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Malattie infantili, i pediatri: “Causate dall’inquinamento nel 30% dei casi”

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Malattie infantili: fattori ambientali tra le cause principali

Allarme dei pediatri italiani: “Un terzo delle malattie infantili è causato dall’inquinamento”Ecco come invertire il trend negativo

La FIMP, Federazione Italiana Medici Pediatri, lancia l’allarme: secondo gli ultimi dati disponibili, 3 casi su 10 di malattie infantili sono provocati dall’inquinamento.

Con un appello lanciato durante il G7 dell’Ambiente, a Bologna, i medici hanno voluto indicare la azioni concrete da perseguire per ridurre l’impatto. “Una priorità per i pediatri e per le istituzioni”, scrivono dalla Federazione. Tutti i dettagli del loro appello.

Malattie infantili: il nodo inquinamento

Il documento si intitola “Ambiente e salute infantile: dalla consapevolezza del rischio alle strategie per limitare i danni e costruire la salute futura dei bambini italiani“. La FIMP lo ha redatto per sensibilizzare istituzioni e cittadini sulle problematiche ambientali. L’inquinamento dell’aria sarebbe infatti tra le cause principali di malattia e morte della popolazione mondiale, non solo infantile:

Già nel 2006 l’OMS stimava che il 25% di tutte le patologie negli adulti e oltre il 33% nei bambini sotto i 5 anni fosse attribuibile a fattori ambientali “evitabili”. Un più recente documento – sempre dell’OMS – stima che, a livello mondiale, circa 1 su 4 del totale delle morti sia attribuibile al vivere o al lavorare in ambienti malsani. Complessivamente in tutto il mondo ogni anno ci sarebbero 12,6 milioni di decessi attribuibili ad ambienti insalubri e 1,4 milioni di questi si verificherebbero in Europa“.

In pratica, i pediatri ci dicono che un terzo delle malattie infantili, che colpiscono chi ha meno di 5 anni, sono attribuibili all’inquinamento ambientale.

Non solo. I rischi si estenderebbero anche al feto, durante la gravidanza. Tutti i fattori scatenanti sono sintetizzati da Maria Grazia Sapia, referente Nazionale Fimp per l’Ambiente:

“Le sostanze chimiche di sintesi derivanti da attività industriali e agricole, lo smaltimento dei rifiuti, le produzioni energetiche e le radiazioni elettromagnetiche sono fattori di rischio. Nel loro insieme agiscono sugli adulti, quindi anche sui gameti, sul feto durante la gravidanza e sul bambino sopratutto nei primi anni di vita”.

Sapia punta il dito in modo particolare su pesticidi chimici e particolato atmosferico:

Particolarmente importanti sono le conseguenze dei pesticidi nel settore alimentare e dei particolati/polveri sottili negli ambienti domestici, urbani e scolastici per la funzione respiratoria che possono aumentare in modo significativo e diffuso la patologia sub acuta, cronica e la cancerogenicità”.

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Malattie infantili: le patologie in aumento

Sapia, oltre a elencare i fattori di rischio, spiega anche quali sono le malattie in aumento causate dall’inquinamento. Eccone un elenco:

  • Patologie degli organi endocrini
  • Disturbi agli apparati respiratorio e digestivo
  • Patologie cardiovascolari
  • Alterazioni dello sviluppo neuro-cognitivo-sensoriale
  • Alterazione del metabolismo
  • Basso peso alla nascita
  • Rischio di aborto e prematurità
  • Aumento della cancerogenicità

Malattie infantili: come rimediare

La Federazione non si limita a indicare il problema. Offre anche una serie di soluzioni, da implementare subito, per migliorare le condizioni di salute nostre e dei nostri bambini. E lancia un appello affinché tutte le istituzioni collaborino attivamente.



Ecco le proposte:

  • Attivare un monitoraggio costante, integrato e sistematico sull’inquinamento ambientale e sugli effetti che ha sui bambini.
  • Ridurre i limiti massimi degli inquinanti in aria, acqua e suolo, per far fronte alla vulnerabilità dell’età pediatrica.
  • Applicare sempre per l’infanzia il “principio di precauzione”.
  • Rinforzare l’attenzione ai primi 1000 giorni di vita del bambino, dal concepimento ai primi anni. Un’attenzione che deve tradursi in atti concreti.
  • Mappare, in tempi brevi, gli edifici scolastici. Individuare in particolare condizioni di inquinamento indoor, prestando attenzione alla possibile presenza di campi elettromagnetici indotti dalle reti wireless.
  • Puntare sull’educazione: promuovere e incentivare programmi, per bambini e adulti, per la salvaguardia dell’ambiente e la scelta consapevole dei prodotti (alimenti, giocattoli, etc.).
  • Incentivare il ricorso alle fonti di energia rinnovabili.
  • Promuovere politiche di sviluppo eco-sostenibile.
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