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Come i pesticidi arrivano nel sangue delle donne in gravidanza: lo racconta un nuovo docufilm

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pesticidi

‘Pesticidi siamo alla frutta’ è il titolo del nuovo documentario di Andrea Tomasi, realizzato in collaborazione con Leonardo Fabbri.

Il tema:i pesticidi usati nell’agricoltura intensiva che, ogni giorno, avvelenano i nostri piatti. Il docufilm è un viaggio all’interno dell’agricoltura intensiva italiana e dei suoi effetti. Sulla salute e sull’ambiente.

I pesticidi nelle mele, nel miele e sui ghiacciai

Il nuovo docufilm prodotto da Andrea Tomasi e Leonardo Fabbri racconta come i pesticidi vengono utilizzati in Italia.

Già coautore del libro inchiesta ‘La farfalla avvelenata’ e del docufilm ‘Veleni in paradiso’, il giornalista Andrea Tomasi torna con la sua nuova fatica: il documentario ‘Pesticidi siamo alla frutta’, un viaggio nell’Italia dei veleni e negli effetti che l’agricoltura intensiva produce sull’uomo e sull’ambiente che lo circonda.

Il film, autoprodotto e autofinanziato, è un appello rivolto soprattutto ai consumatori a fare di più, partendo dalla consapevolezza che ogni volta “che scegliamo qualcosa al supermercato è come se votassimo”.

Tra gli interventi all’interno della pellicola, quello di Velia Lalli, la principale rappresentante della “stand-up comedy” in Italia (Sbandati – Ri Due e Comedy Central – Sky) che prende in giro il sistema del commercio di prodotti agricoli biologici. Poi c’è il meteorologo Luca Mercalli, che affronta la questione della presenza di sostanze chimiche sui ghiacciai dell’arco alpino, e un cameo di Marco Paolini.

Mi è sembrato di vedere un pesticida…

I pesticidi sono intorno a noi. E dentro di noi, nel sangue delle donne in gravidanza, ma anche nel miele, sui ghiacciai e nello sterco degli orsi.

È uno dei messaggi lanciati dal docufilm di Tomasi, che in questi giorni è proiettato in tutta Italia, da Roma a Taranto, da Bologna alla Terra dei fuochi.

Tra le testimonianze raccolte nel docufilm, è presente anche quella di un contadino trentino che coltiva prodotti biologici e che, insieme al ‘Comitato per il diritto alla salute’ della Val di Non ha raccolto dei campioni, portandoli ad analizzare in un laboratorio di Firenze. Dalle analisi effettuate, sono emerse tracce di pesticidi nello sterco di orso e nel favo di cera di un alveare.

Ma i pesticidi infettano anche il sangue delle donne in gravidanza. Dalle analisi condotte su 14 donne in stato interessante, nel 100% dei casi, è emersa la presenza di fitofarmaci nelle urine.

Prodotti che, purtroppo, riescono ad arrivare anche nei luoghi apparentemente meno coinvolti da questa forma di inquinamento. Come spiega il meteorologo Luca Mercalli che parla della presenza di sostanze chimiche anche sui ghiacciai dell’arco alpino, ad alta quota.

Dati allarmanti sulle colture in Italia

Il documentario affronta anche la problematica dell’agricoltura intensiva in Italia. Il Veneto è la zona in cui è presente il livello più alto di fitofarmaci per ettaro di superficie agricola utilizzata: ben 11,7 kg. Un livello altissimo, decisamente al di sopra della media nazionale che si attesta a 4,9 kg a ettaro. Al secondo posto la provincia di Trento, con 9,3 kg per ettaro.

«Ma se nel docufilm il baricentro è proprio in Trentino, con l’agricoltura intensiva delle mele golden a farla da padrona  – spiega a ilfattoquotidiano.it Andrea Tomasi – affrontiamo una questione che interessa tutto il nostro Paese, da Nord a Sud. E riguarda produttori, consumatori, istituzioni».

Purtroppo, pur essendo i pesticidi consentiti dalla legge, non viene calcolato l’effetto del mix di questi prodotti sulla salute delle persone.

Leggi anche: Frutta e verdura con pesticidi riducono la fertilità. Lo studio

Cosa possiamo fare

Prima ancora che il governo riesca a fare di più, è importante che i consumatori abbiano percezione del proprio potere decisionale. Come afferma Tomasi: «Prima di rimuovere gli ostacoli politici, sia nazionali sia a livello europeo possiamo partire da noi stessi, prendendo consapevolezza del fatto che ogni volta che scegliamo qualcosa al supermercato è come se votassimo. Decidiamo noi cosa il mercato offrirà domani».

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