g e i lotti interessati sono  per Ocean: L 25052012 – L 077U – L 099U – L 100U, per Primier: L 093U- L 100U,  L 101U. Viene anche reso noto se il problema riguarda solo le larve  (come scrivono i Nas) non c’è motivo di allarmarsi, perchè le lattine di metallo sono sterilizzate in autoclave per 90 minuti a 119°C,  e in queste condizioni il parassita muore e non può nuocere alla salute. Le persone che hanno consumato il pesce non devono quindi preoccuparsi.  Ciò non toglie che le confezioni devono essere comunque ritirate dal mercato perché la presenza delle larve si può configurare come corpo estraneo.

Allarme era per oltre 165.000 confezioni di sgombro, distribuite sul territorio nazionale e probabilmente già vendute al dettaglio al costo di circa 4 euro l’una. 

Trentadue tonnellate di confezioni di sgombro al naturale infestato da parassiti sono state sequestrate dai Carabinieri dal Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Salerno e di Genova. ”A seguito di una segnalazione da parte di un cittadino – spiega una nota – i carabinieri, presso due aziende distributrici, hanno accertato la presenza di parassiti (presumibilmente larve anisakis) in alcune confezioni di sgombro al naturale, aperte a campione”.

Nella circostanza, ”i militari del nucleo hanno sequestrato oltre 6.000 barattoli (2 tonnellate) di prodotto, confezionato in Marocco e importato da una ditta genovese, procedendo al campionamento per le successive analisi di laboratorio finalizzate alla tipizzazione del parassita nonché alla ricerca di istamina”.


L’immediata attivazione del paritetico Nas di Genova ha consentito ai militari del Nucleo ligure di procedere, presso la ditta importatrice, al sequestro – con relativo campionamento – di oltre 74.000 vasetti (30 tonnellate circa) di sgombro al naturale provenienti dallo stesso stabilimento produttivo.

Dalle verifiche effettuate, prosegue la nota, i militari del Nucleo hanno accertato che oltre 165.000 confezioni di sgombro sono state distribuite sul territorio nazionale, dove sarebbero state presumibilmente vendute al dettaglio al costo di circa 4 euro ciascuno.

A seguito dell’intervento del Nas, la ditta ha avviato le previste procedure di ritiro dal mercato del prodotto già commercializzato.

Fonte adnkronos

8 COMMENTI

  1. A cosa serve leggere una notizia del genere senza poter nemmeno sapere la marca di quella porcheria, almeno per poterla riportare al supermercato se per caso se n’è incautamente acquistata una confezione?
    Ma sapete perché non è stato consentito a nessun sito, giornale o televisione di pubblicarla? Perché in Italia ci sono leggi assurde che consentono anche a chi ha compiuto un reato orrendo e odioso come questo di poter citare per diffamazione chiunque si azzardi a fare il suo nome. Ora vorrei che tutti capissero perché è così importante che i cittadini prendano in mano il potere di scrivere le leggi, per poter veramente tutelare la loro salute, invece di lasciar fare ad una classe politica incompetente e collusa che finirà per ammazzarci tutti quanti.

  2. Sono completamente d’accordo con l’utente Massimiliano, cosa mi serve leggere una cosa del genere senza sapere se anche io ho o meno acquistato una confezione incriminata?
    Vorrei ricordare poi che “diffamazione” è se io affermo qualcosa di falso riguardo un soggetto, non se riporto una VERITA’ accertata come sarebbe in questo caso.

    Anche i giornalisti dovrebbero svegliarsi un po’ e magari cominciare a lottare per difendere la serietà della loro professione…

    • Se sapessimo la marca, l’avremmo inserita, ma le notizie che sono inserite mi sembrano in ogni caso abbastanza indicative, a partire dal prezzo, e dalla produzione. Sinceramente, se conoscessimo la marca non ci saremo fatti remore.

  3. Per quale motivo ancora non si sa il nome della ditta o ditte coinvolte? Se,come sembra 165.00 scatolette sono già state vendute è allucinante che il Ministero non faccia i nomi della ditta /e e che la stessa ditta non faccia un annuncio per la riconsegna

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