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Frodi alimentari: l’Ue dà il via ai controlli a sorpresa

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frodi alimentari

Il Parlamento europeo ha finalmente approvato nuove strategie contro le frodi alimentari: controlli senza preavviso, maggiore rigidità e pene più severe.

Dopo quattro anni di controversie e dibattiti, finalmente lo scorso marzo il Parlamento Europee ha approvato il nuovo regolamento che rafforza le misure contro le frodi alimentari. Una volta entrato in vigore, il provvedimento autorizzerà anche controlli a sorpresa nelle aziende, con costi a carico dell’operatore.

Abbiamo già più volte affrontato l’argomento delle frodi alimentari, ma rifacciamo insieme il punto della situazione in Italia e in Europa, fino ad arrivare ai recenti provvediementi.

Frodi alimentari nell’UE

Fin dalle prime discussioni e documenti stilati sulla questione, emergeva un punto cruciale: nonostante il problema delle frodi alimentari sia molto sentito dai consumatori, l’Unione Europea, a differenza degli Stati Uniti, non aveva una definizione generalmente riconosciuta delle frodi alimentari.

L’unica linea guida generale si trovava nel regolamento 178/2002 in cui si afferma che l’etichettatura, la pubblicità, la presentazione e il confezionamento “non devono fuorviare i consumatori”. Essendo l’applicazione della disposizione molto varia, la conseguenza è che il numero di controlli in questo settore era estremamente limitato e il cibo oggetto di frode passa in gran parte inosservato.

Una situazione che rendeva particolarmente difficile determinare la portata della frode alimentare nell’UE e gli episodi erano in continuo aumento.

Elenco dei prodotti più a rischio di frodi alimentari

Esistono diversi tipi di frodi alimentari. Questi includono: l’adulterazione, la sostituzione, la manomissione e la contraffazione dei cibi.

La Commissione europea per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare ha elencato i 10 prodotti presenti sul mercato che sono maggiormente a rischio frode:

  1. Olio d’oliva
  2. Pesce
  3. Alimenti biologici
  4. Latte
  5. Cereali
  6. Miele e sciroppo d’acero
  7. Caffè e tè
  8. Spezie (come lo zafferano e il peperoncino in polvere)
  9. Vino
  10. Alcuni succhi di frutta

Fattori che contribuiscono alle frodi alimentari

Secondo il rapporto UE, il rischio di frode diventa più alto, quanto minore è la possibilità di essere scoperti e maggiore il guadagno. La complessità e il carattere transfrontaliero del mercato rendono queste pratiche illegali più difficili da rilevare.

A ciò si aggiunge anche il fatto che il guadagno economico era rafforzato da sanzioni relativamente basse e grandi differenze di applicazione del concetto all’interno dei diversi Stati membri.

Quali le soluzioni proposte in questi anni

Ciò che gli Stati hanno più volte ribadito in questi anni è che la Commissione Europea e gli Stati membri intensifassero i controlli e la disposizioni in materia per evitare questi episodi. Non solo, la prima cosa da fare, secondo la Commissione europea per l’ambiente, era dare una definizione univoca al problema, così da rendere più semplice riconoscere e analizzare il fenomeno.

Cosa prevede il provvedimento contro le frodi alimentari

Il nuovo provvedimento è figlio dunque di questi quattro anni di dibattito. Come già anticipato, prevede la possibilità di effettuare controlli a sorprese nelle aziende, che saranno a carico degli operatori della stessa filiera (ad eccezione delle piccole e medie imprese. Si rafforzano poi i meccanismi di tracciabilità della provenienza degli alimenti, anche per i prodotti importati da fuori Europa, e le pene per chi commette frodi alimentari sono state inasprite.

La Commissione europea, inoltre, potrà chiedere ispezioni e controlli anche in aziende dislocate fuori dall’Unione. In Italia nel 2016 sono stati più di 48mila i controlli e circa 470 i sequestri effettuati per un valore di oltre 13 milioni di euro.

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Fonte

(Foto: Jules / Stone Soup)

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