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Metalli pesanti, PCB e oncogenesi: studio conferma correlazione tra cancro e veleni in Campania

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Oncogenesi e territorio: correlazione tra metalli pesanti e PCB con i tumori sviluppati nelle aree a rischio italiane. Lo studio campano

Diversi studi hanno suggerito una possibile correlazione tra oncogenesi di numerosi tumori e l’esposizione ad agenti cancerogeni ambientali, in particolare metalli pesanti e PCB.

Recentemente, alcuni ricercatori italiani guidati dall’oncologo Vincenzo Petrosino, hanno condotto un nuovo studio sulla popolazione campana, cercando conferme di questa correlazione. In particolare, la ricerca ha coinvolto 20 volontari, di cui sono stati prelevati campioni da sangue e capelli.

Ecco cosa è emerso.

Oncogenesi e fattori inquinanti: ecco cosa il sangue dice sui rischi di salute

Lo studio ha preso in considerazione diverse patologie, come forme di tumore al collo e problemi alla tiroide. Lo scopo dei ricercatori era quello di determinare i rischi dell’esposizione a queste sostanze, in aree reputate a rischio.

Le analisi sono state condotte su matrici biologiche prelevate dal sangue e dai capelli dei volontari. I test hanno evidenziato differenze significative tra soggetti sani e malati, sia nella quantità che nella qualità delle sostanze trovate.

Oncogenesi e rischi ambientali

Metalli pesanti e policlorobifenili (PCB) possono trovarsi in diverse aree, soprattutto in quelle in cui rifiuti pericolosi vengono smaltiti in modo abusivo. 

Queste sostanze, caratterizzate da tossicità e cancerogenicità, possono agire nel nostro organismo per bioaccumulo e sono molto pericolose per la salute umana.

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I metalli pesanti sono sostanze presenti nell’aria, nell’acqua, nel cibo e si trovano spesso dispersi nell’atmosfera e nel suolo a causa dell’attività industriale. Alcuni di loro, come ferro, rame e zinco, sono richiesti dal nostro organismo, ma in alte concentrazioni possono diventare tossici. Altri non svolgono alcun ruolo specifico nei processi vitali. Si tratta di sostanze come arsenico, cadmio, mercurio e piombo.

I metalli pesanti sono sottoprodotti di inceneritori, combustione di benzina o gasolio, fonderie, disinfettanti e possono essere assorbiti dal nostro corpo tramite inalazione, ingestione o persino dal contatto con la pelle, sebbene in misura minore.

I PCB sono molecole di sintesi che non esistono in natura, ma vengono prodotte tramite processi industriali. Si tratta di composti molto stabili, difficilmente solubili in acqua. Sono derivati da petrolio, catrame e adoperati in molti prodotti industriali. Anch’essi possono essere prodotti dall’incenerimento di rifiuti.

Anche se molti PCB sono stati banditi dopo il 1985, la loro presenza nelle discariche e in molti prodotti di uso quotidiano è ancora una delle principali fonti di inquinamento. 

Queste sostanze vengono introdotte nel nostro corpo attraverso l’ingestione di cibo e acqua contaminati.

Corrispondenza tra metalli pesanti e tumori

Durante la ricerca, è stato evidenziato che tutti i pazienti che soffrivano di tumori alla testa o al collo presentavano livelli di metalli pesanti e PCB nel sangue, in concentrazioni due volte superiori i limiti consentiti. Tutti i volontari sani, invece, non mostravano livelli significativi di tali sostanze.

Questo studio pilota è stato condotto allo scopo di determinare la corrispondenza tra queste sostanze e l’oncogenesi di tumori in soggetti residenti in aree geografiche dichiarate a rischio, come ad esempio Napoli, Caserta, Salerno e le relative province.

Ogni anno vengono diagnosticati circa 25.000 nuovi casi di tumore della testa e del collo (inclusi quelli della tiroide) in Italia. Nella maggior parte dei casi (oltre il 90%), questi tumori sono carcinomi a cellule squamose che si sviluppano dal tessuto epiteliale. 

L’esposizione della popolazione alle sostanze chimiche nell’ambiente e nei prodotti alimentari è una delle maggiori preoccupazioni per le istituzioni sanitarie. Iniziare a quantificare la presenza di tali sostanze negli individui, sia malati che sani, potrebbe aiutare a scoprire la potenziale correlazione tra la loro presenza e le varie malattie presenti nei territori.

Petrosino: “Correlazione tra metalli pesanti, PCB e oncogenesi”

A commentare i risultati della ricerca, il professor Vincenzo Petrosino, autore principale dello studio:

«Molti studi suggeriscono una possibile relazione causale tra la comparsa di numerosi tumori e l’esposizione a sostanze cancerogene nell’ambiente. In particolare, è stata indagata la correlazione tra la presenza nell’ambiente di metalli pesanti e PCB come determinante per il meccanismo di oncogenesi.

Il nostro studio considera solo i casi di tumori alla testa e al collo ed è stato condotto su pazienti che vivono in aree note per le condizioni ambientali dannose. Le analisi, condotte su matrici biologiche, hanno rivelato differenze importanti e significative tra soggetti sani e non, con riguardo alla presenza di metalli pesanti e PCB.

La reale correlazione tra queste sostanze e il loro ruolo nell’oncogenesi delle patologie tumorali è investigata dalla comunità scientifica internazionale. Le nostre scoperte dimostrano un’alta concentrazione di metalli pesanti e PCB nei pazienti con cancro alla testa e al collo».

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