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Tecnologia 5G: ora abbattono alberi per far spazio al segnale nei 120 comuni dove è partita la sperimentazione. Tutto questo è inaccettabile! Guarda i video esplicativi

Qualche giorno fa abbiamo scritto che in Belgio hanno bloccato la partenza di questa banda wi-fi ulteriormente “allargata”, la tecnologia 5G, e proprio nella capitale Bruxelles. La notizia desta sicuramente scalpore  per come è stata comunicata:  una mancanza di trasparenza che ha subito suscitato l’allarme tra i cittadini più informati.

L’appello della deputata Cunial per la sicurezza dei cittadini veneti

“Sempre più studi nazionali e internazionali dimostrano come i campi elettromagnetici possano avere effetti devastanti per la salute pubblica e l’ambiente. Stasera, grazie agli interventi di Laura Masiero, presidente di A.P.P.L.E. e della dottoressa Fiorella Belpoggi, Direttrice del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni, insieme a Borso del Grappa nella serata organizzata dall’Associazione Natura e Vita e patrocinata dal Comune, anche molti cittadini ne sono consapevoli” dichiara Sara Cunial, deputata del Gruppo Misto.

“Come illustrato all’evento i recenti studi pubblicati dal Centro per Ricerca sul Cancro dell’Istituto Ramazzini non fanno altro che evidenziare ancora una volta la pericolosità di queste nuove tecnologie, correlate a un aumentato rischio di tumori, il più pericoloso dei quali è il tumore cardiaco – afferma Cunial – Tali risultati sono ormai talmente convalidati e condivisi dalla comunità scientifica internazionale da portare i ricercatori alla conclusione che è tempo di aggiornare la classificazione IARC traslando la categoria di riferimento di queste nuove tecnologie da probabile cancerogeno e cancerogeno certo.

Per questo – continua Cunial –  abbiamo chiesto a gran voce alle amministrazioni locali e ai sindaci presenti di Borso del Grappa, Castelcucco, Romano d’Ezzelino e al Presidente Unione Montana di rispettare il principio di precauzione e di agire a tutela della salute della propria cittadinanza altrimenti costretta a subire h24 le antenne predisposte dal progetto dell’Unione montana del Grappa. Magari il principio di precauzione fosse stato adottato nel caso Pfas – prosegue Cunial – si sarebbero così salvate dalla contaminazione oltre 350mila persone e la falda acquifera più grande d’Europa.

Le soluzioni meno impattanti ci sono e devono essere prese in considerazione. Ma soprattutto – conclude Cunial – ci deve essere la volontà di confrontarsi con la cittadinanza e agire nell’interesse della collettività che si rappresenta. Come ci insegna la vicenda di Malles, dove un sindaco attento alla salute pubblica ha proposto un referendum per vietare i pesticidi sul territorio comunale, quando le amministrazioni agiscono nella tutela del diritto e della Costituzione e sono sorrette dalla volontà popolare, si può vincere, anche sulla Corte dei Conti. Questa – conclude Cunial – è la strada da seguire: condivisione delle decisioni, diffusione delle informazioni ed innovazione a vantaggio della collettività”.

Studi sui campi elettromagnetici

Sappiamo già che  in ambiente medico diversi studi hanno messo in guardia dai campi elettromagnetici, e anche in queste pagine abbiamo messo in guardia i cittadini e i consumatori su queste nuove tecnologie.

In definitiva, l’ uso prolungato o la sola esposizione potrebbero causare effetti collaterali come l’elettrosensibilità, che a sua volta comprende disturbi tra cui il mal di testa, difficoltà di concentrazione, problemi di sonno, depressione, mancanza di energia, stanchezza e sintomi simili all’influenza.

Fino ad arrivare a danni ben più gravi come l’aumento del rischio di cancro, dello stress cellulare, infertilità, deficit dell’apprendimento e della memoria e disturbi neurologici compreso il morbo di Alzhaimer.

