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Come comportarsi in caso di morso di vipera

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La stagione calda, oltre a vacanza e relax, può portare con sé alcuni episodi spiacevoli. Per chi decide di andare a mare, ad esempio, c’è il rischio delle meduse. Per chi invece decide di andare in montagna potrebbe presentarsi una condizione ancora più pericolosa: il rischio di morsi di serpenti e vipere.

Mentre per la prima situazione, in genere, non si corrono pericoli importanti e si può intervenire con diversi metodi naturali per alleviare gonfiore e dolore, nel secondo caso il rischio è più elevato e, se non si interviene in tempo, in alcuni casi può portare anche nella morte.

La pericolosità del morso della vipera, infatti, dipende da molti fattori: il punto del corpo soggetto a morso, il tempo trascorso, la temperatura (più fa caldo, più velocemente entra in circolo il veleno), l’attività svolta dalla vittima dopo il morso. E ancora, l’età del rettile e il quantitativo di veleno presente nelle ghiandole.

Il pericolo del resto non è così improbabile: solo qualche giorno fa, infatti, un bambino di 12 anni è entrato in shock anafilattico per un morso di serpente. Per questo motivo, il Corpo Forestale dello Stato ha divulgato un Vademecum da seguire in caso di morsi di serpenti velenosi, in attesa dell’arrivo di soccorsi adeguati.

serpenti velenosi

In Italia, ad esempio, ci sono diverse specie di serpenti, di queste solo 4 sono pericolose per l’uomo e fanno tutte parte della famiglia delle vipere: Vipera ammodite, Vipera berus, Vipera ursinii e Vipera aspis. Le vipere, il cui morso è mortale in rari casi, sono diffuse in tutte le regioni e sono presenti sia in montagna che in pianura. In ogni caso, lontano dai grandi centri urbani e in luoghi poco frequentati dall’uomo.

La prima cosa che in assoluto si consiglia di fare è chiamare il 118. Una volta allertati i soccorsi, sarà necessario tranquillizzare la vittima e farla sdraiare a terra.

Un battito cardiaco accelerato, infatti, ha come effetto quello di far diffondere il veleno nel corpo più velocemente. Per questo, è necessario rallentare la circolazione del sangue.

Successivamente, procedete con l’effettuare un bendaggio di compressione, partendo da 5-10 cm sopra la ferita. Potete usare una benda o, in caso, un pezzo di stoffa, una cinta o un foulard. Il bendaggio deve essere stretto, ma non troppo. Dovete fare in modo che si continuino a percepire le pulsazioni, evitando di bloccare completamente la circolazione. Per regolarvi: sotto la bendatura deve poter passare un dito.

Se la parte del corpo che è stata colpita è un arto: immobilizzatelo usando una stecca o un legnetto. Lavate la ferita con acqua fredda ed evitate la somministrazione di bevande alcoliche.


Se non riuscite ad allertare i soccorsi, trasportate la vittima al più vicino punto di assistenza, evitando di farla camminare.

Nel 20-30% dei casi al morso, ricorda la Guardia Forestale, non segue alcuna inoculazione di veleno e, se si interviene rapidamente, è possibile ridurre di molto il rischio di complicazioni gravi o mortali.

Molti optano per il siero anti-vipera fai da te. Questo rimedio, però, risulta non essere sicuro perché può comportare un elevato rischio di shock anafilattico e spesso è superfluo. Ecco perché è sempre meglio condurre le vittime in punti attrezzati.

(Foto in evidenza: Peter G Trimming; foto interna: Javier Ábalos Álvarez)

2 COMMENTI

  1. alcune precisazioni: quali sarebbero le 4 spacie di serpenti pericolosi?
    Conosco abbastanza i serpenti, e a quanto mi risulta di pericoloso c’è solo la vipera, che poi possa essere Vipera ammodytes (vipera dal corno), Vipera berus (marasso), Vipera aspis (vipera comune) o Vipera Ursinii, di fatto sempre di vipera si tratta. Gli altri serpenti non sono assolutamente pericolosi, a meno che non ci trasformiamo in topi. La fobia del serpente ha portato all’uccisione di tanti rettili innocui e anzi utili, sicché meglio essere chiari, che poi anche la vipera, se ci si muove con attenzione è un animale schivo, che si fa i fatti suoi!

    • Ciao Paola, grazie per la precisazione. Non mi ero accorta dell’errore, la frase infatti è incompleta; le 4 specie a cui accenno sono riferite proprio alla famiglia delle vipere: Vipera ammodite, Vipera berus, Vipera ursinii e Vipera aspis. Grazie per la segnalazione!

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