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Intossicazioni alimentari in aumento: come difendersi?

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Intossicazioni alimentari: come difendersi?

In estate aumenta il numero di intossicazioni alimentari. I rischi per la salute sono dietro l’angolo: la biologa nutrizionista ci spiega quali sono le sostanze più pericolose e come possiamo difenderci…

Batteri, tossine, microrganismi di vario genere. Nel mondo sono state registrate 250 diverse forme di intossicazioni alimentari e tossinfezioni.

Queste sono spesso causate dalla cattiva conservazione degli alimenti. Abbiamo visto proprio di recente un caso di infezione da botulino, che ha coinvolto due studenti italiani. Il caldo e l’umidità possono ulteriormente peggiorare le cose, dal momento che portano a una più veloce degradazione degli alimenti.

Ecco perché in estate dobbiamo prestare maggiore attenzione a quello che mangiamo.

Intossicazioni alimentari: Italia seconda in Europa

Partiamo innanzitutto da un dato. Secondo l’ultimo report europeo sulle zoonosi e sugli episodi epidemici di tossinfezione alimentare, l’Italia sarebbe seconda in europa per numero di intossicazioni alimentari registrate. Il dato si riferisce al 2014, ma sarebbe ancora attuale.

A spiegarlo, Simona Chialastri, biologa nutrizionista dell’Ini, Istituto neurotraumatologico italiano in un’intervista per AdnKronos.

Questi problemi – dichiara la dottoressa – si manifestano con differenti sintomi più o meno gravi, come vomito, diarrea e nausea, e una maggior gravità nelle popolazioni più sensibili come anziani, bambini e malati“.

Intossicazioni alimentari come difendersi

Innanzitutto, Chialastri spiega che il moltiplicarsi dei batteri è generato dalla temperatura. Quando è compresa tra i 5 e i 65 gradi tale moltiplicazione avviene più in fretta. “Occorre tenere i cibi a queste temperature il minor tempo possibile“, raccomanda.

Dobbiamo fare attenzione soprattutto in fase di cottura. Anche il cuore dell’alimento, infatti, deve raggiungere una temperatura minima di 65 gradi. Ci sono degli speciali termometri da cucina che vengono utilizzati proprio per misurare la temperatura al cuore.

Quando viene conservato a lungo, invece, il cibo non deve subire eccessivi sbalzi di temperatura. “Deve rimanere costantemente sotto i 5 gradi“, spiega Chialastri. Lo scongelamento non deve poi avvenire a temperatura ambiente. Anche i cibi già cotti non devono essere lasciati a temperatura ambiente. Fatte le dovute eccezioni (per un approfondimento sul tema leggi: Ecco fino a quando puoi mangiare i cibi scaduti) è sconsigliato non consumare gli alimenti scaduti.

Un altro fattore importante è l’igiene. Ecco alcuni consigli pratici:

  • Lavate spesso le mani
  • Evitate che gli alimenti entrino in contatto con mosche e insetti
  • Utilizzate attrezzi da cucina diversi per cibi cotti o crudi

E ancora: preferire alimenti che abbiano subito trattamenti per renderli sicuri come la pastorizzazione del latte. Usare acqua sicura. Lavare sempre accuratamente la frutta e la verdura prima di consumarla (è consigliabile aggiungere all’acqua del lavaggio un po’ di bicarbonato). Infine, le uova vanno lavate esternamente e devono essere consumate cotte“.

Intossicazioni alimentari: le cause più comuni

La dottoressa passa poi a elencare quali sono i microrganismi che più degli altri provocano intossicazioni alimentari più o meno gravi.



Sono 6 quelli da tenere d’occhio:

  1. Campylobacter: responsabili del 5-14% dei casi di diarrea in USA, Uk e Svezia, questi germi sono trasportati soprattutto da pollame, suini e bovini. La trasmissione può avvenire anche con il contatto degli animali domestici, oltre che per ingestione.
  2. Escherichia coli: latte e formaggi sono gli alimenti più rischiosi in questo caso. Anche la carne bovina mal cotta e persino l’insalata non lavata bene possono condurre l’infezione.
  3. Clostridium botulinum, il temibile botulino. Come abbiamo visto, sono gli inscatolati e i cibi conservati i principali ‘indiziati’ in questo caso. Per approfondire: Botulino: guida su come creare le conserve in casa, evitando brutte sorprese
  4. Listeria monocytogenes: animali infetti e alimenti contaminati come il latte sono il veicolo principale. Si tratta di un germe molto pericoloso: “Nella gestante può provocare aborto e meningite del neonato“, spiega Chialastri.
  5. Shigella: agenti eziologici che provocano shigellosi, malattia caratterizzata da infiammazione intestinale, diarrea con febbre. Si viene contagiati ingerendo alimenti contaminati. Anche in questo caso, il decorso è molto grave per i bambini. Meno per gli adulti.
  6. Salmonella: “Nell’uomo può provocare salmonellosi, febbre tifoide e paratifoide“, spiega la dottoressa. Gli alimenti più a rischio: uova, carne suina, pollame. Occhio all’igiene e ai trattamenti termici inadeguati.

1 COMMENTO

  1. Buongiorno, Voi avete inserito “lascia un commento” ,per comunicare con chi vi segue,credo, io Vi ho scritto qualche giorno fa ,ma non mi avete risposto,è normale? Cordiali saluti

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