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Sostanze chimiche presenti nei cosmetici come cause di menopausa precoce. Lo studio

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cause di menopausa precoce

Rossetti, creme per il viso, smalti, prodotti da bagno potrebbero contenere tra i loro ingredienti sostanze chimiche che anticipano la menopausa di ben 4 anni.

Le cause di menopausa precoce sono state evidenziate in uno studio condotto dalla Washington University di St. Louis e pubblicato sulla rivista Plos One

Che molti dei cosmetici presenti in commercio contengano sostanze nocive alla salute è ormai una cosa risaputa. Che queste sostanze possano anticipare la menopausa un po’ meno, eppure a quanto pare questo rischio sarebbe concreto.

La scoperta è stata fatta da un gruppo di ricercatori di St Louis che ha esaminato i livelli del sangue e delle urine di oltre 31 mila persone, tra cui 1.442 donne in menopausa. Lo studio ha misurato la presenza e i livelli di 11 sostanze chimiche, sospettate di interferire con la normale produzione e distribuzione di ormoni nel corpo.

Mentre diversi piccoli studi condotti in precedenza hanno analizzato il legame tra le cosiddette sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino e la menopausa, questa ricerca è la prima a esplorare l’associazione su larga scala, utilizzando un campione rappresentativo di tutto il Regno Unito, mettendo in correlazione le varie cause menopausa precoce.

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L’indagine ha infatti incluso i dati ottenuti dalle analisi di 31.575 donne, con un’età media di 61 anni, nessuna delle quali era stata sottoposta a terapie ormonali o a interventi chirurgici con esportazione di ovaie. Ogni due anni, dal 1999 al 2008, le volontarie hanno risposto a questionari e si sono sottoposte ad analisi di sangue e urine.

Grazie ai dati raccolti, gli studiosi hanno individuato 15 sostanze che possono essere maggiormente identificate come cause di menopausa precoce: nove policlorobifenili (Pcb), tre pesticidi, due ftalati e una sostanza chiamata “furano”.

Le donne che hanno registrato livelli più elevati di queste sostanze nell’organismo sono giunte alla menopausa precocemente, tra 2 e 4 anni prima, e avevano una probabilità sei volte più elevata di anticipare la fine dell’ovulazione, rispetto alle volontarie che invece presentavano livelli più bassi.

Secondo quanto riportato dagli studiosi, questo declino della funzione ovarica non avrebbe solo implicazioni sulla fertilità della donna, ma anche su altri problemi di salute, come malattie cardiache o osteoporosi. Le sostanze coinvolte, inoltre, sono note anche per la loro pericolosità, visto che aumenterebbero il rischio di alcuni tumori, la comparsa della sindrome metabolica nelle donne più giovani e la pubertà precoce.


I ricercatori, pur affermando che i test effettuati devono essere supportati da ulteriori ricerche, hanno quindi invitato le donne a fare più attenzione ai prodotti che usano e agli involucri in cui sono contenuti, preferendo il vetro alla plastica. Gli ftalati, ad esempio, una nostra vecchia conoscenza, si possono trovare negli imballaggi di alcuni alimenti e in prodotti per la cura personale o ancora in profumi, rossetti, bagnoschiuma, e sono fortemente sospettati di essere tra le cause di menopausa precoce

Amber Cooper, coordinatrice della ricerca ha affermato: “L’esposizione a molte di queste sostanze è al di fuori dal nostro controllo. Le troviamo dappertutto: nell’acqua, nel terreno e nell’aria. Ma possiamo provare a gestire le sostanze chimiche che usiamo ogni giorno e diventare più consapevoli. Dobbiamo limitare l’uso di alcuni prodotti” come le materie plastiche e altri prodotti per la casa.

(Foto: Maria Morri)

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