CNR di Bologna- Dott. F. Marinelli 

Sperimentazioni 5g nei comuni

Nonostante questo in ben 15 comuni piemontesi è partita la sperimentazione all’insaputa dei sindaci e dei cittadini. La conferma di ciò è stata data dal sindaco di  Marsaglia, Franca Biglio, anche presidente dell’Associazione dei Piccoli Comuni di Italia, che ha confermato quanto segue «non aver mai chiesto né di essere inseriti nella sperimentazione 5G, né dato alcuna disponibilità in tal senso. Ad oggi non è pervenuta alcuna comunicazione ufficiale da parte delle autorità competenti e qualora ciò si verificasse, sarà nostra cura e premura acquisire le dovute informazioni tecniche al fine di verificare i pro e i contro a difesa dell’ambiente e dell’imprescindibile tutela della salute dei nostri cittadini. Tale importante decisione verrebbe, in ogni caso, assunta solo ed esclusivamente di concerto con la cittadinanza».

La decisione di inserire Marsaglia e altri 119 comuni italiani, tra cui importanti città quali Torino e Roma, è stata adottata in data 8 maggio 2018, direttamente dall’AGCOM, che ha dato mandato di installare nuovi ripetitori e dare così il via alla sperimentazione “in vista della transizione verso la tecnologia 5G”, come recita la legge n.205 del 27/12/2017.

Sembra che l’Italia sia diventata in paese delle sperimentazioni, gli altri rifiutano e tutto viene sperimentato qui, con gravi danni per i cittadini e l’ambiente. Ne pagheremo care le conseguenze nel tempo.

Esito dello studio del Ramazzini

Recentemente l’istituto Ramazzini di Bologna ha pubblicato l’esito del suo studio proprio sull’impatto dell’esposizione umana ai livelli di radiazioni a radiofrequenza (RFR) prodotti da ripetitori e trasmettitori per la telefonia mobile, giungendo a questa conclusione sconcertante: “Sulla base dei risultati, riteniamo che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) debba rivedere la classificazione delle radiofrequenze, finora ritenute possibili cancerogeni, per definirle probabili cancerogeni”. Lo studio infatti pone in evidenza il rischio dell’insorgenza di tumori delle cellule di Schwann (cellule di rivestimento dei nervi) nei forti utilizzatori di telefoni cellulari: “Sebbene l’evidenza sia quella di un agente cancerogeno di bassa potenza – dichiara la dottoressa Fiorella Belpoggi, Direttrice dell’Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini– il numero di esposti è di miliardi di persone, e quindi si tratta di un enorme problema di salute pubblica, dato che molte migliaia potrebbero essere le persone suscettibili a danni biologici da radiofrequenze”.

Si richiede sicurezza e non potenza

La dottoressa Belpoggi aggiunge: La salute pubblica necessita di un’azione  tempestiva per ridurre l’esposizione e le compagnie devono concepire tecnologie migliori, investire in formazione e ricerca, puntare su un approccio di sicurezza piuttosto che di potenza, qualità ed efficienza del segnale radio. Siamo responsabili verso le nuove generazioni e dobbiamo fare in modo che i telefoni cellulari e la tecnologia wireless non diventino il prossimo tabacco o il prossimo amianto, cioè rischi conosciuti e ignorati per decenni”.

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I comuni che preparano le mozioni per stoppare il 5G

Per fortuna qualcosa inizia a muoversi nei comuni, a Roma il partito di maggioranza (M5S) ha votato una mozione per impedire l’installazione delle antenne del 5G, anche se il sindaco Raggi è di altro avviso, e singe nella direzione del 5G.

Stessa cosa succede a Trento dove si chiede di bloccarne l’installazione. Altri comuni si stano muovendo protocollando mozioni di opposizione all’installazione di questa nuova tecnologia, in difesa della salute pubblica. Vi è anche una petizione popolare che possiamo firmare, indirizzata al governo italiano, promosso dall’alleanza italiana Stop 5G dal titolo ‘Emergenza politica di precauzione’.  Tutte le proposte dell’alleanza si possono leggere qui.

La posizione del M5S come purtroppo spesso sta accadendo ultimamente è molto controversa, perchè se da un lato le amministrazioni comunali si muovono in determinato modo, modo che fra l’altra rappresenta il loro elettorato, a livello nazionale la musica è tutt’altra.

