Home Rischi per la salute Quanto sono sicuri gli integratori che provengono dalla Cina?

Quanto sono sicuri gli integratori che provengono dalla Cina?

3050
0
CONDIVIDI

Oltre l’aria, anche l’acqua della Cina è inquinata. In realtà, il 16,1% del Paese lo è. Questo almeno quanto emerge da uno studio congiunto del Ministero della protezione dell’ambiente e quello della terra e diffuso dall’agenzia Nuova Cina.

I dati non sono rassicuranti: il 19,4% della terra usata per l’agricoltura è inquinata e di questa l’82,8% conterrebbe materiali inorganici, cadmio, nichel e arsenico.

Lo scorso gennaio, Zhao Feihong, ricercatore della Beijing Healthcare Association, ha lanciato l’allarme per una situazione che rischia di avere ripercussioni gravissime, sulla salute dei cittadini che ci vivono, ma anche di quelli che acquistano prodotti provenienti da quelle stesse terre.

La maggior parte dell’acqua non è potabile e lo diventa solo a seguito di trattamenti adeguati. Eppure, viene utilizzata per irrigare il suolo che, di conseguenza, ne assorbe tutti gli agenti inquinanti.

Apparentemente il problema potrebbe non riguardarci in prima persona, ma a un’analisi più attenta non è esattamente così, visto che il mercato di integratori alimentari, vitamine e prodotti biologici provenienti dalla Cina riguarda ampiamente anche l’Italia.

A tal proposito, appare interessante un articolo pubblicato sul The Epoch Times, sul quale si legge come la Cina abbia conquistato oltre il 90% del mercato di vitamina C degli Stati Uniti e non solo. Gli acquirenti non hanno la possibilità di conoscere la provenienza della Vitamina che viene aggiunta nei prodotti, visto che non è presente alcuna norma che imponga un’etichettatura precisa.

Secondo il giornale, solo il 2% di tutte le vitamine e di tutti gli integratori che vengono importati è ispezionata, perché questi prodotti sono classificati come “cibo” e quindi non sono soggetti al controllo di regolamentazione previsto per i farmaci da prescrizione.

Inoltre, secondo The Epoch Times, la maggior parte di questi prodotti viene proprio dalle zone di produzione della Cina che risultano essere tra le più inquinate del Paese, tra cui la provincia di Zhejiang, che ha registrato un livello allarmante di inquinamento del suolo da metalli pesanti. Come, del resto, un sesto dei restati terreni agricoli cinesi.

Ciò che preoccupa è che le vitamine provenienti dalla Cina sono presenti ovunque, alcune anche in prodotti come bibite, mangimi, persino cosmetici.

Come abbiamo accennato in precedenza, i dati riportati dal giornale fanno riferimento nello specifico alla situazione americana, ma anche qui in Italia non possiamo essere del tutto tranquilli, visto che vitamine e sali minerali di questa provenienza possono facilmente trovarsi in succhi di frutta, cereali e altro.

Ma non finisce qui. A rincarare la dose si aggiunge anche un’inchiesta della Natural News Forensic Food Lab , secondo la quale le erbe Ginkgo Biloba importate dalla Cina conterrebbero alti livelli di piombo, un metallo pesante estremamente tossico.

Secondo i test ICP-MS, condotti presso i laboratori, queste erbe importate dalla Cina e vendute a grosse società contenevano più di 5 ppm di piombo, un numero incredibilmente elevato.

Di sicuro, questi dati e queste informazioni non ci fanno essere sicuri. Ecco perché è necessario, prima di qualsiasi acquisto, capire bene la provenienza dei prodotti, imparare a leggere le etichette e preferire prodotti provenienti da colture biologiche. Anche se, in alcuni casi, queste precauzioni potrebbero non bastare, visto che è difficile riuscire ad ottenere la tracciabilità di tutti gli ingredienti non sempre espressa nelle confezioni.

(Foto: Colindunn)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here