Home Rischi per la salute Sequestrate 25 mila confezioni di borse d’acqua calda elettriche ritenute cancerogene

Sequestrate 25 mila confezioni di borse d’acqua calda elettriche ritenute cancerogene

28673
0
CONDIVIDI
Sequestrate borse d'acqua calda tossiche

Sequestrati 25mila prodotti “Caldo Cuscino”, tipo particolare di borse d’acqua calda elettriche. Emanavano sostanze tossiche.

La Guardia di Finanza di Monopoli, in provincia di Bari, ha sequestrato 25mila borse d’acqua calda elettriche (denominate “Caldo Cuscino”), in seguito a una verifica imposta dalla Procura della Repubblica del capoluogo pugliese.

Ecco la ragione dell’intervento.

Borse d’acqua calda pericolose

Secondo le analisi della Guardia di Finanza, i prodotti sequestrati rilasciano emissioni di derivati del petrolio. I livelli registrati sarebbero molto superiori al limite consentito: per i consumatori, il rischio cancerogeno per inalazione sarebbe estremamente elevato. L’operazione delle Fiamme Gialle è stata denominata “Sonni tranquilli”.

Guardia di Finanza – Bari

 

L’allarme era scattato quando alcuni consumatori si sono resi conto che dalle borse d’acqua calda proveniva un odore pungente. Due campioni del prodotto sono stati quindi inviati al Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Bari. Dopo le necessarie analisi, i ricercatori hanno concluso che il “caldo cuscino” emanava quantità significative di idrocarburi alifatici, aromatici e clorurati.

Sostanze che, quando inalate, vengono considerate come cancerogene per l’uomo. Ancora più preoccupante, le analisi hanno rivelato che anche quando la borsa è spenta, emana sostanze derivanti dal petrolio (toluene, benzene e così via), in quantità 10 volte superiori al limite stabilito per legge. In caso di dispositivo acceso, le emissioni tossiche sarebbero ancora più elevate.

Le borse d’acqua calda erano Made in China

Rispetto alle normali borse dell’acqua calda, i prodotti sequestrati sono dotati di un dispositivo elettrico per il riscaldamento. Il “Caldo Cuscino” viene utilizzato in ambito domestico per affrontare la notte in maniera più confortevole, riscaldando mani, piedi e collo sotto le coperte.

Il prodotto era commercializzato da una società di Noci, comune nella provincia di Bari. Ma veniva importato direttamente dalla Repubblica Popolare Cinese, dove viene prodotto, e poi rivenduto su tutto il territorio italiano.

Ma come ha fatto un prodotto così nocivo a ottenere tutte le autorizzazioni necessarie?

Le borse d’acqua calda erano state sottoposte a controllo da un’azienda anglosassone, che ha rilasciato tutte le certificazioni necessarie per l’immissione in commercio nell’Unione Europea. A quanto pare, però, le analisi effettuate erano parziali: si riferivano, infatti, al solo apparato elettrico. Mancava quindi la certificazione sulla componente chimico-fisica dell’oggetto.

Malgrado ciò, l’azienda nocese ha apposto il marchio Ce sul caldo cuscino, immettendo in commercio un prodotto che, agli occhi dei consumatori, risultava completamente conforme.

Tantissimi anche i grossisti coinvolti che, in buona fede, avevano acquisito grosse partite del Caldo Cuscino, pronte a essere immesse sul mercato. Le autorità hanno anche attivato la procedura Rapex (European Rapid Alert System for non-food consumer products), il sistema europeo che consente l’allerta rapida per i prodotti di consumo pericolosi.

Il legale rappresentante della società importatrice è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here