A livello nazionale Luigi Di Maio, sostenitore con Huawei delle nuove tecnologie, ha presieduto all’ accensione della prima antenna definendo l’evento il «volano di un nuovo miracolo economico».

Elenco dei comuni pertinenti all’obbligo di cui all’art. 12, comma 4 della Delibera AGCOM n. 231/18/CONS:

ABRUZZO:
1 Gagliano Aterno L’Aquila
2 Civita d’Antino L’Aquila
3 Morino L’Aquila
4 Castiglione a Casauria Pescara
5 Brittoli Pescara
6 Canistro L’Aquila
7 Introdacqua L’Aquila
8 Barete L’Aquila
9 Tossicia Teramo
10 Montebello di Bertona Pescara
11 Fresagrandinaria Chieti

CALABRIA:
12 Sorbo San Basile Catanzaro
13 Sorianello Vibo Valentia
14 Canolo Reggio Calabria
15 Capistrano Vibo Valentia

CAMPANIA:
16 Letino Caserta
17 Savignano Irpino Avellino
18 Raviscanina Caserta
19 San Gregorio Matese Caserta
20 Montecorice Salerno

EMILIA ROMAGNA:
21 Vernasca Piacenza
22 Bore Parma
23 Ventasso Reggio Emilia

FRIULI VENEZIA GIULIA:
24 Pontebba Udine Friuli
25 Tramonti di Sopra Pordenone
26 Bordano Udine
27 Resiutta Udine
28 Lauco Udine
29 Ragogna Udine
30 Comeglians Udine

LAZIO:
31 Nespolo Rieti
32 Pozzaglia Sabina Rieti
33 Rocca Sinibalda Rieti
34 Pico Frosinone
35 Varco Sabino Rieti
36 Petrella Salto Rieti
37 Trivigliano Frosinone
38 Cittareale Rieti
39 Santopadre Frosinone
40 Morro Reatino Rieti

LIGURIA:
41 Nasino Savona
42 Zignago La Spezia
43 Prelà Imperia
44 Vendone Savona
45 Rezzoaglio Genova
46 San Colombano Certenoli Genova
47 Valbrevenna Genova

LOMBARDIA:
48 Cergnago Pavia
49 Oltressenda Alta Bergamo
50 Tartano Sondrio
51 Val di Nizza Pavia
52 Rosasco Pavia
53 Tornata Cremona
54 Canevino Pavia
55 Bianzano Bergamo
56 Crotta d’Adda Cremona
57 Brallo di Pregola Pavia
58 Santa Margherita di Staffora Pavia
59 Mezzana Rabattone Pavia
60 Rognano Pavia
61 Comazzo Lodi
62 Lanzada Sondrio

MARCHE:
63 Genga Ancona
64 Monte Grimano Terme Pesaro e Urbino
65 Montegallo Ascoli Piceno

MOLISE:
66 Conca Casale Isernia
67 San Pietro Avellana Isernia
68 Fossalto Campobasso
69 Pietracupa Campobasso
70 Cercemaggiore Campobasso
71 Pizzone Isernia

PIEMONTE:
72 Sambuco Cuneo
73 Isasca Cuneo
74 Sabbia Vercelli
75 Valloriate Cuneo
76 Falmenta Verbano-Cusio-Ossola
77 Rossa Vercelli
78 Valmala Cuneo
79 Campiglia Cervo Biella
80 Cortandone Asti
81 Celle Enomondo Asti
82 San Giorgio Scarampi Asti
83 Villaromagnano Alessandria
84 Solonghello Alessandria
85 Paroldo Cuneo
86 Prasco Alessandria
87 Druogno Verbano-Cusio-Ossola
88 Premia Verbano-Cusio-Ossola
89 Brondello Cuneo
90 Trezzo Tinella Cuneo
91 Cerretto Langhe Cuneo
92 Pontestura Alessandria
93 Ricaldone Alessandria
94 Revigliasco d’Asti Asti
95 Avolasca Alessandria
96 Roascio Cuneo
97 Vigliano d’Asti Asti
98 Marsaglia Cuneo
99 Montemarzino Alessandria
100 Gabiano Alessandria
101 Montabone Asti

