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West Nile: le zanzare continuano ad uccidere in Veneto. Come riconoscere la febbre del Nilo

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Nel veneziano altri quattro casi e due nuovi contagi nel padovano.Si aggiornano a quattro le vittime con una anziana veronese: si allarga la diffusione del virus West Nile. Scopriamo come si trasmette, i sintomi e i rischi che corriamo

Qualche settimana fa il primo decesso. A Ferrara un uomo di 77 anni è morto in seguito al contagio dal virus West Nile. L’evento tragico è arrivato anche in seguito alle condizioni di salute già precarie del paziente. E’ una condizione comune quella di una salute già debilitata delle vittime, ma questo non deve farci abbassare la guardia. Le vittime infatti ad oggi sono salite a 4.

Si muovono i comuni, si è mosso il ministero della Salute. Intanto i casi di contagio salgono, soprattutto in Veneto.

Scopriamo insieme qual è la situazione, che cos’è il virus “del Nilo”, come si manifesta e quali sono le misure preventive da adottare.

West Nile: salgono a 4 i morti, molti i casi in Veneto

I decessi in totale sono così saliti a 4 con contagio avvenuto per una puntura di zanzara.

Secondo i medici, però, è stata la situazione globale del paziente a portare alla morte, non il solo virus. L’uomo aveva infatti già problemi cardiorespiratori cronici ed era stato già ricoverato per una caduta recente.

In ospedale gli è stata diagnosticata una meningoencefalite da West Nile, che insieme al quadro clinico già critico, ha portato alla morte il 28 luglio.

Nei giorni scorsi è stato anche registrato il dodicesimo caso di contagio da virus West Nile. Una donna, 53 anni, di Fossalta di Piave, si presenta dal suo medico di base sospettando il contagio da Febbre del Nilo. Ricoverata presso l’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, ha ricevuto tutte le cure del caso: ora sta bene, il peggio è passato dicono i medici.

Altri casi sono stati registrati a Mira, in provincia di Venezia. Prima ancora a Cavarzere (VE). E poi ancora nel Polesine: notizie di contagi sono arrivate dai comuni di Polesella, Canaro, Occhiobello, Gaiba. Ancora a Padova e nella Bassa Padovana.

Non mancano le contromisure e le analisi da parte dei comuni. Ma non bastano. Nelle zone di Jesolo, Caorle e Ceggia sono stati effettuati dei test sulle zanzare Culex e provveduto alla disinfestazione massiva: test risultati positivi. E allora via alla disinfezione. A Pordenone sono distribuiti kit gratuiti di compresse anti larve.

Il problema però è che le zanzare non stanno ferme e i focolai del virus si spostano molto più rapidamente di quanto non si muovano le amministrazioni.

Che cos’è la Febbre West Nile

Ma scopriamo insieme di più su questo virus.

Come suggerisce il nome, è stato isolato per la prima volta in Uganda, nel distretto West Nile (Nilo occidentale), nel 1937. Il virus è della famiglia dei Flaviviridae e provoca la cosiddetta Febbre West Nile o Febbre del Nilo. Oggi la malattia è diffusa non solo in Africa, ma anche in Asia occidentale, Europa (dove è stata segnalata per la prima volta nel 1958), Australia e America. È considerato come il Flavivirus più diffuso al mondo.

A trasportare il virus in giro per il mondo ci hanno pensato uccelli selvatici e zanzare. Queste ultime – in particolare quelle di tipo Culex – sono le responsabili della trasmissione all’uomo. Non è stata registrata invece una trasmissione da persona a persona tramite contatto. Altre possibili origini dell’infezione – anche se rare – possono essere: trapianti, trasfusioni, trasmissione madre-feto in gravidanza.

Il West Nile colpisce anche altri mammiferi: equini, soprattutto, ma anche cani, gatti e conigli.

Incubazione e sintomi

Dal momento della puntura della zanzara possono trascorrere anche 21 giorni prima della manifestazione dei primi sintomi. Un periodo di incubazione che può ridursi fino ad appena 2 giorni.

Nella maggior parte dei casi, chi è infettato da West Nile non presenta alcun sintomo.

Quando invece si presentano casi sintomatici, dobbiamo fare distinzione tra decorso leggero e grave.

Nel 20% dei casi i sintomi sono leggeri:

  • Febbre
  • Mal di testa
  • Nausea
  • Linfonodi ingrossati
  • Sfoghi cutanei

A seconda dei casi, i sintomi si presentano per pochi giorni o, più raramente, per qualche settimana. Quando la West Nile colpisce i bambini, in genere la febbre è leggera, mentre può essere mediamente alta nei giovani. Per questi ultimi, si presentano anche arrossamento degli occhi e dolori muscolari.

Come abbiamo accennato, i casi più gravi – meno dell’1% del totale – si presentano in persone anziane o già debilitate. I sintomi per loro sono peggiori e possono portare a conseguenze molto gravi:

  • Febbre alta
  • Debolezza muscolare
  • Disorientamento
  • Tremori
  • Disturbi della vista
  • Torpore
  • Convulsioni
  • Paralisi
  • Coma

In un caso su mille, il virus può causare un’encefalite che può portare al decesso. In casi gravi ma non letali, gli effetti neurologici della malattia possono diventare permanenti.

Prevenzione

Per prevenire la malattia West Nile è ovviamente necessario la proliferazione delle zanzare e tenerle il più lontano possibile da noi. Dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) consigliano di:

  • Usare repellenti e usare abiti a maniche lunghe all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto
  • Installare zanzariere
  • Svuotare vasi e altri contenitori con acqua stagnante in maniera regolare
  • Cambiare frequentemente l’acqua nelle ciotole degli animali
  • Quando non usate, tenere le piscinette per i bambini in posizione verticale

Ecco due articoli che vi aiuteranno a tenere lontane le zanzare con rimedi del tutto naturali:

Spray e lozioni fai da te per tenere lontani insetti e zanzare

5 piante da coltivare in giardino che tengono lontane le zanzare

West Nile: il piano del Ministero della Salute

Il 27 giugno il ministero della Salute ha emesso il “Piano di sorveglianza e risposta a virus West Nile e Usutu”.

Sono quattro in particolare gli obiettivi:

  • Creare programmi di sorveglianza mirati su equini, uccelli e insetti vettori per individuare in maniera veloce la circolazione del virus nel Paese:
  • Una volta individuato il virus negli animali, occorre attuare misure preventive in maniera “tempestiva, efficace e coordinata”;
  • Dedicare maggiore attenzione alle trasfusioni e al trapianto di organi;
  • Governare l’emergenza, coordinando tutti gli enti preposti, in caso di comparsa di epidemie diffuse.

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