SARDEGNA:
102 Segariu Medio Campidano
103 Pompu Oristano
104 Noragugume Nuoro

SICILIA:
105 Sclafani Bagni Palermo

TOSCANA:
106 Monteverdi Marittimo Pisa

TRENTINO ALTO ADIGE:
107 Valfloriana Trento
108 Sover Trento
109 Castel Condino Trento
110 Terragnolo Trento

VALLE D’AOSTA:
111 Bionaz Aosta
112 Perloz Aosta
113 Cogne Aosta

VENETO:
114 Laghi Vicenza
115 San Germano dei Berici Vicenza
116 La Valle Agordina Belluno
117 Cinto Euganeo Padova
118 Bevilacqua Verona
119 Gambugliano Vicenza
120 Vallada Agordina Belluno

Un appello per i sindaci

Il SINDACO nella Sua veste di autorità sanitaria locale, in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3‐ter del D. L.vo n. 152/2006, al fine di fronteggiare la minaccia di danni gravi ed irreversibile per i cittadini, ad imporre a tutte le attività da cui possano originare emissioni inquinanti l’adozione delle migliori tecnologie disponibili, nonché ad assumere ogni misura e cautela volte a ridurre significativamente e, dove possibile, eliminare l’inquinamento elettromagnetico e le emissioni prodotte ed i rischi per la salute della popolazione.

NONCHÉ ad astenersi per il futuro dall’autorizzare, asseverare e dare esecuzione a progetti relativi a nuove attività che possano condurre ad un aggravamento delle lamentate condizioni di insalubrità ambientale #STOP5G

Cosa è successo in EU e a Cerveteri?

Rimbalzando sul Web, la polemica sul taglio d’alberi tra Cerveteri e Marina di Cerveteri ha fatto il giro d’Italia. Se non altro per le accuse di complottismo lanciate dal Sindaco Alessio Pascucci contro il Comitato locale Stop 5G, additato dal primo cittadino ceretano di teorie rettiliane e terrapiattismo per gli interrogativi sollevati nell’ipotizzata correlazione (fortunatamente poi smentita anche dal vicesindaco Giuseppe Zito) tra l’abbattimento d‘alberi e l’installazione sul territorio di migliaia di nuove antenne 5G. Eppure, nonostante le frettolose repliche di circostanza e i giustificativi a firma d’agronomo, il teorema dell’eco-scempio pare tutt’altro che strampalato, se è vero che in Europa negli ultimi mesi è un rincorrersi sincronico di anomali tagli d’alberi, (roba mai vista prima d’ora!), mentre impazzano nuove antenne nell’avanzata di intelligenza artificiale e Internet delle cose.

La smentita da parte del Comune di Cerveteri

Dalla nostra pagina Facebook, è arrivata una ulteriore smentita sull’accaduto da parte della Delegata alle attività di promozione ambientale del Comune di Cerveteri Dell’Olio Patrizia, che precisa: ” Il comune di Cerveteri è contrario al 5G. E non sta avvenendo nessun abbattimento di alberi per questa motivazione.” 

 

Approfondiremo presto la questione con un nuovo articolo. Mettiamo al centro la salute e il benessere dei cittadini, a differenza di tanti rappresentanti del popolo che sono pagati proprio per tutelare la salute pubblica. STAY TUNED

 

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Fonte

 

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Gino Favola

Laureato in Scienze Politiche, da sempre sono stato appassionato dai temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità. Da sempre convinto che l'economia debba essere ricondotta sotto le leggi della società civile, mi sono interessato a letture come quelle di Tiziano Terzani, Simone Perotti, Michael Pollan. Mi occupo nello specifico della sezione " ecoreati" per dare uno strumento in più, una sentinella attiva nel territorio, che da voce a tutte le segnalazioni dei nostri lettori che condividono con noi la sensibilità per la difesa dell'ambiente e della natura.

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